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tipi da facebook 2.0

Foto: aciclico.com

Foto: aciclico.com

Dovevo resistere: lo avevo promesso e me lo ero promessa. Ma poi non ho resistito per la seconda volta. I tipi da Facebook sono troppi e allora ecco un altro piccolo elenco, di quelli che mi sono resa conto di aver tralasciato nell’ultimo post.
Il leone da tastiera. Dietro lo schermo del pc, tastiera alla mano, è un leone. Pronto a insorgere contro tutti e contro tutto. Solo al pc. Nella vita normale si trasforma e diventa un agnellino. Sulla tastiera batte parole che compongono vere e proprie offese o vere e proprie dichiarazioni. Mai confermate di persona. Quando lo incontri hai la sensazione di aver letto cose scritte da altri. Ma vuoi vedere che il leone da tastiera ha qualcuno a casa che scrive e agisce per lui?
Lo smemorato. È l’amico del liceo o delle scuole medie che, appena sbarcato su Facebook, ha chiesto l’amicizia all’intera classe. On line non fa altro che ricordarti episodi che forse ha appuntato sul quaderno per quanto sono vivi nella sua memoria. Non disdegna inviti a pizzate e caffè collettivi. Ma se lo incontri per strada non ti saluta. Forse non ti riconosce. Ma no, non è possibile: su Fb c’è la foto. E allora vuoi vedere che la foto è tanto diversa da come siamo realmente?
L’aspiranti fotomodello. Uno che – come si dice dalle mie parti – è su Facebook per spararsi le pose dalla mattina alla sera. La mattina si alza apposta per fotografarsi. In varie pose, in vari luoghi. All’appello manca solo il bagno. Cioè no: il bagno c’è, lo si intravede dallo specchiomentre l’aspirante fotomodello è in posa davanti allo specchio. Una volta davanti allo specchio del bagno si era soliti fare barba e capelli. Oggi si fa il selfie (e su questo vi rimando qui). Perché in fondo l’aspirante fotomodello adora avere un fotografo e una reflex a disposizione. Ma non disdegna il magico mondo del selfie.
Il maniaco del cibo. Facile individuarlo: posta piatti, bicchieri e ciotole pieni dalla mattina alle 7 fino a quando va a dormire. Fotografa l’impossibile per postarlo su Facebook. Ma la sua piattaforma preferita resta Instagram con l’hashtag #foodporn. Gli scatti ritraggono piatti succulenti comprati e realizzati con le sue manine d’oro. Restano ore e ore in linea ma offline per vedere chi cliccherà “mi piace”.
Il polemico. A lui non sta bene niente. Né una cosa, né il suo contrario. È polemico per definizione. E ha una caratteristica: i problemi non tende a risolverli. Forse non ci tiene neanche a cambiare le cose. Se le cose cambiassero davvero, lui smetterebbe di fare polemica. E che senso avrebbe poi la sua vita?
L’onnipresente. Vi aggiorna su tutto quello che fa ogni ora. È solito esordire la mattina presto con un “buongiorno mondo. Mi sono appena alzato. Ora vado a fare colazione”. Ecchissenefrega, direste voi. In fondo è proprio così. Non gli risponde nessuno ma lui continua. Dopo la colazione annuncia la doccia, poi che va a rifare il letto, poi che va a lavoro, poi che si sta scocciando a lavoro… insomma, una vita sotto i riflettori del popolo di Facebook.
Lo scrittore. Le nuove tecnologie hanno peggiorato per certi versi il genere umano. La possibilità di stampare e pubblicare libri è dietro l’angolo per tutti. E lo scrittore è colui che, avendo sognato successo per anni, dopo essere riuscito a stampare uno di quei libri autoprodotti, si autopromuove dalla mattina alla sera su Facebook. Che poi nei post di autopromozione non sia capace di unire correttamente soggetto, predicato e complemento… beh… quello è solo un dettaglio. O forse una licenza poetica da scrittore 🙂

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Tipi da Facebook 1.0

facebook-friends-3211Un post volevo scriverlo già giorni fa. Poi la mia tendenza alla non omologazione mi aveva portato a trattenermi. Un post sui dieci anni di Facebook no, mi ero detta: ne stanno parlando troppo, tutti e dappertutto. Se mi ci metto pure io…
Poi, vi confesso che stamattina non sono riuscita a trattenermi: gli spunti sono troppi. E allora via anche all’omologazione: non ci posso fare niente se sull’argomento mi va di scrivere.
Ebbene sì, dieci anni fa è cambiata la nostra vita. In meglio o in peggio? Difficile a dirlo. Ci sono fatti, vicende di cronaca, storie, amori, situazioni che forse senza l’ausilio della diavoleria di Mr Zuckerberg neanche sarebbero nate. Io però non sono un’apocalittica (e se qualcuno ha avuto il coraggio di leggermi fin qui se ne sarà accorto): se un fatto doveva avvenire sarebbe avvenuto comunque. Anche i social media sono solo delle nostre protesi tecnologiche. Il problema – e lo ripeterò anche fino alla nausea – è l’uso che se ne fa. C’è gente che si maschera dietro i social network per fare ciò che nella vita normale mai farebbe. Sono quelli che si fanno schermo con Facebook per dire/fare cose che nel quotidiano sono abbastanza lontane dal proprio modo di essere. È come se l’intermediazione del computer a volte ci desse una forza in più: per parlare, per attaccare, per prendere posizione, per dichiararci…
Ma ne abbiamo viste e sentite in anni di Facebook. Io mi sono divertita a inquadrare alcuni tipi di personaggi. Li esploriamo assieme? 😉

