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30° C di sera, l’abbigliamento dell’ “uomo”

Afosa serata d’estate. Saliamo tutti su per la collina di qualche metro, nella speranza di ritrovare un po’ di venticello che rinfreschi la serate e le idee di ognuno di noi.
Pizzeria all’aperto. Arriva una coppia di giovani. L’uomo, un panzuto ragazzotto di una quarantina d’anni sceglie il tavolo di fronte al mio.
(Ma non si lascia scegliere alle donne?).
Nel passarci davanti si mostra a tutti con il suo abbigliamento balneare: infradito bianche, pantaloncino corto aderente, cintura strozza-panza, t-shirt bianca, collana che fuoriesce dal girocollo (rigorosamente dorata e spessa), e immancabile borsello, fedele compagno di viaggio di gran parte degli uomini appena le temperature cominciano a salire. Si siedono e tu, attratto dall’abbigliamento di lui, li osservi. La sorpresa arriva nel momento in cui noti che il panzuto ragazzo ha un pantaloncino corto che, oltre a essere stretto, è a vita bassa e lascia intravedere (tanto per usare un eufemismo) le mutande. E diamo il benvenuto alla mutanda che, a scanso di equivoci, precisa che si tratta di un “uomo”, avendo impresso le parole a caratteri cubitali sul bordo. Peccato che anche la mutanda sia a vita bassa. 🙂
(Ma una volta non erano le donne a portare jeans a vita bassa esagerati?)
Effetti del caldo, della temperatura afosa e di una serata alla ricerca di un po’ di refrigerio.

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il principe azzurro

Avviso ai naviganti: questo è un post di risposta a una provocazione, nata prima di persona e poi portata sul web (trovate qui il post e la persona a cui faccio riferimento).

La domanda, a bruciapelo, arriva in una calda serata di agosto. Sono i primi giorni del mese, a passeggio per una città vestita a festa, si parla del più e del meno e, improvvisamente, parlando di una conoscente, lei – quella che ha scritto il primo post – si ferma, mi guarda e comincia a parlare: “quello il guaio è che il principe azzurro non esiste!”.
Non l’avesse mai detto. Si comincia a ridere e poi a fare le ipotesi più assurde e, a tarda notte, nasce la proposta: scriviamo queste considerazioni sui nostri blog. Le persone saranno d’accordo o no? Proviamoci

.
Allora. Premetto che io concordo sulla sua frase ma solo parzialmente. Cioè il principe azzurro non esiste in quanto principe che ci hanno sempre descritto le favole. Cioè, dico io, se uno venisse a casa vostra vestito di azzurro, con una calzamaglia addosso, una maglia aderente e gli stivali bianchi su un cavallo bianco, voi cosa fareste? Io lo so. Direste candidamente “questo è gay” (cit. Zelig). A questo proposito cito solo una moda dell’estate scorsa: le T-shirt “il principe azzurro è gay”. Ve le ricordate le magliette con quella scritta?
E comunque, indipendentemente da quello che pensereste voi sul principe e sul suo abbigliamento, una cosa ve la dico io: state pur certe che mai nessuno – se non a Carnevale – si presenterà sotto casa vostra vestito di azzurro e con un cavallo bianco.
Che poi, scusate la divagazione, ma voi donne (mi ci metto pure io), voi che vi ostinate a dire che il principe azzurro non esiste, vi sentite principesse? Sì? E avete già comprato la scarpetta di vetro trasparente? 🙂
Riflessione finale: e se, considerati i tempi, la principessa indossasse gli short/mutanda con top-stringi-ciccia e il principe portasse pantaloncini corti, canottiera, e infradito? Ben venga, ma a patto che, come nelle favole riattualizzate, sarà l’amore a trionfare. Quello, indipendentemente dai tempi, dovrebbe essere sempre lo stesso! 🙂

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leggins non è pantalone

Non credo sia chiaro a tutte le donne che esiste una differenza, sottile, forse impercettibile, ma che traccia una linea netta di separazione tra un pantalone e un leggins.

Purtroppo devo constatare che non tutti hanno compreso che leggins non è uguale pantalone. E capita, così, di vedere donne che, anziché indossare leggins e maxipull o quanto meno una maglia coprente, indossano i leggins con maglie che mostrano l’ombelico, abbinate a giacche altrettanto corte.

