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(Pausa in musica) Everyday – Daniele Groff

Ci sono pause musicali improvvise. Arrivano e ti travolgono quando meno te lo aspetti. 
Sei in giro, per strada, e improvvisamente ti torna in mente il ritornello di una canzone un po’ vecchiotta e non ti lascia per tutta la giornata.
Ti fermi a pensare e realizzi che la canzone che ti ronza in testa è sicuro una di quelle che entra di diritto nella tua personalissima top ten delle canzoni più belle/emozionanti di sempre.
Una rapida corsa al blog e una ricerca veloce perchè pare strano non aver già condiviso queste note sul mio diario on line. Ebbene, no: non l’ho condivisa ancora.
Ve la propongo ora. La canzone in questione è “Everyday” di Daniele Groff, azzeccatissima colonna sonora del film di Pieraccioni “Il pesce innamorato”.
Ecco il video di Youtube e il testo.
Buon ascolto!
http://youtu.be/oae1FBvwUow

Every Day
(Daniele Groff)

Isole e navi che
portano ancora con sè
uomini simili a me

io penso a te


c’è un’acqua qui che credimi
ne hai visti specchi oramai
ma non di certo così
si vede l’anima

e quella cena cena a lume di candela
con le tue labbra che sembravano di cera
è pur stata un’emozione o no?

everyday every warning sign
that you find that you left behind my love
take my hand and let me guide you tonight
let me listen to you whisper goodby


qualcosa succederà


col vento ritornerai


sei nell’aria


e lasci già dietro di te


stagioni belle a metà


l’estate non passerà
amore avrai

c’era la neve in via dei muredei
a scuola a piedi all’alba delle sei

erano grandi emozioni o no?

everyday every warning sign
that you find that you left behind my love
take my hand and let me guide you tonight
let me listen to you whisper goodby

everyday every warning sign
that you find that you left behind my love
take my hand and let me guide you tonight
let me listen to you whisper goodby
let me listen to you whisper goodby
let me listen to you whisper…

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sull’uomo con infradito in estate

Foto: sestyle.it

Foto: sestyle.it

L’estate è oramai alle porte e in attesa di trovare l’abbigliamento/accessorio dell’anno, mi soffermo a fare una riflessione assieme a voi su una figura strana: l’uomo con le infradito.
E non fate la faccia strana… Non dite che non ne avete mai visto uno.
Ero a fare la spesa al supermercato ieri. Davanti a me c’era un signore di mezza età vestito con un normalissimo pantalone classico nero e con una camicia. Tutto normale, fino a quando, alla cassa, nel tentativo di sbirciare i prodotti che l’uomo davanti a me metteva faticosamente sul bancone… tadaaaaa… scoperta: il pantalone del suddetto esemplare maschile assume una strana forma, fino a contorcersi sotto il tallone, precisamente tra il tallone e la ciabatta. E che scarpa indossa questo uomo? Certamente non uno dei miei odiati sandali da uomo; no, indossa proprio le infradito. Effetto? Nun se po’ guarda’.
Scena simile stamattina. Siamo abbastanza lontani dalla spiaggia, teoricamente saremmo in chiesa. Il mio sguardo si abbassa ad osservare le calzature degli uomini presenti e cosa vedo? Due esemplari maschi che indossano le infradito. Uno sotto a un bel jeans a gambe lunghe; l’altro sotto un più estivo pantaloncino corto.
Ok, sarò anche impopolare, come ho fatto in passato con i sandali da uomo, ma io ve lo confesso: le infradito da uomo non le sopporto. E non è solo questione di avere il piede ben curato. No, non è solo questo: a me l’infradito da uomo, se non associato strettamente alla spiaggia (e anche qui non preferireste una più comoda ciabatta?!), fa proprio una brutta impressione!
Ho visto uomini vestiti di tutto punto e con infradito ai piedi… Insomma: fuori luogo!
Non sono la sola a pensarla così. Ho scovato finanche un gruppo Facebook che la pensa come me: Rabbrividire alla vista di un uomo con le infradito! 🙂

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l’educazione delle fanciulle

Pronti? Partenza. Via!

