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#legrandiverità – Quando ti accorgi che…

Quante volte siamo finiti in una storia sbagliata? E non parliamo di amore. Ma di amicizia, di conoscenze, di “rapporti di convenienza”. Quante volte abbiamo investito tutti noi stessi per far venire fuori chi siamo e cosa vogliamo? E quante volte ci siamo sentiti sbagliati? Quante volte ci hanno fatto sentire sbagliati perché non hanno dato valore a cose per noi importanti?
Ecco, per la serie #legrandiverità, non dimentichiamo mai questa cosa:
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(spazio libri) “Non è la fine del mondo” di Alessia Gazzola

Sì, è vero: d’estate leggo molto di più. E spesso mi lascio coinvolgere anche in letture più leggere rispetto al resto dell’anno. L’altro giorno, per esempio, passando in libreria, mi sono fatta attrarre dalla copertina di “Non è la fine del mondo” di Alessia Gazzola. Ho cominciato a sfogliarlo e sono stata attratta dalla definizione della protagonista, una con “il carattere di una vecchia pechinese sterilizzata”. 😊 Questo libro fa per me, mi sono detta. E l’ho portato a casa e letto tutto d’un fiato. Scrittura piacevole, semplice, leggera, ironica e che fa riflettere al tempo stesso. E ora capisco perché sia uno dei libri più venduti degli ultimi tempi. Come al solito, ho evidenziato qualche frase da tenere bene a mente. 

“Non sono sempre stata così. C’è sempre qualcosa che, a un certo punto della nostra vita, ci trasforma in qualcuno che non credevamo di essere o, piuttosto, ci svela esattamente cosa siamo. La prospettiva sembra diversa, eppure non lo è.”

“So che qualunque condizione che ci levi la libertà di vivere alla luce del sole può portare solo infelicità.”

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Quei due. Pausa musicale

Credo oramai sia più che evidente il mio essere una grande rimBaglionita. 

Da stamattina canticchio senza sosta una canzone di Claudio Baglioni. Per me resta una delle più belle. Non foss’altro che per il testo e per la spiegazione iconica del binomio amore/abitudine in una coppia.

Pronti? Eccola!

Quei due (Claudio Baglioni)

http://youtu.be/8auatkVU8ag

non è niente
e tutto sta in quel niente
e tutto sembra uguale a sempre
intanto i due lì accanto
sono quasi al conto

lui non parla tanto e spiega
come un maschio alla deriva
con il raschio che gli annega
giù nella saliva

lei ha un’aria persa
da uscita di scuola
e ogni tanto si versa
una mezza parola

lui si sofferma
a guardare l’orario
ma la vita ferma
su un altro binario

cuore e amore
qui non fanno rima
non è come un quiz
e quella giusta è l’ultima risposta
non la prima

lei che fa una faccia apposta
e sbraccia nella luce brutta
che si butta sul vestito
che la tocca tutta

lui con la ruga
di quando è un po’ tardi
la linea di fuga
di tutti ì suoi sguardi

lei è già quell’altra
che ha la stessa voce
ma un po’ meno scaltra
e un po’ più feroce

lui vede sé dentro un riflesso
lei che non c’è sempre più spesso

ma che cosa è mai
è splendore per pochi angeli
è dolore per tanti diavoli
e per gli uomini è amore
specchio degli dei
che a sorprendersi lì dà i brividi
fino a prendersi graffi e lividi
ed arrendersi come quei due

e sono aghi di pino
al vento che ha soffiato su
un momento
per buttarli lì vicino
e illuderli di aver volato

lui ha un sorriso più smagliato
e si specchia e taglia
strade di tovaglia
e quella storia vecchia
che già impaglia

lei che s’appoggia
e si riempie il seno
e su guance di pioggia
occhi d’arcobaleno

