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le donne e la spesa: tacco 30 cm e ballerine

Consentitemi di esprimere al volo il mio profondo apprezzamento e la mia personalissima e sincera invidia (in senso buono) per tutte quelle donne che scendono a fare la spesa con un tacco di 30 cm e un plateau di almeno 15 cm.
Scena quotidiana.
Ore 9. Io mi districo indaffaratissima tra tre buste della spesa stracolme, la borsa a tracolla (che salvezza, meno male che avevo depositato il bauletto in armadio) e i sanpietrini che ci sono in centro che costringono i miei piedi a un estenuante massaggio con la suola della ballerina che neanche un foglio di carta sotto farebbe sentire tanto le mattonelle.
Incrocio il mio sguardo – io tutta sudata, piena di buste, indaffarata, con i capelli sconvolti e il trucco squagliato per via del forte caldo – con quello di un’altra donna. Sta dall’altro lato della strada, sul marciapiede, e cammina in maniera rilassatissima con una bustina con il pane in mano, un tacco esagerato, un jeans che definire attillato è poco, uno scollo che io al posto suo avrei preferito stare in spiaggia, un trucco impeccabile (io me lo sogno anche il sabato sera) e dei capelli perfetti.
Ecco. Siamo due esemplari di donna a fare la spesa. Passi tutto. Passino i capelli in ordine, il trucco perfetto, l’abbigliamento impeccabile. Ma le scarpe. Cavolo, quelle scarpe. Plateau e tacco 30 cm come cavolo si portano sui sampietrini la mattina alle 9 per fare la spesa?
Ah, alla fine io sono inciampata anche con le ballerine! 😦

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Il tubino, questo “sconosciuto”

come-accessoriare-un-tubino-nero-in-modo-originale_569ce575f74ec3c67e7152544525a2b2Rieccoci! Arriva prima o poi il momento in cui uno non ce la fa più e deve parlare.
Oggi me la prendo con quelle che abusano del tubino, il capo evergreen che secondo i cosiddetti fashion stylist ogni donna dovrebbe avere nell’armadio. Pronto per le occasioni importanti, chic e casual se abbinato agli accessori giusti.
Bene, credetemi, ho visto donne che con indosso un semplice tubino nero hanno combinato i più grandi disastri della storia non della moda ma della decenza contemporanea.
Mi permetto di stilare una lista di consigli:
– Il tubino può far sembrare più magre: è vero. Ma va scelto della taglia giusta. Tempo fa mi è capitato di intrattenere una conversazione con una donna stipata in un tubino nero a quadroni di due taglie in meno. Credetemi: a un certo punto respirava a stento. A un certo punto si è trovata costretta a scegliere: respiro o parlo? E il problema non è solo questo. Ma voi il colpo d’occhio ve lo immaginate? La braciola di mammà nei giorni di festa sta più larga avvolta nel filo di cotone…
– Le scarpe. Se indossate un tubino nero, per quanto casual vogliate essere, non potete mettere ai piedi stivaletti rasoterra che arrivano alla caviglia. Sono un abbinamento improponibile. Specie se poi, come nel caso che è capitato a me, non siete belle e slanciate. Che succede? L’abbinamento, oltre a far accapponare la pelle, rischia anche di accorciarvi di almeno un metro
– Le calze. Sia chiaro: il color carne va categoricamente abolito. Che poi si chiama color carne per modo di dire: con quelle calze – sì, avete capito bene, quelle che neanche le nostre nonne indossavano più – le vostre gambe assumono le colorazioni più assurde e – lasciatemelo passare – vi incafoniscono. Se le avete scovate in super offerta al mercato o in un grande magazzino un motivo ci sarà: non si possono guardare!
– La borsa. Vi prego: demolite le borsette ascellari con ghirigori e con paillettes multicolor. Possono essere firmare da chi volete ma, a mio avviso, nun s ponn guarda’.

