risponde la segreteria telefonica…

Risponde la segreteria telefonica del numero XXXXXXX. Al momento non siamo in casa. La invitiamo a lasciare un messaggio dopo il segnale acustico”.

Quante volte avremo ascoltato questo – per me odioso – messaggio automatico? Era in voga negli anni Novanta. La segreteria telefonica sembrava una tecnologia di cui non si poteva fare a meno. Telefonavi alla persona più semplice del mondo e, dopo un paio di squilli, paffete ecco il simpatico messaggio, sempre lo stesso, ma riciclato in diverse salse: “non siamo in casa”, “al momento non possiamo rispondere”, “lascia un messaggio e ti richiamo”.

Oggi apprendo dal Corriere della Sera che le segreterie telefoniche, quelle ancora usate, sono destinate ad andare in pensione: sarebbero state rimpiazzate dai messaggini sul cellulare, Facebook, Blackberry… Da tutte le forme di comunicazione imposte dalla moda dell’always on, quella mania di essere continuamente rintracciabili da tutti tramite quelle che io adoro definire le nostre protesi comunicative.

Leggendo la notizia mi sono chiesta:  chissà quanti messaggi sono stati lasciati in segreteria e mai ascoltati dalle persone a cui erano diretti; e chissà quante persone avranno lasciato un messaggio a un numero sbagliato! Perché me lo sono chiesta? Beh, io sono una di quelle che, ancora bambina, lasciò un bel messaggio in segreteria a una persona sconosciuta al posto di lasciarlo alla persona a cui era realmente diretto. Ricordo benissimo: fu un bel monologo (ecco perché ho sempre odiato la segreteria: mi costringeva a un monologo come una stupida) infarcito di serie prese di posizione sul tema di un balletto a scuola alle elementari. Ricordo ancora la foga con cui aprii l’elenco telefonico, pescai il nome che credevo fosse giusto, composi il numero sul tastierino del telefono e cominciai a parlare dopo il famoso bip della segreteria. Non mi feci sorprendere dalla presenza della segreteria, nonostante fosse primo pomeriggio e la mia amichetta fosse a casa sempre a quell’ora con la madre casalinga. Anzi, pensai tra me e me, incavolata com’ero: “hanno pure la segreteria per evitare di rispondere al telefono”. Mi feci coraggio e cominciai a sciorinare le mie ragioni assolutamente indiscutibili sulla recita, sul body e sulle scarpette del saggio di danza. E terminai la telefonata con un “ciao, dopo tutto questo spero che mi chiamerai”. Ovvio che, dopo tutto quello, la telefonata di risposta non arrivò mai. L’indomani arrivai a scuola ancora più incavolata di prima con la ragazzina: non solo ti chiamo e ti spiego – le avrei detto – poi, dopo aver messo la segreteria telefonica, non ti degni neppure di richiamarmi. Caso volle che scoprii cinque minuti prima di incontrarla che avevo dimenticato clamorosamente una “i” del suo cognome. Chissà chi ascoltò quella infervorata telefonata. Qualcuno che, di sicuro, non telefonò neppure per dirmi “hai sbagliato numero”!

Per dovere di cronaca, anche io avevo una segreteria telefonica a casa. Ma la usavo principalmente per giocarci: era una scatola tipo registratore a cassette. Bianca e marrone. Adoravo registrare la mia voce impostata come quella dei tizi dei messaggi preconfezionati e poi riascoltarla, magari metterla come messaggio da far ascoltare ai miei conoscenti quando chiamavano. Ero un po’ vanitosa, questo sì 🙂

 

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in ironia, notizie, tecnologia

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...