E’ come se si andasse in giro con maglie e collant dimenticando di indossare un pezzo (gonna, pantalone o jeans).

Poniamo fine a questo scempio, please!! 🙂

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il principe azzurro è gay?

L’altra sera ho incontrato tantissime ragazze che avevano fatto una scoperta: “Il principe azzurro è gay”.

Vada per la prima: avrà avuto qualche brutta delusione, mi sono detta.

Ok per la seconda: magari il principe azzurro non l’ha incontrato ancora…

Ma poi, a un certo punto, le fanciulle con la graziosa scritta sulla maglia sono diventate troppe.

Possibile che abbiano tutte la stessa convinzione?

Poi ho realizzato e ho capito che non erano magliette personalizzate vedendo uno stand intero di maglie di ogni colore con la stessa frase scritta sopra.

 

E vabbè, c’è da rassegnarsi: queste nuove generazioni non credono più neanche alle favole e decidono di mostrarlo al mondo.

Ma non è che non ci credono e basta, no; offendono anche il mitico principe azzurro!

E poi qualcuna di loro finisce anche per chiedersi: ma una maglia del genere è volgare? Ho cominciato a pensarci anche io, in una sorta di analisi del pensiero dei giovani moderni.

Lo pensavo anche quando ieri sera ho incontrato un’altra ragazza: “Stasera faccio la brava”.

No, non lo ha detto nè a me nè al principe azzurro-gay. Se lo è scritta sulla maglia! 😀

Domanda, forse più che lecita, ma a noi – consentitemi il rafforzativo – che ce ne importa?

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sul sandalo da uomo in estate

Fa caldo! Ce lo ripetiamo da qualche giorno oramai sempre con maggiore insistenza. Gli abiti si rimpiccioliscono, le maniche si accorciano sempre di più, i sandali diventano sempre più minimal – nel senso che si riduce sempre più la parte di piede coperto 🙂 – e, ahimè, spuntano i sandali da uomo. Non importa come o con cosa siano indossati: i sandali, a volte anche infradito :(, spopolano ai piedi degli uomini nella stagione estiva. Ieri mi è capitato un vicino di cassa al supermercato così “abbigliato”: infradito di plastica firmato ai piedi, pantalone di lino largo celestino, canotta di un colore fucsia scolorito, e borsello firmato a tracolla. Non ho potuto fare  ameno di osservarlo e ri-osservarlo fino a quando sono stata costretta a distogliere lo sguardo: non avrei mai voluto fargli pensare di aver fatto conquiste con il suo abbigliamento fasciòn. 🙂

Comunque, non so più come dirlo, sto sensibilizzando tutti gli uomini di mia conoscenza: che siate a mare, in vacanza, in pausa, in ufficio o in qualsiasi altra situazione: l’infradito e i sandali da uomo nun se ponn guarda’! C’è una sola cosa che li giustifichi, anzi ne giustifica uno a dire il vero: un piede rotto!

Fortunatamente non la penso così solo io. Non ci credete? Date un’occhiata anche qui.

Ok, fa caldo: meglio andare! Buona estate a tutti, con o senza sandali maschili! 🙂

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un blog di moda?

Ebbene sì, l’ho fatto anche io: mi sono messa a curiosare tra le parole chiave più ricercate che hanno portato gli sconosciuti sul mio blog. Per sconosciuti intendo, ovviamente, persone che non conosco e che non fanno parte di quella che io amabilmente definisco claque. E il riferimento è agli amici che commentano i tuoi post in pizzeria, i conoscenti che ironizzano sulla tua a volte abbastanza pungente ironia, persone che si sentono chiamate in causa dai post, gente che conosci poco ma che finisce sul tuo blog con la speranza di conoscere i cavoli tuoi, mamme informatizzate che per amore della propria figlia vanno a leggere quali e quante cazzate scrive sul blog (lo so, questa non se l’aspettava!) :-).

