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“Mezzo respiro”

Domenica. Tempo di una pausa musicale.
Oggi vi propongo la canzone di Sanremo dei Dear Jack. (Chi me lo doveva dire: alla mia età pubblico le canzoni dei Dear Jack – che fino a qualche mese fa non sapevo neanche chi fossero).
Il ritornello mi è entrato in testa e non ne esce più.
Ecco il video e il testo.

Mezzo respiro (Dear Jack)
Passeremo questa notte senza graffi sulla faccia

Proveremo a dirci basta, solo dirci
Che non ne vale la pena
Rifarò tutti i bagagli, per riempirli dei miei sbagli
Qualche gioco di parole sarà la soluzione
Per sentirmi meno male
E ti ritroverò per sempre tra le frasi senza tempo
Dietro un angolo del cuore, cicatrice di un inverno
Che ora sembra non finire mai
Mezzo respiro ancora
Soltanto mezzo respiro ancora
Per dare un senso ai ricordi
Per un passo in avanti
Perché odiarci non serve più
Mezzo respiro ancora
Soltanto mezzo respiro un’ora
Tra una promessa sospesa, l’ultimo sguardo d’intesa
Mezzo respiro
Passeremo questa notte senza dirci quasi niente
Che il silenzio certe volte è solo voglia di carezze
Dimmi che andrà tutto bene
E ti ritroverò per sempre tra le frasi senza tempo
Dietro un angolo del cuore, cicatrice di un inverno
Che ora sembra non finire mai
Mezzo respiro ancora
Soltanto mezzo respiro ancora
Per dare un senso ai ricordi
Per un passo in avanti
Perché odiarci non serve più
Mezzo respiro ancora
Soltanto mezzo respiro un’ora
Tra una promessa sospesa, l’ultimo sguardo d’intesa
Mezzo respiro
Prima di dirci addio
Mezzo respiro ed io, ed io
Adesso proverò a convincermi
Forse a non illudermi
A dirmi che è meglio così
Mezzo respiro ancora
Soltanto mezzo respiro ancora
Per dare un senso ai ricordi
Per un passo in avanti
Perché odiarci non serve più

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un inverno (quasi) scalzi

Foto: style

Foto: styleandbound.com

Consentitemi di dedicare cinque minuti e quattro parole a quella che deve essere una moda del momento: le scarpe da ginnastica senza calzini con le caviglie al vento. A febbraio, si intende. La moda deve essere proprio questa: indossare con nonchalance le scarpe da ginnastica estive (ai piedi di qualcuno ho notato addirittura le Superga di tela) senza calzini né calze, con la caviglia bene in vista.
Sono sincera: quando ho visto la prima persona mi sono quasi commossa. Si sa, c’è la crisi, e ho pensato che forse a quella ragazza i genitori proprio non potevano comprare i calzini né un paio di scarpe invernali. Ma la mia teoria non reggeva: le scarpe erano firmate; troppo firmate perchè quella ragazza non potesse permettersi i calzini. Poi, in un istituto superiore, quella ragazza era seguita a ruota da un’altra che indossava le stesse scarpe e allo stesso modo. Dopo la seconda, ho visto sempre lì la terza e via così… fino a capire che la maggioranza delle ragazze vestiva allo stesso modo. Poi ho visto che anche per i ragazzi cambia poco: anche loro portano le scarpe così.
Ai miei tempi – ed ecco che comincio con le mie full immersion nel passato manco avessi 300 anni – non si poteva uscire di casa se non con gli stivali, rigorosamente impermeabili… Insomma, tipo alluvionati, anche se fuori c’era il sole e tu sognavi di sfoggiare quelle ballerine comprate nei saldi. Quelle no, quelle – ai miei tempi – erano per la primavera inoltrata!
Allora mi chiedo e vi chiedo: ma freddo no? Non lo sentono? A me basta avere un centimetro scoperto tra lo stivale e la gonna per diventare gelida nonostante le calze doppie e i calzini di lana… E loro? Loro stanno a caviglie nude in giro con la neve? E quando piove? I piedi e le scarpe non si inzuppano come i frollini discount appena li tuffi nel latte? Qualcosa non quadra!
Ah, l’ultima stamattina: scarpe gialle di tela, caviglia scoperta, con pantalone stretto-stretto, rigorosamente modello capri. Io le guardo i piedi, sconvolta, lei se ne accorge e mi guarda schifata dalla testa ai piedi. Lei indossa sneakers, jeans, maglietta di lana e uno striminzito giubbotto sottile. Io: due maglie, un pantalone di flanella, gli stivali, le calze, i calzini di lana, una sciarpa, il cappello e il piumino più pesante che conosca. Ci volevano scritturare per un catalogo. Collezione estate-inverno. 🙂

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la prova costume? o cappotto?

Prova BikiniPensierino del giorno.
(Dopo un’assenza prolungata almeno un pensierino ci vuole).
Siamo al 4 giugno e dell’estate non si vede neanche il sole.
Non male, penso. Lo penso io e tutti quelli che non sono ancora pronti alla prova costume!
W la prova cappotto! 🙂

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riflessioni semiserie sul sandalo/stivale

Ogni tanto, quando mi viene l’ispirazione, torno da queste parti. Non più con la frequenza quasi quotidiana di un periodo causa vari impegni. Però quando gli argomenti ci sono, la voglia di scrivere sul mio blogguccio personale diventa irrefrenabile. Ed eccomi qui oggi con un nuovo post “modaiolo”. Buona lettura!