Diamo il via oggi a una nuova sezione. Anzi no, chiamarla sezione è troppo impegnativo. Diciamo che oggi mi va di scrivere qualche parola su un libro che ho appena terminato di leggere. Ovviamente non si sa se questa idea mi verrà anche per i prossimi libri o no. Insomma, fin da quando ho il blog, pur avendo letto tanto e per svariati motivi, non avevo ancora avuto la brillante idea di “recensire” un libro. L’avvertimento è per precisare una cosa fondamentale: in ogni caso, comunque vada questa rubrica, nella mia vita ho letto più di un libro! 😀

L’educazione delle fanciulle – Luciana Littizzetto e Franca Valeri

Me le immagino sedute in un bar con giardino all’aperto a discutere delle donne, della loro evoluzione nella società, di uomini, di matrimonio, di figli… Due donne di generazioni diverse, due “signorine per bene”, che intavolano una vera e propria conversazione, fatta di botta e risposta, su temi perennemente di attualità anche nelle consuete chiacchiere che ognuna di noi fa con le amiche al bar.

Dalla voce delle due donne “a confronto” viene fuori il ritratto di una società radicalmente cambiata nel giro di pochi anni. Vengono fuori delle considerazioni rese in maniera divertente; viene fuori la tagliente ironia delle due “signorine per bene” con la quale le due cercano di far emergere i cambiamenti del Paese negli ultimi anni.

Il mondo è così pieno di pensatori che cambierei nome al fenomeno” (Franca Valeri, L’educazione delle fanciulle)

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il calcio da un altro punto di vista

Ma se deve segnare perché quello si mette davanti alla porta e non lo fa segnare?“.

Ci si distrae facilmente nelle gare di Coppa Italia, sul finire dell’estate, quando il caldo la fa ancora da padrone e non meno di ventotto gradi “allietano” una partita in notturna. Ma questa volta il discorso si fa interessante. Non si può non ascoltare.

Dico io: fallo segnare e basta” – asserisce una bambina spazientita. Avrà occhio e croce cinque/sei anni. Discute di calcio con i suoi amichetti in compagnia dei papà che hanno occhi solo per il rettangolo verde.

Non hai capito: quello fa il portiere” – replica scocciato uno dei maschietti, il più grande (avrà massimo sette anni)

Eh, ho capito. Ma se quell’altro deve segnare, perchè non lo fa segnare?” – chiede ancora la dolce bambina alla sua prima discussione calcistica

Perché il portiere di mestiere para, non fa fare gol all’avversario!” – risponde stizzito il bambino più piccolo.

Lei sbuffa, insacca ma proprio non capisce e pensa, glielo si legge in faccia: “Se questo qui non segna chissà a che ora torniamo a casa!“.

La discussione termina qui. I maschietti tornano a gridare all’unisono con il resto dello stadio. La bambina si guarda intorno, osserva per un attimo i calciatori e si volta spalle al campo: si mette a osservare il resto della platea alle sue spalle. In fondo anche questo è uno spettacolo!

 

 

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abbigliamento del sabato sera

Metti un sabato sera seduti ai tavolini di un caffè all’aperto. E’ uno straordinario punto di osservazione sull’umanità. Un altro punto di osservazione. Sulle varie tipologie di uomini e donne (prevalentemente giovani,  diciamo pure under 40) che, profumati, agghindati e tirati a lucido, si avviano a passeggio per le strade del centro. Durante poco più di un’ora ho cercato di individuare le varie categorie possibili. Ci provo a elencarle sinteticamente.

