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i primi caldi

Vorrei proporre un minuto di riflessione a tutti i – pochi – lettori di questo blog.

Riflettiamo su tutte quelle persone che da stamattina – primo vero giorno di caldo primaverile – stanno sfoggiando già copricostume o costumi addirittura pure per recarsi a fare la spesa al supermercato.

Un minuto di riflessione per tutte le donne che da stamattina ho incrociato già vestite come se fosse agosto, con maglie a giromanica, gonne di cotone, senza calze, con sandali e piede in perfetta forma.

Riflettiamo anche – e qui ci vuole più di un minuto – sugli uomini che da stamattina avete incrociato in pantaloncini corti e t-shirt che definire estiva è un eufemismo. (Fortuna che non sono ancora “‘usciti” i sandali!)

A questo punto, solo due – prometto brevi – riflessioni:

1. Ma questa gente ha i panni estivi perennemente dietro la porta dell’armadio? Tipo aprono la mattina l’armadio e cadono i panni giusti a caso? No, giusto per sapere: a me cadono sempre quelli sbagliati…! 😦 Come cavolo fanno queste persone – ad appena mezzora dall’inizio del caldo – a sfoggiare già tutto il guardaroba estivo che normalmente uno tiene da parte per effetto del cambio di stagione? Sarà che, poichè non esistono più le mezze stagioni, io sono rimasta una delle poche a farlo? 🙂

2. Ma queste persone non beccano mai raffreddamenti o cose del genere? Questi sono inconvenienti che capitano sempre solo a me? Un po’ di sana invidia a questo punto ci sta tutta! E poi, mi chiedo io: ma non hanno freddo? Ok, farà anche caldo. Ma alle 12, non certo alle 8 del mattino…

Vorrei proporre anche una riflessione finale. Diciamo un post di riflessione. Pensiamo a tutti quei metri di grasso accumulati amabilmente nel periodo invernale e coperti alla grande dagli strati di maglie e piumini e che, adesso, con il caldo alle porte, cominciano ad affacciarsi timidamente – si fa per dire “timidamente” – da scollature, girovita e maglie… 😦

Ci state pensando? Beh, io sì! 🙂

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è carnevale

Arriva il carnevale. E come ogni anno è un esplosione di suoni, colori, animazioni e di… cerchi!  Non so voi, ma io ho sempre vissuto questa festa con entusiasmo misto ad  angoscia, l’angoscia di quell’antipaticissimo cerchio che le bambine devono sopportare ogni anno per far mantenere largo il loro vestito. Avete presente?

Vestite da spagnole, principesse, regine… cambia molto ma il tratto in comune è sempre lo stesso: un cerchio di ferro che, infilato nel bordo del vestito che poggia a terra, consente di mantenere il vestito dritto. Personalmente ho sempre odiato il carnevale per il cerchietto, tanto da convincere chi mi vestiva a farne a meno. La vedo una cosa innaturale e brutta. Ma voi avete mai visto una principessa con un filo di ferro per far mantenere il vestito? Io nelle fiabe no, solo a carnevale.

Un’altra cosa che mi ha fatto sempre inorridire del carnevale sono i vestiti da spagnola, quelli tutti pizzi e merletti che trasformano anche la più bella  delle bambine in una figura omologata e uguale a tutte. E poi quel nero, quei pizzi e merletti neri della spagnola che tormentano ogni festa di carnevale o ogni sfilata alle più piccine… Un incubo!

E vabbè, forse – se a carnevale ogni scherzo vale – magari valgono anche le varianti a questi vestiti! 🙂

Buon carnevale a tutti!

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primi caldi

Primi caldi, primi giri al mare, prime uscite fuori porta. E’ tempo di mettersi in mostra, di cominciare a fare palestra, di mettere – ahimè –  in vista anche i chili di troppo accumulati durante l’inverno.

E non fate la faccia storta. A chi non è capitato di imbattersi in quantità di grasso impressionante che scivola tra la vita bassa e le maglie sempre più strette? Non ditemi di no, vi riterrei troppo fortunati. Oramai io per strada mi fermo e osservo. Ne osservo di tutti i tipi e di tutte le specie (di grasso, s’intende!). Alla base c’è l’analisi impietosa di una società in cui perfino le quindicenni – che ai miei tempi erano magrissime – adesso vanno in giro con pance traboccanti. Sarà la moda? Comincio a credere di sì. I jeans si sono ristretti e accorciati: vita bassa, bassissima, super aderenti e anche le gambe si sono ristrette. Almeno con la gamba larga uno poteva sperare di spalmare lì il grasso in eccesso. Invece con gli ultimi modelli di jeans anche il polpaccio ha bisogno di una dieta ferrea altrimenti nel pantalone non entrerà mai! A me, per esempio, i jeans di ultima generazione non entrano proprio: si fermano ai piedi! 😀

Questione di moda, dicevo. Credo proprio che sia così: le maglie sono sempre le stesse, forse un po’ più corte e leggermente più strette. Dovrebbero lasciare in vista l’ombelico; nella maggior parte dei casi lasciano in vista una pancia un po’ più grassottella del previsto. Vogliamo parlare poi delle giacche corte, quelle che arrivano a coprire giusto il seno e che non fanno altro che mettere in mostra impietosamente i chili di troppo? Potremmo poi parlare delle scarpe. Avete notato che certi sandali stringono così tanto il piede da farlo sembrare una braciola?

Una nota a parte meritano a mio avviso i top. Forse ci scriverò uno dei prossimi post. Ma come non citare, almeno solo per una nota di colore, tutte quelle che al primo caldo sono uscite di casa con i top? Secondo voi ad agosto cosa indosseranno?

Come chiudiamo? Con una canzone di Max Pezzali che credo sia perfetta per il post: la lunga estate caldissima.

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è carnevale!

Piovono colori da ogni angolo della strada. Una pioggia di carta colorata rallegra l’atmosfera pesante di pomeriggi piovosi che dovrebbero cedere il passo alla primavera. Lunghi fili colorati si intrecciano ai piedi mentre cammini per strada. E’ carnevale, la festa in cui ogni scherzo vale. Il giorno più amato dai bambini, che amano travestirsi, indossare i panni dei propri idoli, togliere i panni di bambini seri e vestire quelli di chi ha solo voglia di scherzare, ballare e divertirsi. Io Carnevale l’ho sempre intesa come la festa dei bambini. Ricordo ancora  a memoria tutti i miei vestiti di carnevale. Il più bello, per me bambina che lo avevo atteso tanto, quello di Minnie, il mio idolo. Il più sfizioso? Quello da uva: una tutina beige con tanti palloncini addosso a fare da chicchi d’uva. Una gioia per una bambina essere avvolta dai palloncini. Poi mi ricordo, nell’ordine: il vestito da farfalla, da rosa, da cappuccetto rosso, da zingara, da signora del can can, da orologio e – l’ultimo – da spagnola. Ma una spagnola diversa dal solito, eh!

Non lo so perché ma io ho sempre odiato i vestiti da spagnola. Quelli tutti pieni di drappi e di merletti di un – per me volgarissimo – nero e rosso che stona proprio sul volto di una bambina. E che dire poi di quel velo in testa? Orribile! E vogliamo parlare di quell’orribile cerchio che mettevano per far mantenere larghi sotto al bordo i vestiti di carnevale quando eravamo bambini? Un orrore: passavi tutta la giornata a  camminare come una cretina con un cerchio tra i piedi solo per mostrare il vestito bello largo. Io ne ho sempre fatto a meno. Ne andava della mia salute mentale! 😛

Buon carnevale a tutti!

 

 

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