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sul matrimonio in bianco e nero

zankyou

Foto: zankyou.it

Consentitemi uno sfogo momentaneo su un argomento insolito: i matrimoni e i preparativi di matrimonio.
Una premessa fondamentale prima di proseguire nella lettura: l’argomento non mi interessa né mi tocca da vicino. Ma il fatto è stato troppo scioccante e non posso che condividerlo con i miei soliti tre lettori, che forse oramai si sono appassionati alle mie puntate sulla moda e sulle tendenze.
(E forse proprio il fatto che io difficilmente mi diletti a seguire la moda vi fa capire perché perdo tanto tempo – e tante parole – a ironizzare sull’argomento).
Ok, veniamo al dunque…
Ma voi avevate mica idea di un matrimonio colorato solo di bianco e nero? Sì, avete capito bene: con arredi, addobbi, vestito della sposa, confetti, mazzetto di fiori… (e chi più ne ha più ne metta) tutto nero?!?!
Io no.
Anzi, vi dirò di più.
Quando ho visto le prime vetrine con vestiti da sposa in bianco e nero ho creduto di essermi persa qualche passaggio, di non aver capito che forse quel vestito non era per un matrimonio… O chissà cos’altro.
E poi?
Poi torno a casa e digito su Google le parole “matrimonio in bianco e nero”.
Sapete cosa scopro? Che è la tendenza dell’anno! Ma come? Un matrimonio in bianco e nero? Ma a voi piacerebbe? Credo che la visione del vestito da sposa in bianco e nero abbia capovolto una delle mie due convinzioni sul cosiddetto giorno del sì. Poi internet ha capovolto anche la seconda: ho visto perfino gli inviti in bianco e nero, in perfetto stile manifesto funebre.
Ok, forse è anche vero che il nero sarebbe ideale nella ricerca perfetta di originalità e di personalizzazione che – vedo, anche in tv – caratterizza oramai tutti gli sposi prossimi al giorno del sì. Ma se il matrimonio è una favola (come ci hanno sempre insegnato le fiabe da quando eravamo piccole), le favole mica sono colorate di nero?!?

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principi poco azzurri

1Si torna a parlare di principi. Per poco, non vi preoccupate.
Davanti a un aperitivo fruttato si parla del più e del meno e poi spunta una domanda impertinente.
– Ma secondo te, se al momento clou il principe azzurro, al posto di prenderti e portarti via sul cavallo bianco, prende il cavallo e se ne va che significa?
– Se ne va dove?
– Ti lascia, si mette sul cavallo e se ne scappa dopo averti fatto credere che era azzurro.
– Che sòla: non era azzurro! 😀

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#colazionibulgare

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Foto tratta dalla pagina di Colazioni bulgare

Io l’ho pensato più di una volta. Guardando in tv le classiche colazioni modello “famiglia del Mulino Bianco”, più di una volta mi sono gridata mentalmente “fai proprio schifo. Quando mai tu hai fatto una colazione così!?”. Parlo proprio io, che non faccio mai colazione e che al massimo inzuppo tre/quattro biscottini in un caffè macchiato. Io il culto della colazione non ce l’ho proprio: mi sembra di abbuffarmi a prima mattina… E poi, a un certo punto – zacchete – ho pensato di non essere la sola che guarda a quelle colazioni da sogno e dice: “ma come cavolo fanno?!”. A dire il vero, la convinzione che la colazione fosse obbligatoria la mattina mi era balenata per la mente apprendendo che qualche amica – tra una colazione e l’altra – ha trovato l’amore della sua vita. E ok. Ma con le mie colazioni, quelle tipo “Bridget Jones” alle sette del mattino con il pigiamone davanti alla tv con un caffè macchiato e i biscotti, come la mettiamo?
Poi gira e gira, e faccio la più grande scoperta degli ultimi tempi: una pagina su Facebook che deve essere stata creata da persone geniali che, come tutte le persone che popolano con successo il mondo del web, hanno il pregio di non prendersi mai troppo sul serio. Ed ecco a voi – da me che difficilmente faccio pubblicità anche a me stessa – #colazionibulgare: uno strano hashtag per indicare le colazioni più assurde e strane direttamente dagli utenti del web. La pagina nasce dalla convinzione che non tutte le colazioni – specie quelle del lavoratore medio – sono belle o da condividere su Instagram. La pagina, che deve avere attirato l’attenzione di qualche editore fin dal momento della sua nascita – ha indetto anche un singolare contest: quello della colazione più triste della storia. Il fortunato vincitore (o lo sfortunato colazionista) vincerà una copia del libro “Nutella Nutellae” di Riccardo Cassini (autore per me famosissimo dopo aver letto il fortunato “Veni, vidi, wc”). Allora, siete pronti a vincere? 🙂

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il principe azzurro

Avviso ai naviganti: questo è un post di risposta a una provocazione, nata prima di persona e poi portata sul web (trovate qui il post e la persona a cui faccio riferimento).

La domanda, a bruciapelo, arriva in una calda serata di agosto. Sono i primi giorni del mese, a passeggio per una città vestita a festa, si parla del più e del meno e, improvvisamente, parlando di una conoscente, lei – quella che ha scritto il primo post – si ferma, mi guarda e comincia a parlare: “quello il guaio è che il principe azzurro non esiste!”.
Non l’avesse mai detto. Si comincia a ridere e poi a fare le ipotesi più assurde e, a tarda notte, nasce la proposta: scriviamo queste considerazioni sui nostri blog. Le persone saranno d’accordo o no? Proviamoci

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Allora. Premetto che io concordo sulla sua frase ma solo parzialmente. Cioè il principe azzurro non esiste in quanto principe che ci hanno sempre descritto le favole. Cioè, dico io, se uno venisse a casa vostra vestito di azzurro, con una calzamaglia addosso, una maglia aderente e gli stivali bianchi su un cavallo bianco, voi cosa fareste? Io lo so. Direste candidamente “questo è gay” (cit. Zelig). A questo proposito cito solo una moda dell’estate scorsa: le T-shirt “il principe azzurro è gay”. Ve le ricordate le magliette con quella scritta?
E comunque, indipendentemente da quello che pensereste voi sul principe e sul suo abbigliamento, una cosa ve la dico io: state pur certe che mai nessuno – se non a Carnevale – si presenterà sotto casa vostra vestito di azzurro e con un cavallo bianco.
Che poi, scusate la divagazione, ma voi donne (mi ci metto pure io), voi che vi ostinate a dire che il principe azzurro non esiste, vi sentite principesse? Sì? E avete già comprato la scarpetta di vetro trasparente? 🙂
Riflessione finale: e se, considerati i tempi, la principessa indossasse gli short/mutanda con top-stringi-ciccia e il principe portasse pantaloncini corti, canottiera, e infradito? Ben venga, ma a patto che, come nelle favole riattualizzate, sarà l’amore a trionfare. Quello, indipendentemente dai tempi, dovrebbe essere sempre lo stesso! 🙂

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freddo e neve

Fa freddo. Nevica. Grandina. Dai media piovono notizie utili, di servizio, relative al traffico, alle precipitazioni nevose, alle strade chiuse, ai morti per freddo.

Non chiedo di cancellare le brutte notizie relative al freddo di questi giorni. Ma una domanda me la pongo: il sano stupore, quello classico dei bambini, del risvegliarsi e trovare un Paese pieno di neve esiste ancora? La gioia di vedere una coltre bianca dove il giorno prima c’era il verde o i fiori della primavera quasi alle porte. Le risate di chi improvvisa un pupazzo di neve dove sono?

 

 

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