lui l’accarezza
col dorso di una mano
e quanta bellezza
che cade lontano

lei a mento in su e un lato solo
lui a testa in giù caduto in volo

ma che cosa è mai
è un rumore di quanti battiti
è un rancore di troppi fremiti
e per tutti è l’amore
favola da eroi
che pretendersi lì è da stupidi
per nascondersi poi da pavidi
e perdersi come quei due

non è niente
e tutto sta in quel niente
e tutto sembra come sempre
non è niente
e intanto i due lì accanto
sono al conto

ma che cosa è mai
è il bagliore di alcuni attimi
è l’errore di mille secoli
e per sempre è l’amore
amore e muore prima o poi
con lo svendersi il cuore e l’anima
con lo spendersi ogni lacrima
e rendersi conto che siamo noi
quei due

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2015, cose da buttare e da conservare

Approfitto dell’aria natalizia e delle solite catene che in questo periodo dell’anno si diffondono di blog in blog. Sapete perché ne approfitto? Per tornare a scrivere su questo blog, visto che manco da parecchio.

Torno con piacere per una lista tutta personale delle cose da conservare e da buttare del 2015.

Allora, siamo pronti?

Da conservare:

I sogni. Da inguaribile sognatrice non potrei mai rottamare, neanche da centenaria, i sogni e le ambizioni. Ragazzi, i sogni sono il sale della vita, la molla che ci consente di andare avanti nonostante tutte le difficoltà, anche nei momenti più bui! A me piace pensare che il sogno sia quel “gancio in mezzo al cielo” di cui parlava Baglioni in Strada Facendo. Ok, sa tanto di Walt Disney, però io vi auguro di non smettere mai di sognare.

Le amicizie. Quelle vere, quelle che puoi anche non vederti per giorni-mesi-anni ma ci sono sempre. Quelle che si contano sulle dita di una mano, ma che sono sempre pronte per consigli, divertimenti, uscite e rimpatriate. Quelle che condividono con te le emozioni di un colloquio e le difficoltà della vita. Quelle con cui puoi confrontarti senza problemi. Puoi essere te stessa senza paura di giudizi severi i critiche negative. Quelle che se ti criticano lo fanno davanti a te e ti spiegano come e perché stai sbagliando.

La meraviglia delle piccole cose. Sono solita ripeterlo sempre: non smetterò mai di stupirmi. Allora ve lo confesso: credo sia positivo continuare a meravigliarsi sempre, anche delle piccole cose. È uno stato d’animo che spesso ci fa tornare bambini e che ci consente di guardare al mondo intorno a noi sempre con occhi diversi.

Osservare il mondo da punti di vista differenti (think different). Questo è un insegnamento che trova radici più lontane nel tempo, non direttamente nel 2015. Ma credo che, proprio per tornare al discorso del punto precedente, sia fondamentale osservare sempre il mondo con occhi diversi. E pure prima di prendere una decisione, banale o importante, provate a “pensare differente”.

Da buttare

La negatività. Non serve. Non ha mai aiutato nessuno e mai lo farà. Allora buttiamoci alle spalle persone e situazioni negative. Gettiamo dalla finestra tutto quello che non ci fa stare bene per fare largo alle cose belle.

Gli indecisi. Una decisione, è vero, va ponderata attentanente. Ma va presa. Diffidate di chi non sa prenderne e di chi è indeciso a vita. Conosco gente che da anni sta cercando di prendere una decisione sul proprio futuro. E poi, se siete così tanto indecisi su una questione, un motivo ci sarà, no?

I falsi e gli ipocriti. Un solo post. Meritano poco spazio. Ma vanno evitati a tutti i costi. Anche per la nostra salute 🙂

La tristezza. Lo diceva anche quella vecchia canzone: “Tristezza, per favore vai viaaaa”. Bene, forza e coraggio: non possiamo cominciare tristi il nuovo anno. Rimbocchiamoci le maniche e pensiamo a tutte le cose belle, lasciandoci alle spalle tutto quello che ci ha resi tristi e ci ha fatto soffrire. Su, su, ce la possiamo fare! 🙂

… Lista in aggiornamento….

