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Incontri reali e blocchi virtuali

Ragazzi, stamattina ho incontrato una di quelle persone che credevano di avermi cancellato dal mondo con un blocco sui social (per info e approfondimenti leggete qui).
Uno spasso vedere l’espressione di chi improvvisamente scopre che la cancellazione virtuale non corrisponde all’eliminazione fisica!
Un appello: diamo i social solo nelle mani di chi sa campare! 😀

 

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“io che ho sognato sopra un treno che non è partito mai”…

Facebook mi ha appena proposto di aggiornare i dettagli della mia biografia. E mi ha appena proposto di scrivere una delle mie strofe preferite di una delle mie canzoni preferite: “Strada facendo” di Claudio Baglioni.
In pratica, nel “chi sono”, Facebook vorrebbe scrivere per me:

Io che ho sognato sopra un treno che non è partito mai e ho corso in mezzo a prati bianchi di luna per strappare un giorno alla mia ingenuità

A questo punto non so se esultare perché i social “conoscono” le mie canzoni preferite o rattristarmi perché i social conoscono i miei sogni e sanno che non partono mai! 😀

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“Sai che ti dico? Io ti blocco su Facebook”, cronaca di una esecuzione digitale :D

Anzi, sai che ti dico? Io ti blocco proprio pure su Facebook!“.

Voi siete lì, guardate perplessi il vostro interlocutore, in attesa che prima o poi appaia da qualche parte il cartello con la scritta “Sei su scherzi a parte“. Poi il cartello non esce da nessuna parte e la conversazione termina con grande meraviglia da parte vostra. Meraviglia fino a un certo punto. Perché poi continuate a pensare che la storia del “ti blocco pure su Facebook” sia in qualche modo una battuta poco felice che voi magari – sì, proprio voi che su certe cose riflettete all’infinito – non avete saputo cogliere.

Ma no, un momento: quella minaccia era reale. In voi il dubbio oramai si è insinuato un poco. E allora tornando a casa, dubbiosi e curiosi come siete, partite subito con la ricerca e – toh! – “pagina al momento non disponibile“. Un momento. Che significherà mai? Significa che siete stati bloccati. Direttamente, senza passare dal via. Senza giri di parola. E quella non era una battuta e non era neanche una minaccia (di cosa poi?). Esattamente no: quello è il modo di pensare del vostro oramai ex interlocutore.

Benvenuti nell’epoca della democrazia digitale o dell’idiozia dei social network (a voi la scelta!). In tempi di “se mi lasci ti cancello“, esiste anche questo: l’eliminazione digitale. Come per dire: sì, tu esisti; io però vorrei non esistessi. E allora sai che faccio? Ti blocco e fingo che tu non sia mai esistito. Una esecuzione social, la definirei. Una debolezza, a mio avviso. Un sistema di agire che denota chiaramente insicurezza e abuso del potere di blocco (che dovrebbe essere utile per cose serie, non certo per chi non la pensa come voi!).

Poi c’è chi non te lo dice. Ti blocca e basta. E tu magari te ne accorgi dopo mesi, se non addirittura anni. E sai quando te ne accorgi? Quando vi incontrate di persona e dopo una serie di convenevoli e saluti di circostanza, l’interlocutore è talmente stupido da essersi dimenticato del blocco. E allora ti dice: “ma tu non hai letto il mio commento su Facebook?” No, io il tuo commento su Facebook non lo vedo proprio. Come mai? Torni a casa, ricerca rapida e –  toh! – anche in questo caso “pagina al momento non disponibile“. Ma allora tu pure mi hai bloccato? E perché mai? E soprattutto: sei tanto stupido da non ricordarti che mi hai bloccato o tanto stronzo da volere che me ne accorga?

E allora, miei cari lettori, chiudiamo il post con un minuto di raccoglimento per tutti coloro che prima o poi ci hanno bloccato (con o senza preavviso). 😀

Non perdete tempo a pensare “perché”. A volte, più delle spiegazioni, bastano i gesti!

Ps. Il post è ad alto contenuto ironico. Se qualcuno dovesse sentirsi offeso è pregato di non leggere e/o quanto meno di sapere che i fatti non si riferiscono a eventi realmente accaduti.