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E’ il sandalo a stivale la nuova frontiera della moda in queste giornate a metà tra l’estate e l’autunno. Uscendo di casa non sapete mai se ricorrere al sandalo oppure alla scarpa chiusa? Il sandalo a stivale è la soluzione che fa per voi: metà sandalo e metà stivale. Sarete a posto in ogni situazione: se fa caldo c’è la comoda presa d’aria che garantisce un sistema arieggiato e l’aspetto sandalo con le dita dei vostri piedi in bella mostra; se piove, potrete dire al mondo intero con soddisfazione di avere gli stivali.
Svantaggi: se fa caldo avete pur sempre gli stivali; se piove avete il piede che imbarca acqua e – ahinoi – visti gli ultimi temporali, anche fango.
Ultimo svantaggio da non trascurare (oltre che motivo reale per cui sto scrivendo questo post): questa tipologia di scarpe è inguardabile. E se ve lo dice una che adora le scarpe di tutti i tipi, bisogna cominciare a preoccuparsi! 😉
Stamattina ho incrociato due presunte fashion victim con indosso i suddetti stivali: una li sfoggiava in color cuoio sopra un jeans; un’altra li aveva abbinati sotto un vestitino nero tipicamente estivo.
Ovviamente ce ne sono di tutti i tipi e per tutti i gusti. Si va dallo stivale alto, a quello basso, dal sandalo intrecciato all’infradito. Eh già: esiste anche l’infradito/stivale (secondo me peggio non si può!)
Adesso, secondo me, due sono le cose: o hai caldo e metti i sandali o hai freddo e indossi gli stivali. Questa cosa metà e metà dove vuole andare a parare? E’ come se mettessi la sciarpa e il cappello di lana sul costume o il cappotto con il costume (e adesso vedrete come lancerò nuove mode! :-))
L’intenzione del post era quella di ridicolizzare al massimo questa strana tendenza della moda. Ma girovagando on line, nel vano tentativo di cercare qualcuno che la pensasse come me, ho scoperto che il sandalo/stivale è proprio una moda, un vero e proprio trend. Non ci sta niente da fare: di moda io non capisco proprio niente! 🙂

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i primi caldi

Vorrei proporre un minuto di riflessione a tutti i – pochi – lettori di questo blog.

Riflettiamo su tutte quelle persone che da stamattina – primo vero giorno di caldo primaverile – stanno sfoggiando già copricostume o costumi addirittura pure per recarsi a fare la spesa al supermercato.

Un minuto di riflessione per tutte le donne che da stamattina ho incrociato già vestite come se fosse agosto, con maglie a giromanica, gonne di cotone, senza calze, con sandali e piede in perfetta forma.

Riflettiamo anche – e qui ci vuole più di un minuto – sugli uomini che da stamattina avete incrociato in pantaloncini corti e t-shirt che definire estiva è un eufemismo. (Fortuna che non sono ancora “‘usciti” i sandali!)

A questo punto, solo due – prometto brevi – riflessioni:

1. Ma questa gente ha i panni estivi perennemente dietro la porta dell’armadio? Tipo aprono la mattina l’armadio e cadono i panni giusti a caso? No, giusto per sapere: a me cadono sempre quelli sbagliati…! 😦 Come cavolo fanno queste persone – ad appena mezzora dall’inizio del caldo – a sfoggiare già tutto il guardaroba estivo che normalmente uno tiene da parte per effetto del cambio di stagione? Sarà che, poichè non esistono più le mezze stagioni, io sono rimasta una delle poche a farlo? 🙂

2. Ma queste persone non beccano mai raffreddamenti o cose del genere? Questi sono inconvenienti che capitano sempre solo a me? Un po’ di sana invidia a questo punto ci sta tutta! E poi, mi chiedo io: ma non hanno freddo? Ok, farà anche caldo. Ma alle 12, non certo alle 8 del mattino…

Vorrei proporre anche una riflessione finale. Diciamo un post di riflessione. Pensiamo a tutti quei metri di grasso accumulati amabilmente nel periodo invernale e coperti alla grande dagli strati di maglie e piumini e che, adesso, con il caldo alle porte, cominciano ad affacciarsi timidamente – si fa per dire “timidamente” – da scollature, girovita e maglie… 😦

Ci state pensando? Beh, io sì! 🙂

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il mare d’inverno

Immagini sconnesse del mare d’inverno

Impronte di gabbiani che si inseguono sulla battigia

Cani che corrono felici in libertà

Bambini emozionati per il volo del primo aquilone

Un vento freddo, tagliente, salato, piacevole

Una passeggiata sulla spiaggia profumata di mare e di sabbia

Una caccia al tesoro sulla sabbia tra i mille reperti vomitati dal mare

La schiuma bianca e candida delle onde che si infrangono sulla battigia

Il rumore del fiume che sfocia nel mare azzurro, limpido e freddo

Un pedalò parcheggiato sulla strada in attesa di tempi migliori

Le case chiuse e mai riaperte in attesa dell’estate

La salsedine che corrode le ringhiere di ferro

I manifesti ingialliti delle manifestazioni estive

Il verso dei gabbiani che planano sull’acqua in un mare che è tutto loro

La straordinaria sensazione di pace del mare d’inverno

Una canzone in sottofondo che descrive perfettamente tutte queste immagini.

Ascoltiamola:

 

 

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