Ok, la smetto per ora. Ma dovevo sfogarmi! 😀

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uomini eleganti con sandali e calzini

Foto: calzediseta.wordpress.com

Foto: calzediseta.wordpress.com

Un pensiero veloce.
Io proprio non capisco quegli uomini che si ostinano a essere eleganti e a indossare i sandali, magari con il calzino.
Ieri ne ho visto uno con camicia, pantalone elegante, sandalo moda-mare plastificato e calzino.
Ma come si fa? Come?
Poi navighi on line e scopri che la moda – l’ultima moda, quella che vedi solo sulle riviste e mai addosso alle persone – dichiara chic il sandalo da uomo con il calzino.
No, queste cose non si possono dire. Tantomeno scrivere!
Ps. Lo so, sto diventando ripetitiva: non è la prima volta che scrivo sul tema (Ne ho scritto qui e qui). Ma io proprio non mi faccio capace!

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l’estate su Facebook

Pronti, partenza, via… è arrivata l’estate! E con la bella stagione – con o senza i 30° C all’ombra – Facebook si è trasformato nell’album di figurine delle vacanze. In prima fila, appena apri la home, svettano bikini, spiagge, sabbia, mare cristallino, ombrelloni… e tante altre immagini dell’estate degli altri. Vacanze al mappatella beach sottocasa, a Portofino, in Costa Azzurra, Smeralda o in piscina poco importa: per molti il must è convincere gli altri dell’esperienza unica che si sta vivendo.
Vi lancio una sfida: divertiamoci a osservare il mondo delle pseudovacanze patinate dei nostri amici e commentiamole. Ma non per essere cattivi. Commentiamole giusto per farci quattro risate assieme.
Nella top ten delle improbabili situazioni di questo weekend ci sono:
1. Il conoscente che si spara le foto in piscina su Facebook. A me sembrava una piscina piccolina. Provo ad approfondire e cosa scopro? La sua è una trovata intelligente: la piscina è quella per bambini, prontamente montata sul terrazzo per ovviare alla calura estiva. Ovviamente la foto della genialiata non può non finire on line.
2. Gente che la dieta non sa cosa significhi per 330 giorni l’anno e che adesso, in vista della prova costume, ricorda al mondo che è a dieta da un tot di anni e che fino a quando non avrà raggiunto il peso ideale non posterà foto in costume. E se questi soggetti fossero solo invidiosi di tutto il resto e scrivessero queste cose per ripicca?! 🙂
3. Selfie in spiaggia. Fatemelo dire: se il selfie nella vita normale è inguardabile, sulla spiaggia (o in costume) è peggio: mette in risalto i difetti a chi non ne ha… Figuriamoci a noi!
4. Le donne con occhiali-orecchini-collane-bracciali-trucco-tacchi-messainpiegaimpeccabile che si fotografano in riva al mare. Non ci credo. O sono fotomontaggi o la foto è scattata appena mettono piede sulla spiaggia. Poi si squagliano, assieme ai loro trucchi e gioielli.
5. Gente sdraiata in costume come foto di copertina. Un suggerimento: se ambite a diventare modelle delle principali marche di costumi, avete sbagliato periodo, magari – visto che l’estate è alle porte – siete un tantino in ritardo.
6. Foto dell’acqua. Voi avete mai provato a fotografare l’acqua? No? Provateci. E postate la foto su Facebook, anche per far notare alla gente com’è limpida anche l’acqua che sgorga dal vostro rubinetto.
7. Le immagini dei piedi in acqua. Andava di moda lo scorso anno. Assieme alle gambe immortalate con il mare sullo sfondo (modello würstel). Se proprio dovete ricordarci che siete a mare, siate originali!
8. L’uomo in ciabatta con i piedi nell’acqua. Sull’argomento rimanderei a tantissimi post fa. Ma sulla spiaggia all’uomo concedo l’uso dei sandali e quindi non vi rimando da nessuna parte 🙂
9. Le over 50 (di taglia, non di età) in bikini succinto con i commenti dei mariti/fidanzati: “teso’ stai benissimo”. Sì, come braciola nel sugo la domenica 😀
10. I finti palestrati che tirano in dentro la pancia, non respirano per qualche secondo, indossano un costumino modello spot Dolce&Gabbana per una foto profilo che resterà lì per 365 giorni l’anno. Quelle foto che quando poi incontri il soggetto per strada e non lo vedi da molto stenti a riconoscerlo… 🙂