Il poeta. Quello che nella vita normale manco sa chi è Shakespeare ma su Facebook è un dio della poesia. Condivide a manetta frasi sensate – e per il suo modo di essere è già tanto – di poeti contemporanei e non, saltando con grande semplicità da un secolo all’altro della letteratura
Il filosofo. Nella vita normale sai che per ogni occasione ti dispensa un consiglio che non è frutto del suo sacco ma di proverbi antichi. Il filosofo mantiene intatta la propria personalità anche su Facebook. Alla voce “a cosa stai pensando?” scrive due/tre volte al giorno con una precisione maniacale i proverbi della nonna, lanciando zeppate a destra e a manca.
Il Facebook-addicted. Quello del “ma se ci frequentiamo perché non lo hai scritto su Fb?”. Semplice la risposta; difficile ficcargliela in testa. L’esemplare in questione inonda la sua bacheca e quelle altrui con foto, post, tag e geotag di improbabili feste a cui ha partecipato, per la gioia dei suoi amici virtuali. Il Facebook-addicted è solito anche cancellarti dalla sua schiera di amici virtuali nel momento in cui pensa di volerti cancellare dalla propria vita. A quel punto un solo dubbio lo assale: cancello o blocco?
L’esistenzialista. Nella vita comune è un normale individuo. Su Facebook è un depresso. Posta link tristissimi, è cupo, deluso dalla vita e dal mondo intero. È solito postare status con tre puntini sospensivi che, nella sua idea, dovrebbero lasciare intendere al mondo intero la sua tristezza inconsolabile.
Il genitore. Quello che impazzisce talmente tanto per il proprio bambino, grande o piccolo che sia, da postare anche foto del fanciullo mentre è sulla tazza del bagno. Puoi passare serate intere a spiegargli che questa cosa di postare foto di minori on line non va bene. Lui ti guarda, acconsente, ti dice “hai ragione, ma questi sono proprio matti”. Poi torna a casa e pubblica altre foto di suo figlio. La logica è semplice: le foto dei minori no, quella di mio figlio sì. Il suddetto esemplare è solito annunciare al mondo Fb la nascita del proprio pargolo con tanto di foto e annuncio in grande stile, dopo aver mostrato al mondo alcune ecografie durante la gravidanza. Manca solo il video del parto e poi siamo al completo!
Il maniaco. In senso buono, si intende. Al maniaco solitamente piace tutto. Tutto. Tutto quello che postate, scrivete, fotografate. A volte siete tentati di scrivere cose orribili o di postare foto che fanno schifo (usiamo un eufemismo!). E poi con grande stupore scoprite che gli piace anche quello. È maniaco in senso buono perchè gli piace tutto di tutti. Il suo “mi piace” è come sentirsi parte del mondo, gridare al mondo “anche io esisto e approvo quello che ha scritto costui”. È mania di protagonismo. A modo suo, s’intende. Molto a modo suo.
Il cretino. È colui che ti chiede l’amicizia. Un perfetto sconosciuto. Se accetti ti tampina in chat con un “ciao, scusa, ti posso conoscere” (senza neppure il punto interrogativo. Evidentemente dalle sue parti non si usa!). Se non lo accetti fa la stessa cosa. Solo che il suo messaggio finisce nello spam. Ma non è colpa sua. È il cretino della strada in versione 2.0 che anziché sfrecciare in moto o sghignazzare per strada con le amiche alla ricerca del pollo/a di turno, si è spostato on line. Meno fatica e ancora meno originalità. Ahiahiaia
Il persecutore. Uomo o donna che sia, è la razza peggiore che circola on line. Sempre per la logica per cui un “no” on line ad alcuni sembra molto più soft di quello off line. Sono amici, uomini, donne o semplici conoscenti. Gente che non vedi da una vita. Gente che ti ripesca su Fb e ti tratta come una vita fa. Perseguitandoti con inviti a cena – magari anche nella nuova casa in città che divide con moglie e pargoli -, cinema, a vedersi, a prendersi un caffè. E dopo un “no”, si ricomincia. Ma, cavoli, ci sarà un motivo se uno in tanti anni si era perso di vista e mai più risentito?!

Basta, sto diventando troppo prolissa. Forse continuerò l’elenco. Anzi no, lancio la sfida ai miei amici di blog: chi più ne ha più ne metta!
Intanto, meglio precisare che ogni riferimento a persone o cose è puramente casuale. Avrete capito che su questo blog non parlo mai dei fatti miei! 😉

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