 

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l’amore ai tempi dei social media

Ho bisogno di condividere qualche pensiero sul tema: amore (o presunto tale) e social media.
Conosco una che è convinta che uno le vada dietro solo perché ha messo “mi piace” alla sua foto di profilo. Ora, voi direte, non ci sta nulla di strano. Ebbene sì, potrebbe essere un pensiero comune, giustificato dal fatto che magari sono anni che sbavi dietro a quello che ti ha messo “mi piace” e che ora la notifica dell’avvenimento è paragonabile a un evento eccezionale (che ne so, magari lo sbarco dell’uomo sulla luna). Poi è anche vero che quando ci innamoriamo siamo tutti un po’ più stupidi. Noi donne, poi, lo diventiamo in maniera particolare. Ma – dico io adesso – come si fa a pensare che un banalissimo “mi piace” alla tua foto di profilo sia una lapalissiana dichiarazione di intenti?
Conosco uno che ha candidamente ammesso: da quando sono su Facebook ci scriviamo tutti i santi giorni. Lei è innamorata persa. Scusa, ma quando tu non eri su Facebook? No, si erano persi di vista, pur avendo uno il numero dell’altra. Poi, dopo essersi inviati la richiesta di amicizia (non so da chi a chi), lei si è magicamente ricordata di lui e ha cominciato a mandargli messaggi. Gli scriveva mentre era dal parrucchiere, prima di andare a dormire. Così, giusto per passare il tempo. Cosa si scrivono? Niente, del più e del meno. Ma lui è convinto che lei sia pazza di lui e che non si faccia avanti per timidezza.
Conosco una che da quando è su whatsapp passa tutto il giorno a mandare messaggi. Anche a gente che non vede dagli anni delle elementari. Si scrivono del più e del meno. Non si vedono da una decina di anni. Ma si aggiornano. E tra queste persone che non vede/sente da anni c’è anche il suo primo fidanzatino. Dalla foto di profilo lei giura di sapere che lui si sia lasciato. E su questo non c’è nulla di strano. Il gossip è sempre stato all’ordine del giorno in questi casi. Il guaio è che lei continua a sbirciare tutti i giorni foto del profilo e orario di ultimo collegamento di lui. Dice di essere convinta che prima o poi si scriveranno qualcosa di diverso dai soliti convenevoli. E che da lì ripartirà tutto: contatti e anche il fidanzamento.
Conosco gente strana, lo ammetto. Ma secondo me quando uno è in love ‘sti social media peggiorano la situazione 🙂

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ma a chi serve un invisible boyfriend?

Hai visto? È uscita un’App a mio avviso geniale con cui puoi praticamente fingere di avere un fidanzato”.
Quando una mia amica l’altro giorno mi ha detto questa frase con non poco entusiasmo, ho pensato di averla persa per sempre (l’amica mia, ovvio). Cioè: con che spirito vieni a dirmi una cosa del genere con entusiasmo? E soprattutto, perché lo dici a me?
A un certo punto mi sono passati milioni di pensieri per la testa. Ma la cosa che non quadra è una soltanto: forse, negli anni, le ho dato modo di credere che avrei avuto bisogno di un fidanzato per finta; uno che rispondesse ai miei messaggi e che potesse essere mostrato all’occorrenza, giusto per non dover rispondere in malo modo al fuoco di domande in quelle poche – rare o forse anche uniche – occasioni in cui amici, parenti e lontani conoscenti ti chiedono: “Ma tu non sei ancora fidanzata?” (primo magico passo nel repertorio delle domande da “Chi vuol essere interrogato”, seguito poi “Ma quando vi sposate?” e “Quando lo fate un figlio?” e ancora “Quando gli fate un fratellino?”).
Eppure con la mia amica pensavo di essere stata chiara. O quanto meno ero certa di averle dimostrato che a me non serve neanche l’appoggio/sostegno di fronte alle domande di chi si scandalizza sapendoti felicemente single alla soglia dei trent’anni.
Poi, che ci volete fare, la curiosità è donna. La notizia c’era. E allora mi sono messa a fare ricerche e ho trovato gli articoli con cui viene presentata la “rivoluzionaria” novità che – bando all’originalità – si chiama Invisible Boyfriend.
E sì, diciamoci la verità: forse avere un invisible boyfriend (un fidanzato invisibile) è un po’ il sogno di tutte le fidanzate disperate, di quelle che trascinano avanti una storia da secoli e che non vedrebbero l’ora di far sparire come per magia il proprio boyfriend e di vederlo apparire solo tramite telefono, forse sempre per non dover dare spiegazioni di tutto a tutti.
Però, scusatemi, ma a che serve un fidanzato invisibile? A ingannare familiari petulanti e amici inopportuni – dice la presentazione. Ma – fatemi capire – io per ingannare familiari e amici devo trovarmi un fidanzato invisibile, mediato da una app e pagare per il servizio (con venti euro al mese ci paghi un ottimo abbonamento per il cellulare!)?
Vi prego: ditemi che è uno scherzo anticipato di San Valentino!