E allora? Io un consiglio ve lo do. Mettete da parte smartphone, tablet, selfie, pc e tutto il resto e godetevi la vacanza!!! E lasciate in pace tutti quelli che sono a casa! 🙂

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sull’uomo con infradito in estate

Foto: sestyle.it

Foto: sestyle.it

L’estate è oramai alle porte e in attesa di trovare l’abbigliamento/accessorio dell’anno, mi soffermo a fare una riflessione assieme a voi su una figura strana: l’uomo con le infradito.
E non fate la faccia strana… Non dite che non ne avete mai visto uno.
Ero a fare la spesa al supermercato ieri. Davanti a me c’era un signore di mezza età vestito con un normalissimo pantalone classico nero e con una camicia. Tutto normale, fino a quando, alla cassa, nel tentativo di sbirciare i prodotti che l’uomo davanti a me metteva faticosamente sul bancone… tadaaaaa… scoperta: il pantalone del suddetto esemplare maschile assume una strana forma, fino a contorcersi sotto il tallone, precisamente tra il tallone e la ciabatta. E che scarpa indossa questo uomo? Certamente non uno dei miei odiati sandali da uomo; no, indossa proprio le infradito. Effetto? Nun se po’ guarda’.
Scena simile stamattina. Siamo abbastanza lontani dalla spiaggia, teoricamente saremmo in chiesa. Il mio sguardo si abbassa ad osservare le calzature degli uomini presenti e cosa vedo? Due esemplari maschi che indossano le infradito. Uno sotto a un bel jeans a gambe lunghe; l’altro sotto un più estivo pantaloncino corto.
Ok, sarò anche impopolare, come ho fatto in passato con i sandali da uomo, ma io ve lo confesso: le infradito da uomo non le sopporto. E non è solo questione di avere il piede ben curato. No, non è solo questo: a me l’infradito da uomo, se non associato strettamente alla spiaggia (e anche qui non preferireste una più comoda ciabatta?!), fa proprio una brutta impressione!
Ho visto uomini vestiti di tutto punto e con infradito ai piedi… Insomma: fuori luogo!
Non sono la sola a pensarla così. Ho scovato finanche un gruppo Facebook che la pensa come me: Rabbrividire alla vista di un uomo con le infradito! 🙂

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l’idiozia ai tempi dei social network

Foto: francescoamato.com

Foto: francescoamato.com

Era da tempo che non vi annoiavo con acidi commenti sulle mode, sulle tendenze o – peggio ancora – sulle solite attitudini della maggior parte delle persone che popola oggi il mondo reale e virtuale.
Poi stamattina mi sono imbattuta in un post sulla bacheca di un’amica. È un post che mi ha illuminato e mi ha fatto capire che non sono la sola acida-intollerante-antipatica che critica determinati atteggiamenti. E allora ve lo riporto qui, giusto per condividerlo con voi e per fare anche quattro commenti, oltre che altre quattro critiche agli stili di vita moderni, a margine.
La pagina Facebook “Le perle di Pinna” (premetto che non si tratta di pubblicità subliminale: non so chi sia Pinna e fino a cinque minuti fa ignoravo la sua esistenza) pubblica quanto segue.

