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“io che ho sognato sopra un treno che non è partito mai”…

Facebook mi ha appena proposto di aggiornare i dettagli della mia biografia. E mi ha appena proposto di scrivere una delle mie strofe preferite di una delle mie canzoni preferite: “Strada facendo” di Claudio Baglioni.
In pratica, nel “chi sono”, Facebook vorrebbe scrivere per me:

Io che ho sognato sopra un treno che non è partito mai e ho corso in mezzo a prati bianchi di luna per strappare un giorno alla mia ingenuità

A questo punto non so se esultare perché i social “conoscono” le mie canzoni preferite o rattristarmi perché i social conoscono i miei sogni e sanno che non partono mai! 😀

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Quei due. Pausa musicale

Credo oramai sia più che evidente il mio essere una grande rimBaglionita. 

Da stamattina canticchio senza sosta una canzone di Claudio Baglioni. Per me resta una delle più belle. Non foss’altro che per il testo e per la spiegazione iconica del binomio amore/abitudine in una coppia.

Pronti? Eccola!

Quei due (Claudio Baglioni)

http://youtu.be/8auatkVU8ag

non è niente
e tutto sta in quel niente
e tutto sembra uguale a sempre
intanto i due lì accanto
sono quasi al conto

lui non parla tanto e spiega
come un maschio alla deriva
con il raschio che gli annega
giù nella saliva

lei ha un’aria persa
da uscita di scuola
e ogni tanto si versa
una mezza parola

lui si sofferma
a guardare l’orario
ma la vita ferma
su un altro binario

cuore e amore
qui non fanno rima
non è come un quiz
e quella giusta è l’ultima risposta
non la prima

lei che fa una faccia apposta
e sbraccia nella luce brutta
che si butta sul vestito
che la tocca tutta

lui con la ruga
di quando è un po’ tardi
la linea di fuga
di tutti ì suoi sguardi

lei è già quell’altra
che ha la stessa voce
ma un po’ meno scaltra
e un po’ più feroce

lui vede sé dentro un riflesso
lei che non c’è sempre più spesso

ma che cosa è mai
è splendore per pochi angeli
è dolore per tanti diavoli
e per gli uomini è amore
specchio degli dei
che a sorprendersi lì dà i brividi
fino a prendersi graffi e lividi
ed arrendersi come quei due

e sono aghi di pino
al vento che ha soffiato su
un momento
per buttarli lì vicino
e illuderli di aver volato

lui ha un sorriso più smagliato
e si specchia e taglia
strade di tovaglia
e quella storia vecchia
che già impaglia

lei che s’appoggia
e si riempie il seno
e su guance di pioggia
occhi d’arcobaleno

lui l’accarezza
col dorso di una mano
e quanta bellezza
che cade lontano

lei a mento in su e un lato solo
lui a testa in giù caduto in volo

ma che cosa è mai
è un rumore di quanti battiti
è un rancore di troppi fremiti
e per tutti è l’amore
favola da eroi
che pretendersi lì è da stupidi
per nascondersi poi da pavidi
e perdersi come quei due

non è niente
e tutto sta in quel niente
e tutto sembra come sempre
non è niente
e intanto i due lì accanto
sono al conto

ma che cosa è mai
è il bagliore di alcuni attimi
è l’errore di mille secoli
e per sempre è l’amore
amore e muore prima o poi
con lo svendersi il cuore e l’anima
con lo spendersi ogni lacrima
e rendersi conto che siamo noi
quei due

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Un piccolo Natale in più

Pausa musicale natalizia con auguri (anche se leggermente in ritardo ;))

Un piccolo Natale in più (C. Baglioni)

Fai anche tu un buon piccolo Natale 
spingi il cuore su
d’ora in poi stai fuori dai tuoi guai 
se puoi 
se vuoi. 
Fai anche tu un buon piccolo Natale 
tieni il male giù
dopo un po’  finisce anche un momento no 
siamo qui 
come tempo fa
in quei giorni di allegria 
in compagnia di chi c’era già
e non vorremo mai andasse via 
tutto va ma stiamo ancora insieme 
e se Dio vorrà
quella stella che ci guida da lassù ci porterà
un piccolo Natale in più. 
Se è così che la vita va
per tutti è nostalgia 
una bugia detta in verità 
e domani sia quel che sia 
fatto sta che siamo ancora insieme 
quanto poi chissà
finché il cielo sopra questa notte blu 
ci lascerà
un piccolo Natale in più.

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Buona Pasqua e pasquetta! :-)

Mi sono appena accorta della mia “scostumatezza”: manco da un po’ su questi schermi e non ho postato gli auguri di buona Pasqua. Lo faccio ora: buona Pasqua e pasquetta. Stop. Un po’ di pausa ci vuole.

Vi lascio con una canzone che ho ri-ascoltato questa mattina e che avevo quasi dimenticato.

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domenica pomeriggio

Assaporiamo la domenica. Una domenica di calcio, di relax, di stadio, partite, amici, risate e – perché no? – anche di sogni, magari legate a una schedina.

Da tempo non sceglievo una pausa musicale per il jukebox del blog.

Credo che questa oggi vada più che bene. A me trasmette belle emozioni: il ricordo delle domeniche di una volta, quando il calcio non era spalmato lungo tutta la settimana e una vincita con la schedina – non la bolletta – era il sogno di tutti, me compresa (che anche da bambina sognavo la villa con piscina al mare e un megayacht per le vacanze. Ah, il Monopoli: ha inguaiato la mia esistenza!) 😛

Buon ascolto!