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la profondità dell’ignoranza in mostra on line

Breve premessa. Lo so: a volte rischio di sembrare odiosa. O forse lo sono per davvero. Ma certe cose proprio non le posso vedere/leggere/sentire. Ok, forse non era proprio il caso di tornare con la vena polemica sul blog che non aggiornavo da un po’. Ma, oramai lo sapete, anche le mie polemiche sono ad alto tasso di ironia. Chi dovesse sentirsi offeso da determinate constatazioni è pregato di non continuare a leggere il post. 🙂

Sto ultimamente vedendo e sentendo cose che non avrei mai immaginato. C’è gente che su Facebook oramai improvvisa anche la telecronaca dal bagno. Persone che non riescono evidentemente a staccarsi dai social network e pensano di dover aggiornare il mondo intero anche sul callo che da qualche tempo tormenta il mignolo del piede oramai stancamente compresso negli stivali invernali. Il guaio è che non sono pochi. Sono in tanti. Tanti che te ne capita uno appena ti colleghi, pure se resti davanti al pc un nanosecondo su Facebook.
Inizialmente avevo seguito il consiglio di un’amica: “Togli gli aggiornamenti dei loro stati dalla tua bacheca“. Tolto uno, tolti due, tolti tre, quattro… A un certo punto mi sono trovata a vedere solo me stessa. Allora ho capito che qualcosa non andava e allora ho aggiunto di nuovo tutti. Un po’ per curiosità, un po’ per farmi due risate.
Ditemi quello che volete ma io mi diverto un mondo – quando ho tempo – a stare alla finestra, affacciata sui social network ad ammirare lo straordinario panorama della variegata umanità che – come si dice dalle mie parti – si “afferra” (trad.: discute animatamente) on line per nulla ed è pronta a regalarsi sorrisi speranzosi al primo incrocio. Mi diverto ad osservare i leoni da tastiera, quelli che faccia e pc sono pronti a distruggere tutti e il mondo intero, e quelli che – spesso anche a sproposito – si lanciano in invettive, discussioni e disquisizioni filosofiche. Mi diverto un sacco anche ad osservare e a commentare con pochi fidati amici la (non) conoscenza della lingua italiana. Facebook è il luogo in cui tanti – anche gli insospettabili – cadono sugli accenti, sugli apostrofi, sulle doppie e sui termini assurdi. Spesso, nell’assurdo tentativo di mostrare la profondità poetica dei propri pensieri, si finisce per mostrare una sola profondità: quella della propria ignoranza. No, la frase non è mia. L’ho letta da qualche parte. Ma è tremendamente attuale.