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“Amore fammi volare”: le stampe dei cuscini di #sanvalentino

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“Amore fammi volare”. Non so come voi reagireste ricevendo in regalo un cuscino a forma di cuore con questa scritta, circondata da ali e da cuoricini. Io – ve lo confesso in tutta sincerità, nonostante stia già immaginando le critiche/polemiche che mi pioveranno addosso – lo farei volare dalla finestra. Il cuscino e lui (il suo misterioso compratore!).
Sarà pur vero che da innamorati diventiamo tutti più stupidi e che San Valentino spesso rincretinisce i cuori più “in love” tanto da farci tornare come adolescenti alle prese con il primo fidanzatino. Ma il troppo è troppo. Vada per un peluche, i cioccolatini, la cena a lume di candela, il weekend romantico, la giornata fuori… Ma il cuscino a forma di cuore no! Che poi già il cuscino a forma di cuore di per sé mi pare troppo. Poi con una scritta così secondo me si esagera. Ci si mette quasi allo stesso livello di quelli con le foto degli innamorati stampate sopra come gigantografia. Se proprio volete scriverci qualcosa sul cuscino, vada per un “Ti amo”, “Ti voglio bene”. Ma “Fammi volare” no: si presta troppo a un doppio senso ironico (vola dalla finestra!). Che poi, a voler essere sinceri, sul cuscino l’unica scritta giusta sarebbe “buonanotte” 😀

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l’amore ai tempi dei social media

Ho bisogno di condividere qualche pensiero sul tema: amore (o presunto tale) e social media.
Conosco una che è convinta che uno le vada dietro solo perché ha messo “mi piace” alla sua foto di profilo. Ora, voi direte, non ci sta nulla di strano. Ebbene sì, potrebbe essere un pensiero comune, giustificato dal fatto che magari sono anni che sbavi dietro a quello che ti ha messo “mi piace” e che ora la notifica dell’avvenimento è paragonabile a un evento eccezionale (che ne so, magari lo sbarco dell’uomo sulla luna). Poi è anche vero che quando ci innamoriamo siamo tutti un po’ più stupidi. Noi donne, poi, lo diventiamo in maniera particolare. Ma – dico io adesso – come si fa a pensare che un banalissimo “mi piace” alla tua foto di profilo sia una lapalissiana dichiarazione di intenti?
Conosco uno che ha candidamente ammesso: da quando sono su Facebook ci scriviamo tutti i santi giorni. Lei è innamorata persa. Scusa, ma quando tu non eri su Facebook? No, si erano persi di vista, pur avendo uno il numero dell’altra. Poi, dopo essersi inviati la richiesta di amicizia (non so da chi a chi), lei si è magicamente ricordata di lui e ha cominciato a mandargli messaggi. Gli scriveva mentre era dal parrucchiere, prima di andare a dormire. Così, giusto per passare il tempo. Cosa si scrivono? Niente, del più e del meno. Ma lui è convinto che lei sia pazza di lui e che non si faccia avanti per timidezza.
Conosco una che da quando è su whatsapp passa tutto il giorno a mandare messaggi. Anche a gente che non vede dagli anni delle elementari. Si scrivono del più e del meno. Non si vedono da una decina di anni. Ma si aggiornano. E tra queste persone che non vede/sente da anni c’è anche il suo primo fidanzatino. Dalla foto di profilo lei giura di sapere che lui si sia lasciato. E su questo non c’è nulla di strano. Il gossip è sempre stato all’ordine del giorno in questi casi. Il guaio è che lei continua a sbirciare tutti i giorni foto del profilo e orario di ultimo collegamento di lui. Dice di essere convinta che prima o poi si scriveranno qualcosa di diverso dai soliti convenevoli. E che da lì ripartirà tutto: contatti e anche il fidanzamento.
Conosco gente strana, lo ammetto. Ma secondo me quando uno è in love ‘sti social media peggiorano la situazione 🙂

