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L’estate di John Wayne

Sarà il caso di ammettere che questa canzone sta diventando una droga. Non riesco più a smettere di ascoltarla.

 

L’estate di John Wayne – Raphael Gualazzi
(https://www.youtube.com/watch?v=2CZUY-bV0V0)
Torneranno i cinema all’aperto e i riti dell’estate
Le gonne molto corte
Tornerà Fellini e dopo un giorno
Farà un film soltanto per noi

Torneranno i figli delle stelle
Non scoppieranno guerre
Le facce un po’ annoiate su riviste patinate
Ed anche John Travolta per ballare con te

Quello che resta del sole, te lo porto a casa
Stasera ho voglia di cantare, di gridare e di abbaiare come un cane

Quello che resta da dire, lo diremo domattina
Stasera ho voglia di cantare, di gridare, di ballare in riva al mare

Torneranno i cinema all’aperto e i dischi dell’estate
Le celebri banane di Andy Warhol tornerà
Lupin e farà un colpo eccezionale per noi

Torneranno i figli delle stelle sui tuoi sedili in pelle
Le penne stilo in mano e le vacanze in treno
Forse anche Pertini per un poker con John Wayne

Quello che resta del sole te, te lo porto a casa
Stasera ho voglia di cantare, di gridare e poi ricominciare

Quello che resta da dire, lo diremo domattina
Stasera ho voglia di cantare, di gridare, di ballare in riva al mare

Quello che resta del sole, te lo porto a casa
Stasera ho voglia di cantare, di gridare, di abbaiare come un cane

Quello che resta da dire, lo diremo domattina
Stasera ho voglia di cantare, di gridare, di ballare in riva al mare

Stasera ho voglia di cantare, di gridare e poi ricominciare
Stasera ho voglia di cantare, di gridare e poi ricominciare

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(spazio libri) “Non è la fine del mondo” di Alessia Gazzola

Sì, è vero: d’estate leggo molto di più. E spesso mi lascio coinvolgere anche in letture più leggere rispetto al resto dell’anno. L’altro giorno, per esempio, passando in libreria, mi sono fatta attrarre dalla copertina di “Non è la fine del mondo” di Alessia Gazzola. Ho cominciato a sfogliarlo e sono stata attratta dalla definizione della protagonista, una con “il carattere di una vecchia pechinese sterilizzata”. 😊 Questo libro fa per me, mi sono detta. E l’ho portato a casa e letto tutto d’un fiato. Scrittura piacevole, semplice, leggera, ironica e che fa riflettere al tempo stesso. E ora capisco perché sia uno dei libri più venduti degli ultimi tempi. Come al solito, ho evidenziato qualche frase da tenere bene a mente. 

“Non sono sempre stata così. C’è sempre qualcosa che, a un certo punto della nostra vita, ci trasforma in qualcuno che non credevamo di essere o, piuttosto, ci svela esattamente cosa siamo. La prospettiva sembra diversa, eppure non lo è.”

“So che qualunque condizione che ci levi la libertà di vivere alla luce del sole può portare solo infelicità.”

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(spazio libri) Serenata senza nome, la notte

Ho da poco smesso di leggere (pardon: divorato) l’ultimo libro di Maurizio De Giovanni, “Serenata senza nome”.
La scrittura e la storia di Ricciardi si confermano ancora una volta le mie preferite. E poi, la struggente storia d’amore a distanza di Ricciardi ed Enrica è proprio l’ideale per una donna dell’ottocento come la sottoscritta. Una storia che si intreccia lungo le pagine del libro e contribuisce ad accelerare il ritmo di lettura e a finire il libro troppo presto!
Non vi tedio a lungo: la storia merita di essere letta.
Mi limito ad appuntare qui una frase, per me una delle più significative:

Di notte, lo sai, o si dorme e si sogna o si è svegli e si sogna ugualmente. È di notte che ci mettiamo di fronte a noi stessi, è di notte che non ci sono scuse. Se ti mando un messaggio di notte, non puoi scegliere se ascoltarlo o no. Devi accogliere le mie parole e lasciarle entrare

Maurizio De Giovanni, “Serenata senza nome. Notturno per il commissario Ricciardi”