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l’estate su Facebook

Pronti, partenza, via… è arrivata l’estate! E con la bella stagione – con o senza i 30° C all’ombra – Facebook si è trasformato nell’album di figurine delle vacanze. In prima fila, appena apri la home, svettano bikini, spiagge, sabbia, mare cristallino, ombrelloni… e tante altre immagini dell’estate degli altri. Vacanze al mappatella beach sottocasa, a Portofino, in Costa Azzurra, Smeralda o in piscina poco importa: per molti il must è convincere gli altri dell’esperienza unica che si sta vivendo.
Vi lancio una sfida: divertiamoci a osservare il mondo delle pseudovacanze patinate dei nostri amici e commentiamole. Ma non per essere cattivi. Commentiamole giusto per farci quattro risate assieme.
Nella top ten delle improbabili situazioni di questo weekend ci sono:
1. Il conoscente che si spara le foto in piscina su Facebook. A me sembrava una piscina piccolina. Provo ad approfondire e cosa scopro? La sua è una trovata intelligente: la piscina è quella per bambini, prontamente montata sul terrazzo per ovviare alla calura estiva. Ovviamente la foto della genialiata non può non finire on line.
2. Gente che la dieta non sa cosa significhi per 330 giorni l’anno e che adesso, in vista della prova costume, ricorda al mondo che è a dieta da un tot di anni e che fino a quando non avrà raggiunto il peso ideale non posterà foto in costume. E se questi soggetti fossero solo invidiosi di tutto il resto e scrivessero queste cose per ripicca?! 🙂
3. Selfie in spiaggia. Fatemelo dire: se il selfie nella vita normale è inguardabile, sulla spiaggia (o in costume) è peggio: mette in risalto i difetti a chi non ne ha… Figuriamoci a noi!
4. Le donne con occhiali-orecchini-collane-bracciali-trucco-tacchi-messainpiegaimpeccabile che si fotografano in riva al mare. Non ci credo. O sono fotomontaggi o la foto è scattata appena mettono piede sulla spiaggia. Poi si squagliano, assieme ai loro trucchi e gioielli.
5. Gente sdraiata in costume come foto di copertina. Un suggerimento: se ambite a diventare modelle delle principali marche di costumi, avete sbagliato periodo, magari – visto che l’estate è alle porte – siete un tantino in ritardo.
6. Foto dell’acqua. Voi avete mai provato a fotografare l’acqua? No? Provateci. E postate la foto su Facebook, anche per far notare alla gente com’è limpida anche l’acqua che sgorga dal vostro rubinetto.
7. Le immagini dei piedi in acqua. Andava di moda lo scorso anno. Assieme alle gambe immortalate con il mare sullo sfondo (modello würstel). Se proprio dovete ricordarci che siete a mare, siate originali!
8. L’uomo in ciabatta con i piedi nell’acqua. Sull’argomento rimanderei a tantissimi post fa. Ma sulla spiaggia all’uomo concedo l’uso dei sandali e quindi non vi rimando da nessuna parte 🙂
9. Le over 50 (di taglia, non di età) in bikini succinto con i commenti dei mariti/fidanzati: “teso’ stai benissimo”. Sì, come braciola nel sugo la domenica 😀
10. I finti palestrati che tirano in dentro la pancia, non respirano per qualche secondo, indossano un costumino modello spot Dolce&Gabbana per una foto profilo che resterà lì per 365 giorni l’anno. Quelle foto che quando poi incontri il soggetto per strada e non lo vedi da molto stenti a riconoscerlo… 🙂

E allora? Io un consiglio ve lo do. Mettete da parte smartphone, tablet, selfie, pc e tutto il resto e godetevi la vacanza!!! E lasciate in pace tutti quelli che sono a casa! 🙂

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i selfie con le fotocamere di una volta…

Buongiorno, sono al mio terzo giorno senza smartphone.
Mi sto lentamente abituando alla cosa. Ma le difficoltà, nella vita pratica quotidiana sono comunque tante.
Quali? Prima di tutto non posso fare selfie. Non che ne avessi mai fatti, sia chiaro. Però ieri ero in un contesto in cui tutti si facevano selfie e io al massimo potevo mandare un sms.
Poi a un certo punto mi avvicinano e mi chiedono:
Scusa, ce la puoi scattare tu qualche foto?
(Io sono notoriamente quella che scatta sempre foto ovunque, o almeno lo facevo quando il mio iPhone 5 era in vita)
Certo, posso farlo tranquillamente ma mi dovreste dare un cellulare con una buona risoluzione.
Ma tu avevi quello (è lui, il mio iPhone 5) che faceva foto straordinarie…
Ecco, appunto, lo avevo… Ora ho questo (e mostro il mio vecchissimo Nokia).
Ma come? Perché? Quello era bellissimo… Perché sei tornata al vecchio Nokia?
– Secondo te?
– Ti sei stancata della tecnologia?
– No… Ehm… è la tecnologia che si è stancata di me.
– Ahaha, sempre con la battuta pronta, eh?!
– No, dico sul serio: improvvisamente l’iPhone si è spento e non si è acceso più.
– Uh, mi spiace. Hai tutta la mia solidarietà… Dopo aver speso tutti quei soldi poi…
– Infatti… lo sto ancora pagando…
– Uh mamma, che peccato…
– Già… Senti, torniamo a noi: mi dai il tuo cellulare per fare le foto?
– (caccia dalla tasca un vecchio Samsung con fotocamera da 0 megapixel e mi spiega come si scattano foto). Vedi, devi premere questo tasto e poi questo…
– Ok, ora capisco la tua solidarietà nei miei confronti. Tu con questo cellulare puoi a malapena fare un selfie.
– Sempre meglio di niente è.
Giusto. Sempre meglio di niente…