  1. Uomini compressi in insoliti pantacollant (le mie calzamaglie da neve sono più larghe) a vita bassa, rigorosamente coperti al polpaccio da orrendi scarponi tra il beige e il giallo. Uomini le cui gambe sono letteralmente compresse, a mo’ di salsicciotti, in jeans o presunti tali così stretti che secondo me passano in apnea tutta la serata. Tu li vedi sorridere a destra e a manca, impassibili. Io un’idea ce l’ho: il loro non è un sorriso; è una smorfia, l’aspetto tipico di chi non ce la fa più a trattenere il fiato.
  2. Uomini in pelliccia. Roba da far venire un complesso di inferiorità alle più vanitose delle donne. Precisiamo: uomini con il collo di pelliccia, non con la pelliccia intera. Un collo di volpe, mi ha suggerito chi se ne intende, che spesso “abbellisce” giubbotti di pelle e cappotti. Spesso non il collo stretto, ma quello che scende, quello che io ho visto sempre tipico di una donna adulta. Ora dico io: una donna che ha un fidanzato/marito che indossa la pelliccia, come potrà mai sentirsi? Avrà di sicuro un complesso di inferiorità: la pelliccia è da sempre il simbolo della femminilità.
  3. Donne che hanno dimenticato di indossare la gonna. Ebbene sì, c’è anche questa tipologia. A voi non è mai capitato, nella fretta, di lasciare qualcosa a casa? A loro capita di lasciare la gonna (o il pantalone). Come si distingue questa tipologia di persona? Solitamente va in giro con una maglia poco più lunga del solito e con un paio di calze (spesso neanche troppo scure). Il guaio è che spesso il soggetto in questione non si rende conto di avere un pezzo mancante e va in giro per la città con una insolita nonchalance.
  4. E poi ci sono i tacchi. A spillo, zeppa, plateau… vari nomi per identificare scarpe altissime, troppo alte per i miei gusti. Scarpe che fanno diventare la tua camminata innaturale, ti costringono a brutte cadute, tremendi incidenti di percorso. Le scarpe alte, quelle che io non sono mai riuscita a indossare, sono ai piedi di tutte. Tu le guardi, sorridi, dici tra te e te “adesso cade, inciampa, prende una storta”. E loro niente. Ci sono donne che camminano impassibili anche su tacchi alti mezzo metro. Ci camminano bene e non rischiano. Io se indossassi scarpe del genere subirei cadute paragonabili a quelle da chi si lancia dal primo piano. Loro no. Le donne coi tacchi passeggiano come se niente fosse anche sui sampietrini, proprio là dove anche la tua scarpa di ginnastica solitamente tentenna e finisce per incastrarsi nelle giunture delle piccole mattonelle.

C’est la vie 🙂

 

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calcio d’estate

Ci sta poco da fare, l’uomo è un animale sportivo. Tifoso, più che sportivo.  Tifoso di calcio, per la precisione.

Te ne accorgi in vacanza, quando ti illudi che il calcio sia fermo, in vacanza, visto che i calciatori fino a qualche settimana fa sono stati avvistati a destra e a manca su stupendi yacht dalla grandezza imprecisata con mogli, amanti, findanzate o presunte tali (non sono molto aggiornata sull’argomento, ma se vi interessa, consultando gli ultimi numeri delle riviste di gossip più accreditate, sarà possibile un corso accelerato su tutti gli amori estivi che hanno visto coinvolti calciatori e pseudo veline-showgirl sulle loro tutt’altro che modeste imbarcazioni).

Dicevamo: i calciatori le vacanze se le sono fatte; e che vacanze! Quindi, la donna media non tifosa presente sulla faccia della terra suppone di passare le proprie sacrosante ferie senza il marito/compagno/findanzato/amante (diciamo il proprio uomo in futuro, faremo prima) incollato davanti al televisore per 90 minuti e passa tutte le sere.

Pensate alla soddisfazione della donna media  (per donna media intendo la donna non tifosa, quella che sono anni che sta ancora tentando di capire cosa sia questo misterioso fuorigioco) quando, dopo i mondiali e dopo l’uscita dell’Italia dal torneo anzitempo, ha tirato un sospiro di sollievo. “Che bello – avrà pensato la donna senza avere il coraggio di ammetterlo – Questo Lippi ha fatto proprio bene a farci eliminare subito: adesso non più partite”.

Ma quella della donna media non tifosa era un’illusione, appunto.  La donna media non sa che l’uomo è interessato a tutte le partite, non solo a quelle dell’Italia, gli piacciono perfino i campionati esteri!

