Una vita da medianA

Sospendiamo ogni tema estivo, tipico da lettura sotto l’ombrellone o in barca e affrontiamo un altro tema (serio?): la vita da mediano.

Io lo penso da sempre (più o meno a fasi alterne): mi sento un mediano.

Il guaio è che io mi sento un mediano pur avendo sognato da sempre di essere un fantasista.

Volete mettere?

Il mediano, solitamente il più bassino e “curioso” della squadra, si sacrifica per tutta la partita, corre avanti e indietro milioni di volte lungo il terreno di gioco, è un settepolmoni, uno che si ammazza letteralmente di lavoro ma che segna raramente. Quello non è il suo ruolo; non ha i piedi buoni. Ha solo la forza e la caparbietà per andare avanti e per tirarsi dietro tutta la squadra.

Il fantasista, invece, è quello che può pure dormire per novanta minuti in campo, ma poi improvvisamente ti risolve la partita in dieci secondi con un gol che non sai mai se è frutto della tecnica, della bravura o della fortuna. Poi il fantasista solitamente è bello o affascinante (e ti credo: mica fatica allo stesso modo del mediano?!); è quello di cui parlano tutti, quello che finisce nei titoli, sui giornali, sulle riviste di gossip…

Il fantasista ti risolve le partite; è quello che può passare pure tutta la partita a dormire ma in pagella si ritrova sempre il 7 per quel gol, magari l’unica palla toccata in una partita intera.

Il mediano lavora nell’ombra, raramente è sotto i riflettori; ma se non c’è lui la squadra difficilmente gira. Il mediano la palla deve darla a chi finalizza il gioco.

Il fantasista è sotto i riflettori; se non c’è lui si gioca uguale. Ma il fantasista ti può regalare una giocata di classe o una “cacciata” che può valere una partita intera. Il fantasista è spesso egoista: la palla non la dà ad altri che finalizzano il gioco. Al fantasista si passa il pallone perché finalizzi. Il fantasista, spesso, ha stipendi da urlo.

Il mediano, se ci pensiamo bene, è quello più simpatico però. Quello per cui, sotto sotto, facciamo un po’ tutti il tifo. E’ una persona discreta, quasi mai sopra le righe, uno che fa il suo lavoro come fosse una missione. Uno che raramente segna. Ma lo notano in pochi.

A me, per esempio, i mediani stanno simpatici. Sarà perchè io, negli ultimi periodi, mi sto sentendo sempre più un mediano, una che non finalizza, l’eterna seconda. Per la serie “sì, tu sei brava, ma c’è sempre uno che – per svariati motivi – sta un gradino più in alto” (magari proprio il fantasista ;)). Quindi, sempre seconda resto.

Direte voi: meglio seconda che terza, no? Ma perché, aggiungo io, la prima non la posso fare? 😛

Come non ascoltare adesso Ligabue con la sua “Una vita da mediano”?

Una vita da mediano
a recuperar palloni
nato senza i piedi buoni
lavorare sui polmoni
una vita da mediano
con dei compiti precisi
a coprire certe zone
a giocare generosi
sempre li’
li’ nel mezzo
finche’ ce n’hai stai li’
una vita da mediano
da chi segna sempre poco
che il pallone
devi darlo a chi
finalizza il gioco
una vita da mediano
che natura
non ti ha dato
ne’ lo spunto della punta
ne’ del dieci che peccato
li’
sempre li’
li’ nel mezzo
finche’ ce n’hai stai li’
stai li’
sempre li’
li’ nel mezzo
finche’ ce n’hai
finche’ ce n’hai
stai li’
una vita da mediano
da uno che
si brucia presto
perche’ quando hai dato troppo
devi andare e fare posto
una vita da mediano
lavorando come Oriali
anni di fatiche e botte
e vinci casomai i mondiali
li’
sempre li’
li’ nel mezzo
finche’ ce n’hai stai li’
stai li’
sempre li’
li’ nel mezzo
finche’ ce n’hai
finche’ ce n’hai
stai li’

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10 commenti

Archiviato in diario, ironia, riflessioni, sport

10 risposte a “Una vita da medianA

  1. Beh almeno qui bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare. Tutto si potrà dire sul calcio eppure è l’unica attività dove conti davvero la meritocrazia. Non si è certo delicati con un giocatore solo se è bello, basta che faccia bene il suo dovere. Come altrettanto falso è dire che conti di più il fantasista del mediano. 1° perché al fantasista la palla la passa il mediano e 2° perchè deve dimostrare di meritarsela e di farne buon uso. Nel calcio assistiamo a delle demolizioni che non accettano alcuna attenuante (la bellezza, l’intelligenza o la resistenza). Se non fai il tuo lavoro, mediano o fantasista, stai a casa.
    E non è vero che il pubblico osanni solo chi faccia il gol (per fortuna il pubblico italiano è più competente in materia calcistica che in politica). Il pubblico sa bene che il fantasista è importante quanto il mediano.
    Che dire se no dell’affetto dimostrato a Baresi dei tifosi?
    Ligabue ci casca e la metafora risulta del tutto stiracchiata (almeno per chi, al contrario di me, capisce di calcio.
    🙂

    • Mukele, sono d’accordo con te. Parzialmente, però. Non dimenticare che la mia è la prospettiva di chi aveva da sempre sognato di essere fantasista, al massimo attaccante, e che – invece – è un semplice mediano.
      Baresi, Oriali e qualche altro… secondo me sono solo delle eccezioni: sono dei mediani osannati, oltre che particolarmente bravi. Il mio è un mediano “medio”, uno che pochi lo notano perché è quello che lavora nell’ombra, uno che magari anche per carattere non ama i riflettori. 😉

      • Beh, un fuoriclasse è indifferente in che ruolo gioca. Un medio invece, sia terzino o mediano o fantasista, è presto dimenticato.
        Anche in questo il calcio è spietato ma giusto. E lo dico pur non amandolo.
        Anche se concordo su te che una squadra non può essere fatta da fuoriclasse. Anche loro andrebbero quindi citati, questo sì, Giusto perchè la squadra è la squadra 🙂

        • Esatto, è proprio quello che intendevo dire con questo post: la squadra è composta anche da elementi “medi” che lavorano tanto, anche se poi magari non sono delle grandi star. Ma quando i “medi” diventeranno star? E soprattutto: lo diventeranno mai? 😉

  2. Guarda, secondo me, e per fortuna. La star è sintomo dell’individualismo più sfrenato. Sarebbe come dire che alle Termopili i Persiani sono stati fermati da Leonida. UN greco non avrebbe pensato come noi. Questa della divinizzazione del singolo a scapito della squadra è tipicamente Americana. Il cow boy che lotta contro tutti e vince. Prima ce ne liberiamo e meglio sarà 🙂

  3. Non è capisco di calcio e non amo la canzone di Ligabue.
    Mediano o fantasista sai benissimo quanto vali, avrai i tuoi tempi e il tuo tempo.
    Sei brava e lo sai 🙂

  4. Il bello è che abbiamo fatto tutto ‘sto casino per il calcio che poi (sia detto tra parentesi) mi fa schifo.
    🙂

    • Nooooo, mukele, dopo tutta questa discussione non puoi dire queste cose! 🙂
      In effetti a me, restando in tema calcistico, viene in mente anche “La dura legge del gol”. Quel concetto è difficile da mettere in discussione. Almeno quello! 😉

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