“Appena vi fidanzate lo annunciate su Facebook e non pubblicate altro che foto assieme, frasi melense e aforismi di Prevert, il tutto condito da cuoricini, bacini e fiorellini.
Poi vi lasciate e pubblicate solo massime su quanto è bello essere single, racconti in cui sputtanate i vostri neo ex e foto recenti di voi in palese coma etilico intitolate “Bella la vita da single” o “Gli amici sono tutto per me, la vodka pure”. Per non parlare degli status-frecciatina in cui narrate di una felicità inesistente perché state morendo di nostalgia ma volete far credere a tutti di essere forti, rinati e tremendamente indipendenti.
Dopo due settimane circa trovate un nuovo “grande amore”, mollate gli amici (che erano tutto fino a ieri) e ricominciate a fracassare le palle con foto, video e cuoricini, seguendo lo stesso identico iter fino allo sfinimento.
Ma tipo non vi sentite idioti?”

Ecco… Io lo chiedo a voi: non si sentono idioti? Io mi sento tale anche solo a leggere ‘ste cose! E queste erano esattamente un paio di cose che avevo sulla punta della penna e della lingua da qualche mesetto. Ma poiché mi spiace essere scambiata per una giovane acidula fanciulla ho tenuto le considerazioni per me e le ho lasciate a poche amiche fidate.
Io, a margine del commento, visto che oramai – come ripeto spesso – i social network erano anche una cosa utile in partenza ma adesso sono andati a finire “man ‘e sciem”, propongo un minuto di silenzio (uno per ognuno) per coloro che:
– ti cancellano da Facebook e Twitter per cancellarti dalla loro vita. Pensano di farlo perché confondono il reale con il virtuale e se tu non sei più on line secondo loro non esisti più;
– lanciano frecciate a destra e a manca a prima mattina, appena scendono dal letto. Mi spiace che appena alzati ce l’abbiano con il mondo intero. Per loro un sincero “stai calm”;
– condividono a raffica le foto delle vacanze e ti mandano saluti da ogni parte del mondo con foto disarmanti. Sono capaci di mandarti i saluti anche da sotto casa loro… Ma se ci troviamo per strada e non mi saluti nemmeno?!;
– condividono status poetici sbagliando, oltre che i testi, anche l’italiano. Spieghiamo agli aspiranti letterati che condividere citazioni – anche sbagliate – sui social network non è simbolo di intelligenza;
– ti avvisano anche quando sono in bagno. Ma non smettono di twittare e postare sull’andamento della situazione…

Adesso basta, mi fermo qui. Ma sono sicura che i minuti di silenzio sarebbero ancora molti.
Perché il silenzio? Perché può essere l’unica risposta davanti a certi atteggiamenti!

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sul matrimonio in bianco e nero

zankyou

Foto: zankyou.it

Consentitemi uno sfogo momentaneo su un argomento insolito: i matrimoni e i preparativi di matrimonio.
Una premessa fondamentale prima di proseguire nella lettura: l’argomento non mi interessa né mi tocca da vicino. Ma il fatto è stato troppo scioccante e non posso che condividerlo con i miei soliti tre lettori, che forse oramai si sono appassionati alle mie puntate sulla moda e sulle tendenze.
(E forse proprio il fatto che io difficilmente mi diletti a seguire la moda vi fa capire perché perdo tanto tempo – e tante parole – a ironizzare sull’argomento).
Ok, veniamo al dunque…
Ma voi avevate mica idea di un matrimonio colorato solo di bianco e nero? Sì, avete capito bene: con arredi, addobbi, vestito della sposa, confetti, mazzetto di fiori… (e chi più ne ha più ne metta) tutto nero?!?!
Io no.
Anzi, vi dirò di più.
Quando ho visto le prime vetrine con vestiti da sposa in bianco e nero ho creduto di essermi persa qualche passaggio, di non aver capito che forse quel vestito non era per un matrimonio… O chissà cos’altro.
E poi?
Poi torno a casa e digito su Google le parole “matrimonio in bianco e nero”.
Sapete cosa scopro? Che è la tendenza dell’anno! Ma come? Un matrimonio in bianco e nero? Ma a voi piacerebbe? Credo che la visione del vestito da sposa in bianco e nero abbia capovolto una delle mie due convinzioni sul cosiddetto giorno del sì. Poi internet ha capovolto anche la seconda: ho visto perfino gli inviti in bianco e nero, in perfetto stile manifesto funebre.
Ok, forse è anche vero che il nero sarebbe ideale nella ricerca perfetta di originalità e di personalizzazione che – vedo, anche in tv – caratterizza oramai tutti gli sposi prossimi al giorno del sì. Ma se il matrimonio è una favola (come ci hanno sempre insegnato le fiabe da quando eravamo piccole), le favole mica sono colorate di nero?!?