Adesso, dico io, immaginatevi la delusione di una che, dopo essersi sorbita l’umiliazione della sconfitta dell’Italia e un mondiale per intero senza i baldanzosi undici fanciulli in divisa azzurra con i visi angelici e familiari, vede a ferragosto il marito già davanti al televisore alle prese con le partite. Partite di tutto il mondo, in tutte le salse, in tutte le coppe.

Il guaio succede quando il tifoso di calcio è in vacanza. E le norme in materia di diritti sportivi, lo sappiamo, hanno cambiato tutto, fino a stravolgere la vita di intere famiglie.

Come si fa se si è in vacanza e la partita la trasmette Sky o Mediaset Premium? Uno normale si accontenterebbe della radio, quando possibile. Il tifoso di calcio italiano non si accontenta; non se la può perdere una partita.

E allora, come fa?

Semplice, si invadono bar, ristoranti e luoghi di ritrovo con il televisore (che deve essere rigorosamente  a schermo piatto o addirittura con telo e proiettore).

Ma l’ipocrisia del tifoso di calcio non ha mai fine. Poiché non ha intenzione di sopportare la donna che si lamenta per le partite anche in vacanza, l’uomo tifoso coinvolge tutta la famiglia con una proposta che, sotto sotto, nasconde un tranello: “che ne direste di andare a mangiare una bella pizza (da notare che, per l’occasione, anche la più schifosa delle pizze diventa bella) tutti assieme?”. E, guarda caso, si finisce sempre nella pizzeria con il maxischermo (ecco perché tanta premura nel prenotare con un giorno di anticipo), con gli uomini faccia e schermo e le donne, disperate e senza parole, con le spalle alla partita. Nei giorni scorsi mi è capitato di vedere un uomo particolarmente contento della proposta che gli aveva appena fatto la moglie: “Domani andiamo a mare?”. Lui ha risposto gridando un sì esagerato. Assieme  a lui mezzo salone si è alzato in piedi unendosi in un urlo sovrumano. Non era la risposta alla donna; era il secondo gol del Napoli. 😀

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uomini “smanicati” :)

Ne avevo parlato già qualche post fa. Con ironia avevo disegnato un ritratto dell’uomo in canotta e sandali. Era un ritratto dell’uomo in città, che ai primi caldi, non si fa pregare due volte e, incurante delle situazioni e delle occasioni, sarebbe capace di presentarsi anche a una cena di gala con smanicato e sandali (forse addirittura infradito).

Ma, perché, voi donne non portate i sandali e i top?” – risponde la componente maschile quando si sente attaccata sull’argomento. Come potremmo spiegare loro che la situazione è leggermente diversa?

Io ci volevo passare sopra, mi ero proposta di non parlarne più, quando … paffete… mentre guardo il tg mi si para davanti agli occhi una scena a cui non avrei mai immaginato di assistere: un noto politico italiano (Bossi, facciamo pure il nome) in canotta davanti ai microfoni dei tg nazionali. Non credevo ai miei occhi. Tolgo gli occhiali, strofino gli occhi. “Sto dormendo ancora” – mi dico senza volerci credere. Intanto il servizio è finito e non ho tempo di ri-controllare. Passa una mezzoretta. Nuovo tg, stessa intervista. Non mi sbagliavo: la canotta c’è. Poi ho letto che Bossi ha addirittura presenziato a una convention del partito in canottiera.

E così mi sono tornati subito in mente tutti quelli che affollano le strade, specie nel periodo di ferragosto a mare con canotte (ne ho visto perfino qualcuna a fiori, per la serie all’orrore non c’è mai fine), ciabatte anche quando non si scende in spiaggia, e – ne vedo da oramai troppo tempo – perfino parei. Per non parlare di quelli che decidono di indossare la canotta direttamente sopra il costume, ovviamente non quello a pantaloncino… 😦

Lo ammetto: sto curiosando on line da qualche minuto. Ho voglia di capire se io sono un tipo esagerato (non amo molto neppure i vestiti troppo scollati e appariscenti da donna) e ho solo io un’avversione per questo tipo di abbigliamento o se c’è qualche altro che la pensa come me. Sorprese delle sorprese, ho scoperto che su Facebook c’è addirittura un gruppo contro le camicie a maniche corte e gli smanicati. Già, le camicie a maniche corte da uomo: altro orrore tipicamente estivo presente sicuramente in ogni ufficio non appena il caldo comincia a farsi sentire. Ma questo è un argomento a parte. Intanto, corro a iscrivermi al gruppo!