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uomini eleganti con sandali e calzini

Foto: calzediseta.wordpress.com

Foto: calzediseta.wordpress.com

Un pensiero veloce.
Io proprio non capisco quegli uomini che si ostinano a essere eleganti e a indossare i sandali, magari con il calzino.
Ieri ne ho visto uno con camicia, pantalone elegante, sandalo moda-mare plastificato e calzino.
Ma come si fa? Come?
Poi navighi on line e scopri che la moda – l’ultima moda, quella che vedi solo sulle riviste e mai addosso alle persone – dichiara chic il sandalo da uomo con il calzino.
No, queste cose non si possono dire. Tantomeno scrivere!
Ps. Lo so, sto diventando ripetitiva: non è la prima volta che scrivo sul tema (Ne ho scritto qui e qui). Ma io proprio non mi faccio capace!

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l’estate su Facebook

Pronti, partenza, via… è arrivata l’estate! E con la bella stagione – con o senza i 30° C all’ombra – Facebook si è trasformato nell’album di figurine delle vacanze. In prima fila, appena apri la home, svettano bikini, spiagge, sabbia, mare cristallino, ombrelloni… e tante altre immagini dell’estate degli altri. Vacanze al mappatella beach sottocasa, a Portofino, in Costa Azzurra, Smeralda o in piscina poco importa: per molti il must è convincere gli altri dell’esperienza unica che si sta vivendo.
Vi lancio una sfida: divertiamoci a osservare il mondo delle pseudovacanze patinate dei nostri amici e commentiamole. Ma non per essere cattivi. Commentiamole giusto per farci quattro risate assieme.
Nella top ten delle improbabili situazioni di questo weekend ci sono:
1. Il conoscente che si spara le foto in piscina su Facebook. A me sembrava una piscina piccolina. Provo ad approfondire e cosa scopro? La sua è una trovata intelligente: la piscina è quella per bambini, prontamente montata sul terrazzo per ovviare alla calura estiva. Ovviamente la foto della genialiata non può non finire on line.
2. Gente che la dieta non sa cosa significhi per 330 giorni l’anno e che adesso, in vista della prova costume, ricorda al mondo che è a dieta da un tot di anni e che fino a quando non avrà raggiunto il peso ideale non posterà foto in costume. E se questi soggetti fossero solo invidiosi di tutto il resto e scrivessero queste cose per ripicca?! 🙂
3. Selfie in spiaggia. Fatemelo dire: se il selfie nella vita normale è inguardabile, sulla spiaggia (o in costume) è peggio: mette in risalto i difetti a chi non ne ha… Figuriamoci a noi!
4. Le donne con occhiali-orecchini-collane-bracciali-trucco-tacchi-messainpiegaimpeccabile che si fotografano in riva al mare. Non ci credo. O sono fotomontaggi o la foto è scattata appena mettono piede sulla spiaggia. Poi si squagliano, assieme ai loro trucchi e gioielli.
5. Gente sdraiata in costume come foto di copertina. Un suggerimento: se ambite a diventare modelle delle principali marche di costumi, avete sbagliato periodo, magari – visto che l’estate è alle porte – siete un tantino in ritardo.
6. Foto dell’acqua. Voi avete mai provato a fotografare l’acqua? No? Provateci. E postate la foto su Facebook, anche per far notare alla gente com’è limpida anche l’acqua che sgorga dal vostro rubinetto.
7. Le immagini dei piedi in acqua. Andava di moda lo scorso anno. Assieme alle gambe immortalate con il mare sullo sfondo (modello würstel). Se proprio dovete ricordarci che siete a mare, siate originali!
8. L’uomo in ciabatta con i piedi nell’acqua. Sull’argomento rimanderei a tantissimi post fa. Ma sulla spiaggia all’uomo concedo l’uso dei sandali e quindi non vi rimando da nessuna parte 🙂
9. Le over 50 (di taglia, non di età) in bikini succinto con i commenti dei mariti/fidanzati: “teso’ stai benissimo”. Sì, come braciola nel sugo la domenica 😀
10. I finti palestrati che tirano in dentro la pancia, non respirano per qualche secondo, indossano un costumino modello spot Dolce&Gabbana per una foto profilo che resterà lì per 365 giorni l’anno. Quelle foto che quando poi incontri il soggetto per strada e non lo vedi da molto stenti a riconoscerlo… 🙂