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sui cappotti a mezza manica

SALDI NEGOZI MILANO

Foto: giornalettismo.com

Sabato pomeriggio in giro per negozi. Siamo a metà febbraio e tutti – dico tutti – siamo a caccia dell’affare dell’anno. Anche nei negozi superchic che mostrano in bella vista cartelloni mega galattici con la scritta “saldi al 70%”. Credetemi: davanti a quella scritta non c’è nulla che tenga. Donne di ogni ceto sociale e di ogni età si fondano letteralmente nel negozio, scavando tra la montagna di vestiti, facendosi largo a spintoni tra le altre donne assiepate intorno agli stand, a caccia di quel capo chic che costi poco e “faccia la sua figura” (cit. una mia amica).
Negozio chiccoso. Entro per far da spalle ad altre persone. Guardo i cappotti. Ce ne sono di carini e a prezzi tutto sommato accessibili. Ma io – qui lo dico e qui lo nego – 300 euro per un cappotto al 70% non li spenderei. Accanto a me si fanno largo due donne. Visibilmente mamma e figlia. La figlia sosta davanti allo stand accanto a me. Tira fuori un cappottino color cammello a mezza manica.
– “Ma’, vir chis comm è bell” (traduzione per i non napoletani: “Mamma, ma guarda che bel cappottino“)
– “Oi Carme’, ma t piac over?” (T.: “ti piace davvero, Carmela?”)
– “Ma’ chist si mo’ mett p gghi llà scass tutt cos” (T.: “Mamma, se indossassi questo cappottino per quella cerimonia farei davvero una bella figura“).
La mamma acconsente. La fanciulla prova il cappotto e… toh … la madre scopre che trattasi di cappotto a mezza manica.
– “Carme’ ma che è sta cos ‘re manich?” (T.: “Carmela, a mamma, come mai le maniche sono corte?“)
– “Oi ma’ chill s port assaje accussì. Chill si m’o’ ver Marija ncuoll schiatt” (T.: “Mamma, è la moda di quest’anno. E se in quell’occasione, indossando questo cappotto, dovesse vedermi Maria… beh… morirebbe di invidia“)
La mamma si volta verso di me e mi fa: “Tanta sord p nu cappott che un so’ mett p sta cave e po’ c mancn pur e manich. Ij sti cos n’è capisc proprio” (T.: “Questo cappotto costa tanto e poi non ci sono neanche le maniche. Ma i cappotti non servivano a stare caldi?“).
Non ho il coraggio di rispondere. Sorrido ed esco. Ma in fondo la signora non aveva ragione? 🙂