Parliamo degli sconosciuti: quelli che digitano una parola sul motore di ricerca per avere informazioni, capire la gente su quell’argomento cosa scrive, capire cosa si pensa di una determinata cosa, cercare qualcosa o qualcuno…  Ebbene, sono rimasta sconvolta anche io dai termini ricercati dagli sconosciuti: in cima ai miei post più cliccati ci sono i miei pseudo consigli di moda: uomini in canottiera, maschi in infradito, uomini con la pelliccia, donne con i tacchi alti, abbigliamento del sabato sera… E chi avrebbe mai immaginato che il mio blog fosse ricercato per “consigli” e pareri di moda? Lo giuro: mi meraviglio di me stessa! E proprio per questo motivo ho preso una decisione: comincio a lavorare su un post che parlerà di moda. Ho parecchio materiale accumulato negli anni: devo solo organizzarlo. E intanto mi frulla un’idea del tutto nuova per la testa: io giornalista di moda. Giuro che non ci avevo mai pensato…. 😀

Ma vi tranquillizzo per il futuro: state calmi, non ho certo intenzione di mettere ordine nei miei pensieri e nei miei post!

 

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abbigliamento del sabato sera

Metti un sabato sera seduti ai tavolini di un caffè all’aperto. E’ uno straordinario punto di osservazione sull’umanità. Un altro punto di osservazione. Sulle varie tipologie di uomini e donne (prevalentemente giovani,  diciamo pure under 40) che, profumati, agghindati e tirati a lucido, si avviano a passeggio per le strade del centro. Durante poco più di un’ora ho cercato di individuare le varie categorie possibili. Ci provo a elencarle sinteticamente.

  1. Uomini compressi in insoliti pantacollant (le mie calzamaglie da neve sono più larghe) a vita bassa, rigorosamente coperti al polpaccio da orrendi scarponi tra il beige e il giallo. Uomini le cui gambe sono letteralmente compresse, a mo’ di salsicciotti, in jeans o presunti tali così stretti che secondo me passano in apnea tutta la serata. Tu li vedi sorridere a destra e a manca, impassibili. Io un’idea ce l’ho: il loro non è un sorriso; è una smorfia, l’aspetto tipico di chi non ce la fa più a trattenere il fiato.
  2. Uomini in pelliccia. Roba da far venire un complesso di inferiorità alle più vanitose delle donne. Precisiamo: uomini con il collo di pelliccia, non con la pelliccia intera. Un collo di volpe, mi ha suggerito chi se ne intende, che spesso “abbellisce” giubbotti di pelle e cappotti. Spesso non il collo stretto, ma quello che scende, quello che io ho visto sempre tipico di una donna adulta. Ora dico io: una donna che ha un fidanzato/marito che indossa la pelliccia, come potrà mai sentirsi? Avrà di sicuro un complesso di inferiorità: la pelliccia è da sempre il simbolo della femminilità.
  3. Donne che hanno dimenticato di indossare la gonna. Ebbene sì, c’è anche questa tipologia. A voi non è mai capitato, nella fretta, di lasciare qualcosa a casa? A loro capita di lasciare la gonna (o il pantalone). Come si distingue questa tipologia di persona? Solitamente va in giro con una maglia poco più lunga del solito e con un paio di calze (spesso neanche troppo scure). Il guaio è che spesso il soggetto in questione non si rende conto di avere un pezzo mancante e va in giro per la città con una insolita nonchalance.
  4. E poi ci sono i tacchi. A spillo, zeppa, plateau… vari nomi per identificare scarpe altissime, troppo alte per i miei gusti. Scarpe che fanno diventare la tua camminata innaturale, ti costringono a brutte cadute, tremendi incidenti di percorso. Le scarpe alte, quelle che io non sono mai riuscita a indossare, sono ai piedi di tutte. Tu le guardi, sorridi, dici tra te e te “adesso cade, inciampa, prende una storta”. E loro niente. Ci sono donne che camminano impassibili anche su tacchi alti mezzo metro. Ci camminano bene e non rischiano. Io se indossassi scarpe del genere subirei cadute paragonabili a quelle da chi si lancia dal primo piano. Loro no. Le donne coi tacchi passeggiano come se niente fosse anche sui sampietrini, proprio là dove anche la tua scarpa di ginnastica solitamente tentenna e finisce per incastrarsi nelle giunture delle piccole mattonelle.

C’est la vie 🙂

 

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uomini “smanicati” :)

Ne avevo parlato già qualche post fa. Con ironia avevo disegnato un ritratto dell’uomo in canotta e sandali. Era un ritratto dell’uomo in città, che ai primi caldi, non si fa pregare due volte e, incurante delle situazioni e delle occasioni, sarebbe capace di presentarsi anche a una cena di gala con smanicato e sandali (forse addirittura infradito).