E allora? Io un consiglio ve lo do. Mettete da parte smartphone, tablet, selfie, pc e tutto il resto e godetevi la vacanza!!! E lasciate in pace tutti quelli che sono a casa! 🙂

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sull’uomo con infradito in estate

Foto: sestyle.it

Foto: sestyle.it

L’estate è oramai alle porte e in attesa di trovare l’abbigliamento/accessorio dell’anno, mi soffermo a fare una riflessione assieme a voi su una figura strana: l’uomo con le infradito.
E non fate la faccia strana… Non dite che non ne avete mai visto uno.
Ero a fare la spesa al supermercato ieri. Davanti a me c’era un signore di mezza età vestito con un normalissimo pantalone classico nero e con una camicia. Tutto normale, fino a quando, alla cassa, nel tentativo di sbirciare i prodotti che l’uomo davanti a me metteva faticosamente sul bancone… tadaaaaa… scoperta: il pantalone del suddetto esemplare maschile assume una strana forma, fino a contorcersi sotto il tallone, precisamente tra il tallone e la ciabatta. E che scarpa indossa questo uomo? Certamente non uno dei miei odiati sandali da uomo; no, indossa proprio le infradito. Effetto? Nun se po’ guarda’.
Scena simile stamattina. Siamo abbastanza lontani dalla spiaggia, teoricamente saremmo in chiesa. Il mio sguardo si abbassa ad osservare le calzature degli uomini presenti e cosa vedo? Due esemplari maschi che indossano le infradito. Uno sotto a un bel jeans a gambe lunghe; l’altro sotto un più estivo pantaloncino corto.
Ok, sarò anche impopolare, come ho fatto in passato con i sandali da uomo, ma io ve lo confesso: le infradito da uomo non le sopporto. E non è solo questione di avere il piede ben curato. No, non è solo questo: a me l’infradito da uomo, se non associato strettamente alla spiaggia (e anche qui non preferireste una più comoda ciabatta?!), fa proprio una brutta impressione!
Ho visto uomini vestiti di tutto punto e con infradito ai piedi… Insomma: fuori luogo!
Non sono la sola a pensarla così. Ho scovato finanche un gruppo Facebook che la pensa come me: Rabbrividire alla vista di un uomo con le infradito! 🙂

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un inverno (quasi) scalzi

Foto: style

Foto: styleandbound.com

Consentitemi di dedicare cinque minuti e quattro parole a quella che deve essere una moda del momento: le scarpe da ginnastica senza calzini con le caviglie al vento. A febbraio, si intende. La moda deve essere proprio questa: indossare con nonchalance le scarpe da ginnastica estive (ai piedi di qualcuno ho notato addirittura le Superga di tela) senza calzini né calze, con la caviglia bene in vista.
Sono sincera: quando ho visto la prima persona mi sono quasi commossa. Si sa, c’è la crisi, e ho pensato che forse a quella ragazza i genitori proprio non potevano comprare i calzini né un paio di scarpe invernali. Ma la mia teoria non reggeva: le scarpe erano firmate; troppo firmate perchè quella ragazza non potesse permettersi i calzini. Poi, in un istituto superiore, quella ragazza era seguita a ruota da un’altra che indossava le stesse scarpe e allo stesso modo. Dopo la seconda, ho visto sempre lì la terza e via così… fino a capire che la maggioranza delle ragazze vestiva allo stesso modo. Poi ho visto che anche per i ragazzi cambia poco: anche loro portano le scarpe così.
Ai miei tempi – ed ecco che comincio con le mie full immersion nel passato manco avessi 300 anni – non si poteva uscire di casa se non con gli stivali, rigorosamente impermeabili… Insomma, tipo alluvionati, anche se fuori c’era il sole e tu sognavi di sfoggiare quelle ballerine comprate nei saldi. Quelle no, quelle – ai miei tempi – erano per la primavera inoltrata!
Allora mi chiedo e vi chiedo: ma freddo no? Non lo sentono? A me basta avere un centimetro scoperto tra lo stivale e la gonna per diventare gelida nonostante le calze doppie e i calzini di lana… E loro? Loro stanno a caviglie nude in giro con la neve? E quando piove? I piedi e le scarpe non si inzuppano come i frollini discount appena li tuffi nel latte? Qualcosa non quadra!
Ah, l’ultima stamattina: scarpe gialle di tela, caviglia scoperta, con pantalone stretto-stretto, rigorosamente modello capri. Io le guardo i piedi, sconvolta, lei se ne accorge e mi guarda schifata dalla testa ai piedi. Lei indossa sneakers, jeans, maglietta di lana e uno striminzito giubbotto sottile. Io: due maglie, un pantalone di flanella, gli stivali, le calze, i calzini di lana, una sciarpa, il cappello e il piumino più pesante che conosca. Ci volevano scritturare per un catalogo. Collezione estate-inverno. 🙂