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un inverno (quasi) scalzi

Foto: style

Foto: styleandbound.com

Consentitemi di dedicare cinque minuti e quattro parole a quella che deve essere una moda del momento: le scarpe da ginnastica senza calzini con le caviglie al vento. A febbraio, si intende. La moda deve essere proprio questa: indossare con nonchalance le scarpe da ginnastica estive (ai piedi di qualcuno ho notato addirittura le Superga di tela) senza calzini né calze, con la caviglia bene in vista.
Sono sincera: quando ho visto la prima persona mi sono quasi commossa. Si sa, c’è la crisi, e ho pensato che forse a quella ragazza i genitori proprio non potevano comprare i calzini né un paio di scarpe invernali. Ma la mia teoria non reggeva: le scarpe erano firmate; troppo firmate perchè quella ragazza non potesse permettersi i calzini. Poi, in un istituto superiore, quella ragazza era seguita a ruota da un’altra che indossava le stesse scarpe e allo stesso modo. Dopo la seconda, ho visto sempre lì la terza e via così… fino a capire che la maggioranza delle ragazze vestiva allo stesso modo. Poi ho visto che anche per i ragazzi cambia poco: anche loro portano le scarpe così.
Ai miei tempi – ed ecco che comincio con le mie full immersion nel passato manco avessi 300 anni – non si poteva uscire di casa se non con gli stivali, rigorosamente impermeabili… Insomma, tipo alluvionati, anche se fuori c’era il sole e tu sognavi di sfoggiare quelle ballerine comprate nei saldi. Quelle no, quelle – ai miei tempi – erano per la primavera inoltrata!
Allora mi chiedo e vi chiedo: ma freddo no? Non lo sentono? A me basta avere un centimetro scoperto tra lo stivale e la gonna per diventare gelida nonostante le calze doppie e i calzini di lana… E loro? Loro stanno a caviglie nude in giro con la neve? E quando piove? I piedi e le scarpe non si inzuppano come i frollini discount appena li tuffi nel latte? Qualcosa non quadra!
Ah, l’ultima stamattina: scarpe gialle di tela, caviglia scoperta, con pantalone stretto-stretto, rigorosamente modello capri. Io le guardo i piedi, sconvolta, lei se ne accorge e mi guarda schifata dalla testa ai piedi. Lei indossa sneakers, jeans, maglietta di lana e uno striminzito giubbotto sottile. Io: due maglie, un pantalone di flanella, gli stivali, le calze, i calzini di lana, una sciarpa, il cappello e il piumino più pesante che conosca. Ci volevano scritturare per un catalogo. Collezione estate-inverno. 🙂

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il magico mondo del selfie

selfie-cane-638x425Oggi vi parlo del selfie. Sì, lo so, sono arrivata con un anno di ritardo: il Corriere ha decretato il selfie la parola dell’anno 2013. E oggi siamo nel 2014. Proprio per questo io mi/vi chiedo: se è la parola del 2013 perchè oggi – e siamo nel 2014 – non smette nessuno di fotografarsi come un cretino davanti allo specchio e di postare le immagini più assurde e orribili della storia sui social network?
Inizialmente pensavo di aver visto qualcuno troppo masochista: sono brutto, mi fotografo e mi metto sui social network. Ok, forse un po’ troppo masochista; dietro ci sarebbe stata una logica assurda; ma che male c’è?
Poi ho notato che anche personaggi in vista del mondo dello spettacolo adorano il selfie. E poi alcuni brutti non sono.
Poi ho scovato anche la mia vicina di casa: un giorno – tra un cinguettio e l’altro… tadaaaa… noto un suo tweed. Un suo raro tweet. Lei è una che non twitta mai. Appartiene alla categoria di persone che sono sui social network solo per prendere appunti sulla vita degli altri. Quando vedo un suo tweet quasi mi meraviglio. Allora corro a leggerlo. Sarà forse il primo. Mi collego e scopro che il tweet ha degli hashtag e rinvia a Instagram. Che sarà mai? Un suo autoscatto allo specchio!!!
E allora mi sono rassegnata (forse ho solo capito come va il mondo e me ne sono fatta una ragione): va bene, è questione di moda. Ma – dico io – una moda migliore no?
No, ed ecco che poi oramai – dopo i vip e dopo i primi e timidi precursori – tutti hanno cominciato a fotografarsi da soli e a postare le proprie foto on line.
Sono stati avvistati perfino anziani e cani nel fantastico mondo del selfie. E allora, via: tutti davanti allo specchio, con lo smartphone a scattare le foto più strane della storia fotografica italiana. Via alle smorfie più assurde, quelle che involgariscono perfino un dolce visino e quelle che fanno sembrare deficiente anche un novello Einstein. Perché? Perché in fondo il selfie si porta e nessuno più sa farne a meno.

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