Nel mio navigare alla ricerca di informazioni sugli uomini in canotta, mi sono imbattuta anche in un articolo di Grazia che, fortunatamente, pone solo una domanda: “Uomini vip in canotta: sexy o no?”. Ma, dico io, c’era bisogno di un sondaggio per deciderlo? Pensate quello che volete, ma per me la canottiera d’estate non è un must è un must not!

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uomini con il borsello

Mi tieni questo in borsa?”. E’ la classica richiesta, rigorosamente estiva, che ogni uomo presente sulla faccia della terra, rivolge alla donna (non necessariamente moglie, fidanzata o amante) che si appresta a condividere con lui quattro passi.

Il “questo” da tenere in borsa non ha sempre la stessa forma e la stessa sostanza, né le stesse dimensioni: si parte dal portafogli, passando per portamonete, cellulare, chiavi di casa, sigarette, accendino, I-pod, chiavi della macchina, per finire ai fazzoletti (sì, è incedibile: anche gli uomini, a volte, hanno i kleenex).

Una volta mi è stato spiegato che: “Voi donne non avete problemi perché portate sempre la borsa e ci mettete tutto quello che volete dentro. Noi d’inverno usiamo le tasche dei giubbotti e dei pantaloni; d’estate no; dove potremmo mettere tutto quello che portiamo appresso?”. Con una sola frase ho capito il perché di tante cose fino ad allora a me sconosciute:

  1. Il perché le tasche dei giubbotti maschili d’inverno assumono strane forme (per non parlare dei cappotti!). A dire il vero tutti i soprabiti invernali assumono una strana forma: avete mai notato che i giubbotti da uomo sono sempre più lunghi avanti e corti dietro? Non avevo mai capito il perché. Ora lo so: è colpa del peso delle tasche.
  2. L’effetto dei pantaloni stracolmi di oggetti inutili e indispensabili è a dir poco mostruoso e fa, credo, la fortuna dei borseggiatori (specie per quello che riguarda le tasche posteriori dei jeans).
  3. Non è vero che solo le donne sono abituate a portare di tutto nella borsa; gli uomini ci superano ma non hanno il coraggio di ammetterlo.
  4. Ho capito, però, finalmente anche il ruolo del borsello,  compagno fedele di almeno quattro mesi per ogni essere umano di sesso maschile presente sulla faccia della terra (non tutti, diciamo la verità!)
  5. Ultima chicca: vi siete mai chiesti come mai d’estate aumenta in numero esponenziale il numero di oggetti persi dagli uomini? Sono quelli che non hanno il borsello, e che – forse – stanno perdendo anche la memoria…

Accertato il perché del borsello, non resta che scegliere il modello (fa anche rima :-)): a tracolla, a marsupio, monospalla… C’è solo l’imbarazzo della scelta! Tempo fa passai qualche settimana alla ricerca del borsello da uomo ideale: pensavo che del giusto colore, di buona marca, e di modello adeguato, questo accessorio dell’abbigliamento maschile potesse diventare accettabile. Mi sono dovuta ricredere: fanno tutti un effetto strano, un po’ femminile, direi. Specie se associati all’abbigliamento di cui nel precedente post! 😉

Ma diciamo anche un’altra verità: le donne preferiscono il borsello più che portare in spalla altri pesi! 🙂

Ps. Cercavo in Rete altri spunti per questo post. E ho scoperto che su Facebook è nato addirittura un gruppo UCB, Uomini Col Borsello, chiaramente finalizzato a tutelare la specie 😀

Mentre scrivo, ho appreso che esiste anche una canzone intitolata “Uomini col borsello”. Ascoltiamola!

In chiusura, segnaliamo un modello di borsello da uomo! 😉

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