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quando le mail non si leggevano dallo smartphone…

Buongiorno. Oggi è il mio secondo giorno senza smartphone.
Stamattina mi sono alzata, ho acceso il mio vecchio Nokia e un senso di impotenza si è impossessato di me: non posso controllare più le email dal cellulare. Da ieri mi ripeto questa cosa a memoria, di tanto in tanto, per evitare di cadere in tentazione e rimanere delusa. Ma stamattina ci sono cascata di nuovo.
Per esempio ieri, mi chiamano al telefono. Numero sconosciuto. Chissà chi è. Rispondo. Dall’altro capo continuano a spiegarmi cose.
Ue’, tuttappost?
– Sì, chi è?
– Ti e fatt e sord
– Scusi?
– Jaaa, fai a vrè che nun m saje?
– Scusi, chi è? (la voce comincia a essermi familiare ma proprio non riesco a risalire al nome…)
Ma sei tu o no?
– Sì, sono io… Solo che il mio telefono non è lui… Insomma, non ho più il mio smartphone e al momento ho perso tutti i numeri di cellulare… Sa com’è, si è spento all’improvviso… Adesso sono con un vecchissimo Nokia che a stento manda i messaggi…
(Mi dice chi è, capisco, e finiamo a farci sonore risate per l’inizio della telefonata).
Comunque – dice lui – ti ho mandato una mail. E ti ho chiamato perché mi sembrava strano che non avessi ancora risposto
– No, non è possibile, non mi è arrivata. Hai fatto bene a chiamare
– Ma hai controllato?
– Certo, io leggo sempre le mail in tempo reale dal cellulare e rispondo anche subito. Lo sai, lo faccio per abitudine…
– E stavolta non è arrivata?
– Certo che no
– Ma hai controllato al pc?
– No, ma ti ho detto: ho le notifiche. Appena ricevo una mail il telefono mi avvisa.
– Scusa, ma il tuo smartphone non si era rotto?
– … (SILENZIO! PANICO! IMBARAZZO)! Ehm… sì, hai ragione  

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diario semiserio di isolamento tecnologico :-)

Ciao a tutti. Il mio iPhone nuovo di zecca mi ha abbandonato da 24 ore circa.
Sono praticamente in preda all’isolamento tecnologico. Con una differenza: di solito con isolamento tecnologico si intende quelli che si isolano dalla realtà per fuggire nel mondo della tecnologia. Bene, il mio isolamento tecnologico è al contrario: sono in astinenza da app e da tutto quanto sia possibile fare con uno smartphone. Torniamo al mio iPhone 5 che mi ha lasciato senza preavviso.
La sera prima lo avevo lasciato dopo un uso smodato causa elezioni. Era bello, lucido e pimpante. La mattina mi alzo e non si accende. Provo a caricarlo (ma era carico) e niente: non si carica. Allora provo l’hard reset ma… niente. Ecco che corro dal mio rivenditore e gli spiego l’accaduto. Alla fine lascio il mio iPhone lì e devo attendere almeno 40 giorni per riaverlo.
Compro un adattatore per mettere la mia nano-sim nel vecchissimo Nokia e comincia il mio isolamento digitale.
Niente Whatsapp.
Niente Facebook.
Niente email.
Niente Twitter.
Niente giornali e notizie a portata di mano.
Tornano le vecchie telefonate.  Ah no, ho perso tutti i numeri. Quindi al massimo chiamo a casa mia (credo sia l’unico numero che ricordo a memoria).
Tornano i vecchi sms. Per il momento inviati solo a una mia cara vecchia amica il cui numero stava sul vecchio Nokia.
E allora, poiché credo che sia altamente terapeutico in questa fase di disintossicazione da nuove tecnologie, ho deciso: annoio voi quattro/cinque lettori del mio blog alla scoperta del mondo prima degli smartphone.
Sarebbe previsto un post al giorno. Ma forse la disperazione mi porterà a scriverne di più. O forse mi abituerò in men che non si dica e tornerò sul blog solo per ridere delle vecchie digitali abitudini.
Chissà! A presto 🙂

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