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il potere delle delusioni

Ho una voglia matta di intitolare questo post “Il potere delle delusioni”.
In fondo, a chi non è mai capitata una delusione? Nel lavoro, negli affetti, nella vita quotidiana?
Riprendersi è dura, hai la sensazione di non farcela e non ti fidi più di nessuno. Specie se a deluderti è stata una persona/situazione in cui credevi tanto. Ma forse la vita è bella anche per questo: cadi, fai fatica, ti pare tutto difficile e ti rialzi. E magari la ringrazi anche la tua delusione. In fondo per le delusioni si cresce, si capisce cosa si vuole, si raddrizza il tiro. Forse proprio perché si soffre si cresce. Però che fatica, eh. Non si smette mai di combattere!

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sempre e per sempre

Dedicate canzoni.
Fate dediche alle persone a cui tenete.
Fate capire chi siete attraverso la musica e i testi.
E dedicate con moderazione.
Ora vi posto una delle canzoni più belle di sempre (per me). Da dedicare eventualmente con moderazione. Dice cose serie. Parla da sola.

Sempre e per sempre (Francesco De Gregori)

Pioggia e sole
cambiano
la faccia alle persone
Fanno il diavolo a quattro nel cuore
e passano
e tornano
e non la smettono mai.

Sempre e per sempre tu,
ricordati,
dovunque sei,
se mi cercherai.
Sempre e per sempre
dalla stessa parte mi troverai.

Ho visto gente andare, perdersi e tornare
e perdersi ancora
e tendere la mano a mani vuote

E con le stesse scarpe camminare
per diverse strade
o con diverse scarpe
su una strada sola.

Tu non credere
se qualcuno ti dirà
che non sono più lo stesso ormai.

Pioggia e sole abbaiano e mordono
ma lasciano,
lasciano il tempo che trovano

E il vero amore può
nascondersi,
confondersi
ma non può perdersi mai:
Sempre e per sempre
dalla stessa parte mi troverai

Sempre e per sempre
dalla stessa parte mi troverai

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Incontri reali e blocchi virtuali

Ragazzi, stamattina ho incontrato una di quelle persone che credevano di avermi cancellato dal mondo con un blocco sui social (per info e approfondimenti leggete qui).
Uno spasso vedere l’espressione di chi improvvisamente scopre che la cancellazione virtuale non corrisponde all’eliminazione fisica!
Un appello: diamo i social solo nelle mani di chi sa campare! 😀

 

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Le perle di saggezza

Così.

Perchè è giusto

Perchè è una frase trovata per caso

Perché è vero

Perchè ogni tanto condividere foto e testi non fa male

Perchè fa tanto Tumblr

E allora beccatevi questa pausa filosofica

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(pausa poesia)

“Io te vurria vasà – sospira la canzone,
ma prima e più di questo io ti vorrei bastare
come la gola al canto e come il coltello al pane
come la fede al santo io ti vorrei bastare.
E nessun altro abbraccio potessi tu cercare
in nessun altro odore addormentare,
io ti vorrei bastare.

Io te vurria vasà – insiste la canzone,
ma un po’ meno di questo io ti vorrei mancare,
più del fiato in salita,
più di neve a Natale,
più di benda su ferita,
più di farina e sale.

E nessun altro abbraccio potessi tu cercare
in nessun altro odore addormentare.

Io ti vorrei bastare.”

( Erri De Luca)

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#legrandiverità – Quando ti accorgi che…

Quante volte siamo finiti in una storia sbagliata? E non parliamo di amore. Ma di amicizia, di conoscenze, di “rapporti di convenienza”. Quante volte abbiamo investito tutti noi stessi per far venire fuori chi siamo e cosa vogliamo? E quante volte ci siamo sentiti sbagliati? Quante volte ci hanno fatto sentire sbagliati perché non hanno dato valore a cose per noi importanti?
Ecco, per la serie #legrandiverità, non dimentichiamo mai questa cosa:
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“io che ho sognato sopra un treno che non è partito mai”…