 

con un’aria trasognata
lemme lemme nella sera
se ne va
fischiettando …
la schedina l’ha giocata
sos dieci anni che lui spera
e che ci sta riprovando

un motorino per Maria
due mesetti in Val Gardena
una casa piena
di comodita’
se pareggera’ il Cesena
una villa con piscina
la schedina con la mente lui rifa’ …

1 X X 2 1 X 1 X 1 1 2 1 X

nella strada tutto solo
fa uno slalom tra i lampioni
e la citt_’
sta in ciabatte
e la luna su nel cielo
stropicciandosi gli occhioni
si fa gia’
color latte

quel francobollo dell’Angola
che gli ha sempre fatto gola
un corredo di lenzuola
per Liu’
e se segnera’ Mazzola
una bella barca a vela
e la mente vola
e non si ferma piu’ …

1 X X 2 1 X 1 X 1 1 2 1 X

2 1 X
chissa’?
se va bene …
2 1 X

con quell’aria trasognata
passa avanti alla portiera
‘buona sera regioniere!’
la schedina l’ha giocata
e per una volta ancore
questa sera

puo’ spersre
e sale in fretta gli scalini
col fiatone quattro piani
c’e’ un odor di maccheroni
col ragu’ …

si dimentica Antognoni
da un bacetto ai suoi bambini
e ai milioni
non ci pensa piu’ …

1 X X 2 1 X 1 X 1 1 2 1 X

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Caro blog, mi sei mancato!

Mi lamentavo della mancanza di spunti per scrivere post sul blog. Io, che sono sempre una miniera di informazioni comiche-e-non da piazzare sul mio spazio on line, mi lamentavo della pressoché totale assenza di ispirazione.

Ebbene, me la sono chiamata (l’ispirazione).

L’assenza forzata (causa problemi tecnici) dalla Rete mi ha costretto a rivedere quanto internet sia fondamentale nella nostra vita, quale sia il ruolo che ha assunto nelle nostre esistenze, anche per ricevere una banalissima informazione.

E, diciamolo, l’assenza forzata dalla Rete mi ha fatto rimpiangere questo piccolo spazio virtuale, valvola di sfogo, strumento di comunicazione e diario on line allo stesso tempo. Mi è mancata la possibilità di scrivere qualcosa e di essere letta da qualcuno (non mi immaginavo così “vanitosa”), mi è mancata la possibilità di sapere quanti e chi sono stati i miei lettori in questo giorno e la possibilità di conoscere i modi in cui sono arrivati al mio spazio on line.

Posso dire, senza ombra di dubbio: caro blog, mi sei mancato!

Chiudiamo con una bellissima canzone di Baglioni (come poteva essere altrimenti?!). Si chiama “Chi c’è in ascolto”. Ascoltatela attentamente. Occhio al testo, più che alla musica!

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mille giorni di te e di me? troppi così!

La premessa è quasi sempre la stessa: non ne capisco molto di musica. Ne capisco pure, ma non ho le competenze giuste a dare giudizi. Un giudizio, però, lo devo esprimere; e pure nell’immediato. Ieri sera mi sono persa uno show unico: un’ospitata, tra le altre cose, del mitico Claudio Baglioni nello show di Gigi D’Alessio.

Non commento ma propongo il filmato del duetto pubblicato su Youtube:

Al termine dell’ascolto una domanda è d’obbligo: come si fa a rovinare una canzone stupenda?

Ps:  Se questa fosse stata la “musicalità”, mi sa che la canzone non sarebbe stata mai scritta. O quanto meno mille giorni sarebbero stati troppi! 😛

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cosa resterà degli anni Zero? /1

Cosa resterà degli anni Zero? La domanda, più o meno simile, la poneva Raf poco meno di venti anni fa.

 Il quesito adesso rimbalza, oserei dire prepotentemente, su quasi tutti i siti di informazione e non. Un decennio è oramai quasi definitivamente alle nostre spalle. Restano i bilanci, qualche sommario resoconto, e i sondaggi su cosa ricorderemo maggiormente di questi fatidici anni Zero. Sondaggi globali, che riguardano musica, sport, spettacolo, cultura… e chi più ne ha più ne metta; e sondaggi più privati, che riguardano la tua vita personale e che ti costringono, volenti o nolenti, ad un primo bilancio da “adulti”. Premetto di essere la prima a storcere il naso quando mi si presentano statistiche, sondaggi e quant’altro… Ma da qualche giorno mi sto sforzando di ricordare qualche avvenimento che, in un campo o nell’altro, possa rappresentare in maniera inequivocabile uno spartiacque; un momento unico per i miei anni Zero. Penso, dunque, alla maturità, ai diciotto anni, all’università, alla patente, alla macchina, alla laurea, alle prime grandi delusioni, alle vere amicizie, al giornalismo, ai primi approcci con il mondo del lavoro… Sembra passato un secolo! Ma la mia intenzione è tracciare un bilancio generale degli anni Zero. Basterà un solo post? Non credo. Ma vale la pena cominciare.

Da dove cominciamo? Mica facile! Lasciamo parlare per il momento musica ed immagini. Lasciamo spazio alla musica. Canzoni che, in un modo o in un altro, sono state la mia colonna sonora in questi dieci anni.

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