Ma, perché, voi donne non portate i sandali e i top?” – risponde la componente maschile quando si sente attaccata sull’argomento. Come potremmo spiegare loro che la situazione è leggermente diversa?

Io ci volevo passare sopra, mi ero proposta di non parlarne più, quando … paffete… mentre guardo il tg mi si para davanti agli occhi una scena a cui non avrei mai immaginato di assistere: un noto politico italiano (Bossi, facciamo pure il nome) in canotta davanti ai microfoni dei tg nazionali. Non credevo ai miei occhi. Tolgo gli occhiali, strofino gli occhi. “Sto dormendo ancora” – mi dico senza volerci credere. Intanto il servizio è finito e non ho tempo di ri-controllare. Passa una mezzoretta. Nuovo tg, stessa intervista. Non mi sbagliavo: la canotta c’è. Poi ho letto che Bossi ha addirittura presenziato a una convention del partito in canottiera.

E così mi sono tornati subito in mente tutti quelli che affollano le strade, specie nel periodo di ferragosto a mare con canotte (ne ho visto perfino qualcuna a fiori, per la serie all’orrore non c’è mai fine), ciabatte anche quando non si scende in spiaggia, e – ne vedo da oramai troppo tempo – perfino parei. Per non parlare di quelli che decidono di indossare la canotta direttamente sopra il costume, ovviamente non quello a pantaloncino… 😦

Lo ammetto: sto curiosando on line da qualche minuto. Ho voglia di capire se io sono un tipo esagerato (non amo molto neppure i vestiti troppo scollati e appariscenti da donna) e ho solo io un’avversione per questo tipo di abbigliamento o se c’è qualche altro che la pensa come me. Sorprese delle sorprese, ho scoperto che su Facebook c’è addirittura un gruppo contro le camicie a maniche corte e gli smanicati. Già, le camicie a maniche corte da uomo: altro orrore tipicamente estivo presente sicuramente in ogni ufficio non appena il caldo comincia a farsi sentire. Ma questo è un argomento a parte. Intanto, corro a iscrivermi al gruppo!

Nel mio navigare alla ricerca di informazioni sugli uomini in canotta, mi sono imbattuta anche in un articolo di Grazia che, fortunatamente, pone solo una domanda: “Uomini vip in canotta: sexy o no?”. Ma, dico io, c’era bisogno di un sondaggio per deciderlo? Pensate quello che volete, ma per me la canottiera d’estate non è un must è un must not!

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uomini con bermuda e sandali

L’estate è oramai alle porte. Post di blog amici parlano di costumi, mare, diete… Io prendo spunto e parlo di una caratteristica dell’abbigliamento maschile che si ripropone con maggiore insistenza anno dopo anno, fino a diventare un vero e proprio must della stagione estiva: l’abbinamento bermuda + infradito.

E non fingete di non aver visto le frotte di uomini, giovani e meno giovani, che affollano qualsiasi luogo pubblico, mostrando con nonchalance gambe e piedi nudi. Qualche tempo fa ho visto perfino un tizio vestito di tutto punto, con giacca, cravatta, vestito elegante e… sandali ai piedi. E non credo fosse per esigenze particolari: quello semplicemente ha deciso di andare in giro a piedi nudi, o meglio: con i piedi fasciati da improbabili sandali modello femminile. Più o meno come quei simpatici fanciulli che girovagano per la città con jeans e infradito. E come la mettiamo con quei giovanotti che prima ancora della chiusura delle scuole si avviano verso i rispettivi banchi con bermuda colorati e pieni di fiori e ciabatte ai piedi. Io, lo dico sempre, non potrei mai essere un’insegnante e trovarmi in queste situazioni! 🙂

Con mia grossa sorpresa, scopro, cercando con google, che c’è qualcuno addirittura che ha ancora il dubbio e chiede: vi piacciono gli uomini con i sandali? Io, sono onesta, il dubbio non ce l’ho. Ma cosa spinge un uomo a indossare sandali o infradito anche quando non sta andando a mare? Una risposta ce l’ho ma non so quanto sia giusta: forse quei centimetri di piedi scoperti rinfrescano un po’ dalla calura estiva? Mah!

Nota a margine: in questo post preferisco non parlare delle canotte o delle maglie smanicate da uomo, specie se associate alla moda del borsello. Ne parlerò più in là. E’ meglio!

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