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La granita di gelso

Un ragazzino al bar: “Salve, vorrei una granita”.
– “Come?”
– “A gelso” – fa il giovane avventore dopo aver osservato la tabella dei gusti. Mentre il signore versa la granita nel bicchiere, il giovane chiede incuriosito: “Ma scusate, cos’è il gelso?”
– “‘e cevz” gli risponde l’uomo
– “ah”, replica con poca convinzione il ragazzino
– “sei troppo giovane per conoscerle”, gli sorride l’uomo.
Il giovanissimo cliente paga, prende la sua granita e, dopo averla sorseggiata, esce soddisfatto dal bar, pronto a consigliate il gusto della granita agli amici che lo aspettano.
Quando si dice: odori e profumi di un tempo lontano…

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Le estati spensierate

Ma voi ve le ricordate le estati delle elementari? Oggi guardavo con un misto di comprensione e invidia un bambino alle prese con la sua giornata interamente dedicata ai giochi.
Le mie estati da bambina cominciavano il primo giugno, un po’ in sordina e con un po’ di tristezza per la fine dell’anno scolastico. Il 2, però, già cominciavano i progetti e le organizzazioni con le amichette: domani da te, dopodomani da me, tu porti la tua Barbie, lei il suo Ken, io la Ferrari di Barbie… Credo di aver speso le migliori estati della mia vita a fantasticare su storie impossibili, su Barbie e Ken che si prendono e si mollano, su Skipper che fa sempre la sorella minore acida e antipatica di Barbie…
Oggi, guardando quel bambino giocare spensierato con le macchinine, ho colto nei suoi occhi la gioia delle estati lunghe e spensierate; la stessa luce che animava anche il mio sguardo, specie quando la mia Barbie si dotò di piscina! 🙂

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30° C di sera, l’abbigliamento dell’ “uomo”

Afosa serata d’estate. Saliamo tutti su per la collina di qualche metro, nella speranza di ritrovare un po’ di venticello che rinfreschi la serate e le idee di ognuno di noi.
Pizzeria all’aperto. Arriva una coppia di giovani. L’uomo, un panzuto ragazzotto di una quarantina d’anni sceglie il tavolo di fronte al mio.
(Ma non si lascia scegliere alle donne?).
Nel passarci davanti si mostra a tutti con il suo abbigliamento balneare: infradito bianche, pantaloncino corto aderente, cintura strozza-panza, t-shirt bianca, collana che fuoriesce dal girocollo (rigorosamente dorata e spessa), e immancabile borsello, fedele compagno di viaggio di gran parte degli uomini appena le temperature cominciano a salire. Si siedono e tu, attratto dall’abbigliamento di lui, li osservi. La sorpresa arriva nel momento in cui noti che il panzuto ragazzo ha un pantaloncino corto che, oltre a essere stretto, è a vita bassa e lascia intravedere (tanto per usare un eufemismo) le mutande. E diamo il benvenuto alla mutanda che, a scanso di equivoci, precisa che si tratta di un “uomo”, avendo impresso le parole a caratteri cubitali sul bordo. Peccato che anche la mutanda sia a vita bassa. 🙂
(Ma una volta non erano le donne a portare jeans a vita bassa esagerati?)
Effetti del caldo, della temperatura afosa e di una serata alla ricerca di un po’ di refrigerio.

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