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i cuscini degli innamorati

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Oramai potrei essere ingaggiata come una che scova i trend delle mode più assurde.
Non so se a voi sia mai capitato di scorgere nei posti più assurdi e impensati dei cuscini. Ma non dei cuscini semplici e normali. No: dei cuscini con delle simpatiche facce stampate sopra. Sì, avete capito bene: cuscini con facce di persone normali stampate sopra. Come delle vere e proprie fotografie copincollate sui cuscini dalle forme più assurde e disparate. Sono i cuscini che i giovani innamorati di oggi usano regalarsi a vicenda.
Ai miei tempi al massimo esisteva la battaglia dei cuscini. Però, devo ammetterlo, se litighi con il tuo innamorato e gli tiri dietro il cuscino con le vostre facce inebetite e innamorate sopra la soddisfazione è del tutto diversa!
Bene, ho notato uno dei suddetti cuscini in una macchina pochi giorni fa. Era sopra al cruscotto posteriore. Ma quello non era un cuscino, era un cuscinone. Talmente grande da oscurare seriamente la vista al guidatore in caso di retromarcia. Poi, una volta uno l’ho trovato buttato accanto alla spazzatura. Nell’occasione, la mia vena poetica-simil-romantica abbinò alla foto sui principali social network- con volti ovviamente oscurati – una canzone: Quando finisce un amore.
Che poi, una curiosità e poi la chiudo qui, che sfizio mai ci sarà a regalare un cuscino con le vostre foto al/la vostro/a moroso/a?! Per chi non lo sapesse: ho appena scoperto – cercando foto a corredo di questo post – che i cuscini sono personalizzabili anche con delle scritte. Casomai qualcuno voglia sostituire il classico e sdolcinato “ti amo” a un più cafone ma ironico “ti schifo” 😀

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le vacanze di una volta…

Ma voi ve le ricordate le vacanze di una volta? A costo di sembrare una vecchia nostalgica (a dispetto dell’età e delle intenzioni, devo scrivere quattro righe sul tema)

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1. Ricordo le infinite estati della mia infanzia, quando il libro delle vacanze era solo un incubo da posticipare al 7/8 settembre, pochi giorni prima del rientro a scuola. Estati passate sempre all’aria aperta, a chiacchierare, a fare amicizia senza l’assillo dei compiti per le vacanze o dello stato di Facebook da aggiornare. Oggi non è più così. Conosco mamme iper-apprensive che hanno acquistato il libro delle vacanze un giorno prima che terminasse la scuola e che stanno costringendo i figli a un esercizio al giorno fino alla fine delle adorate vacanze estive. Uno strazio che si perpetua a giugno, luglio, agosto e primi di settembre. Ho visto gente portare in spiaggia quel maledetto libro “estivo” (che poi devono sempre spiegarmi perché sopra ci disegnano il sole, visto che costringe a passare giornate in casa) Io ci metterei un sottotitolo: come mettere tuo figlio in condizione di odiare la scuola.
2. Ricordo anche quando tra vicini di ombrellone si chiacchierava e quando sulla spiaggia c’era anche lo spazio per una partitella a racchettoni o a pallavolo. Oggi i miei vicini di ombrellone sono immersi: a) nella lettura di tutti gli stati Facebook tra un bagno e l’altro; b) nell’i-Pod che suona a tutto volume canzoni di Zarrillo (anche se la fanciulla in questione ha le cuffie alle orecchie); c) nel tablet che manda in onda, grazie al perenne collegamento internet – quello che per tendenza definiamo always on – anche partite vecchie e stravecchie, super riciclate, per la gioia di tutte le mogli/fidanzate che non ne possono più; d) in telefonate che, grazie alle speciali tariffe estive e illimitate, sono sempre più lunghe e sempre più inutili; e) con la testa nello smartphone (specie di adolescenti) intenti a messaggiare o a whatsappare chissà con chi.
3. Ricordo che una volta passavi un sacco di tempo a fare foto da mostrare al rientro delle vacanze. Adesso non si usa più. Le foto si scattano e si caricano direttamente on line dai propri device mobili. Ok, non sarà proprio la stessa cosa. Ma – prima di caricare un contenuto sui social network – perché non porsi una domanda fondamentale: ma questa foto a chi mai potrà interessare? Il mondo virtuale è inondato di foto delle vacanze a destra e a manca. Ma la privacy non piace proprio più? O è più forte il desiderio di apparire? E a questo punto, in memoria di tempi “antichi”, lasciatemi postare una canzone che mi ronza in testa da quando ho cominciato a scrivere questo post. Ve la ricordate voi “tre settimane da raccontare agli amici tornando dal mareeee“?!? Eccola qui:
4. Ricordo che una volta, quando i cellulari neanche esistevano, si facevano le file al telefono pubblico, la sera. Tutti in fila educatamente per parlare con chi in vacanza non era. Eravamo in presenza di un vero e proprio blackout della comunicazione. Ci sapremmo vivere noi oggi? Considerando la sensazione di vuoto assoluto che mi ha catturata appena sono giunta su una spiaggia senza linea telefonica, posso – senza problemi – sostenere che: no, in assenza di cellulare/internet/diavolerie varie, non riusciremmo proprio a sopravvivere. Ma allora, forse, non riusciamo proprio mai a “staccare la spina”, a rilassarci e a sentirci finalmente e psicologicamente in vacanza.
Buon ferragosto, amici!