Facebook mi ha appena proposto di aggiornare i dettagli della mia biografia. E mi ha appena proposto di scrivere una delle mie strofe preferite di una delle mie canzoni preferite: “Strada facendo” di Claudio Baglioni.
In pratica, nel “chi sono”, Facebook vorrebbe scrivere per me:

Io che ho sognato sopra un treno che non è partito mai e ho corso in mezzo a prati bianchi di luna per strappare un giorno alla mia ingenuità

A questo punto non so se esultare perché i social “conoscono” le mie canzoni preferite o rattristarmi perché i social conoscono i miei sogni e sanno che non partono mai! 😀

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(Musica) Non è vero mai

Ok, lo ammetto: la prima volta la canzone mi ha colpito per qualche stortura grammaticale: “nonostante che piangi” non si può sentire.
Però devo ammettere che è una gran bella canzone. 🙂

Non è vero mai (Alex Britti e Bianca Atzei)
Nonostante stanotte, nonostante la filosofia
Rimane qualcosa di intenso, nonostante sei andato via
Nonostante la gente si accontenta di quello che ha
Io non mi accontento di niente, io mi accontento se tu resti qua
Adesso vai e l’hai deciso tu
Nonostante i momenti che sembrava non finissero mai
Siamo due deficienti, siamo quei due che non sbagliano mai
E adesso vai, se l’hai deciso tu
Io che parlo, parlo
Ma non è vero… mai
Intanto i giorni passano
Non è vero mai
Milioni di parole sciolte al sole
Casomai i sogni non finissero
Nonostante riprendi le tue cose e le porti con te
Nonostante che piangi, io non so se tu piangi per me
Se per tutte le cose ci fosse un punto di stabilità
Sarebbe un mondo perfetto
Sarebbe che tu resti qua
E invece poi
L’hai deciso tu… ed io che parlo, parlo
Ma non è vero… mai
Intanto i giorni passano
Non è vero…
Mai
Milioni di parole sciolte al sole
Casomai i sogni non finissero
Non è vero
Nonostante i miei dubbi
Nonostante all’inizio
Sia quel che sia. Nonostante tutto, nonostante che un giorno mi hai detto: Amore andiamo via da qua
Io ci credevo sul serio
Mi fidavo di te, mi sembrava volessi davvero stare con me
Ma avevi altri programmi
Nonostante le notti avevi altre emozioni
Non è vero… mai. Intanto i giorni passano.
Non è vero… mai. Milioni di parole sciolte al sole, casomai i sogni non finissero.
Se per tutte le cose ci fosse in punto di stabilità, sarebbe un mondo perfetto, sarebbe che tu resti…
Qua

 

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le donne e la spesa: tacco 30 cm e ballerine

Consentitemi di esprimere al volo il mio profondo apprezzamento e la mia personalissima e sincera invidia (in senso buono) per tutte quelle donne che scendono a fare la spesa con un tacco di 30 cm e un plateau di almeno 15 cm.
Scena quotidiana.
Ore 9. Io mi districo indaffaratissima tra tre buste della spesa stracolme, la borsa a tracolla (che salvezza, meno male che avevo depositato il bauletto in armadio) e i sanpietrini che ci sono in centro che costringono i miei piedi a un estenuante massaggio con la suola della ballerina che neanche un foglio di carta sotto farebbe sentire tanto le mattonelle.
Incrocio il mio sguardo – io tutta sudata, piena di buste, indaffarata, con i capelli sconvolti e il trucco squagliato per via del forte caldo – con quello di un’altra donna. Sta dall’altro lato della strada, sul marciapiede, e cammina in maniera rilassatissima con una bustina con il pane in mano, un tacco esagerato, un jeans che definire attillato è poco, uno scollo che io al posto suo avrei preferito stare in spiaggia, un trucco impeccabile (io me lo sogno anche il sabato sera) e dei capelli perfetti.
Ecco. Siamo due esemplari di donna a fare la spesa. Passi tutto. Passino i capelli in ordine, il trucco perfetto, l’abbigliamento impeccabile. Ma le scarpe. Cavolo, quelle scarpe. Plateau e tacco 30 cm come cavolo si portano sui sampietrini la mattina alle 9 per fare la spesa?
Ah, alla fine io sono inciampata anche con le ballerine! 😦

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