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idea per regalo di san Valentino :-)

incisione_appleLa Apple mi ha appena dato una notizia che mi cambia la vita: per il giorno di san Valentino posso regalare al mio amato un iPod, iPhone o iPad con inciso sopra il mio nome o una frase particolare.
Ho appreso la stupefacente notizia mentre ero a caccia di notizie… Insomma, mentre tentavo di lavorare. Apro la posta elettronica e, toh, una mail della Apple (che io adoro, detto per inciso). La apro e scopro che è possibile personalizzare con delle incisioni i propri oggetti del desiderio. Perché non farlo proprio per san Valentino per lasciare una traccia indelebile nel cuore del proprio amato?
Ecco, a questo punto io mi sono messa nei panni del povero/a disgraziato/a che si è letteralmente sudato un iPhone: anni e anni di duro lavoro e di sopportazione del proprio partner. Tutto finalizzato a un unico obiettivo: ottenere un gioiellino della tecnologia che – non sarà per sempre come un diamante – ma ha la sua utilità e un certo appeal. Allora provateci anche voi a mettervi nei panni di questo povero cristiano: ha votato la sua vita alla santità per un regalo del genere e poi la sera di san Valentino scarta il regalo e ci trova sopra un bel “Concettina”. A questo punto mi dovreste anche spiegare l’utilità di incidere il nome di chi compra il regalo. Se poi Giovannino litiga con Concettina deve tenere il suo nome sull’iPhone impresso a vita? O è prevista la garanzia della Apple? Una cosa tipo “se ti lasci la cancello (l’incisione)”?
Secondo me per questa cosa finiranno parecchie storie la sera di san Valentino. Già me le immagino le scene: ma come?! tanto per ricevere un regalo del genere e poi me lo graffi pure?! – domanderà lo stupito destinatario. Ma è una cosa romantica – obietterà l’altro. Ergo: se avete graffiato/rotto un aggeggio tecnologico al vostro partner avete la scusa pronta: è un segno d’amore! 😛
Infine, e giuro che adesso chiudo, un pensiero e un momento di riflessione va a tutte le Concettine che hanno un fidanzato-poeta, uno che non si rassegna e non si limita a scrivere solo il suo nome sull’iPhone; no, lui ci scrive le poesie sopra, tanto che anche la mela è costretta a traslocare per carenza di spazio. 🙂

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