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#legrandiverità – Quando ti accorgi che…

Quante volte siamo finiti in una storia sbagliata? E non parliamo di amore. Ma di amicizia, di conoscenze, di “rapporti di convenienza”. Quante volte abbiamo investito tutti noi stessi per far venire fuori chi siamo e cosa vogliamo? E quante volte ci siamo sentiti sbagliati? Quante volte ci hanno fatto sentire sbagliati perché non hanno dato valore a cose per noi importanti?
Ecco, per la serie #legrandiverità, non dimentichiamo mai questa cosa:
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Archiviato in amore, citazioni, diario, emozioni, pensieri, riflessioni

un punto di osservazione

Da dove si parte? Da una semplice riflessione che facevo ieri, di ritorno a casa. Negli ultimi tempi (vedi post sul suono della campanella) ho sviluppato maggiori capacità di osservazione. Mi diverto a guardare la gente, a osservarli nei loro gesti quotidiani, nelle loro corse affannate, nelle loro perdite di tempo in attesa di qualcuno, nei loro modi di fare, di parlare, di gesticolare, nelle loro ansie e nelle loro paure. La mia era una riflessione spontanea al termine di una giornata trascorsa in mezzo a luoghi spesso affollati. Non ci avevo fatto caso più di tanto. Poi, improvvisamente, ho avuto l’ispirazione per un post.

Ma voi, vi siete mai soffermati a guardare gli altri in luoghi affollati? Ognuno ha le sue manie, i suoi tic, le sue ansie, le sue paure, le sue attese. Ognuno è immerso nei suoi pensieri, pur condividendo lo stesso spazio con tantissime altre persone. Si è isolati dal mondo, pur essendo immersi in spazi con potenzialità sociali altissime. E se non sono i pensieri a isolarci, ci pensa: l’ipod, con la musica ad altissimo volume che ci accompagna durante il viaggio e ci spinge a pensare a chissà cosa; il normalissimo giornale, con persone che vedi immerse addirittura con la testa dentro al giornale aperto, finanche a nascondere il proprio viso; il cellulare, con conversazioni spesso infinite, ancora più spesso ad altissimo volume che spingono il vicino a sentire tutti i cavoli tuoi; e proprio l’origliare quello che dicono gli altri diventa un nuovo motivo di distrazione; poi c’è il libro che, comprensibilmente se si tratta di un bel libro, isola completamente dalla realtà esterna… Tante tipologie di distrazione; tutte per un viaggio, un semplicissimo viaggio anche solo di pochi chilometri.

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tempo di citazioni

E’ tempo di citazioni. Non si può fare altrimenti. Tempo fa mi sono appassionata ai proverbi napoletani: dicono sempre cose, in quattro parole, che esprimono al meglio un concetto, un ideale, quello che pensi!

Vi ho mai parlato del fatto che “o’ cavall bbuon s ver ‘ncopp a via long“? Vabbè, questo detto popolare, per il contesto spaziale e temporale in cui è stato detto, e per la pertinenza a determinate tematiche, meriterebbe un post a parte. Me ne occuperò prima o poi.

Questa volta, però, la mia attenzione si concentra su una massima inglese, letta da qualche parte un paio di giorni fa.

Una citazione che merita; merita approfondimenti e discussioni.

High-level people talk about ideas.

Mid-level people talk about events.

Low-level people talk about other people.

Mi piace. Nonostante io, inciuciona da sempre, corra il rischio di farmi inserire nel “low-level“. Ma poi dobbiamo dire anche che mi ritengo very “high-level” perchè ho l’abitudine di parlare all’infinito di idee e di ideali, rischiando di diventare un incubo per i miei interlocutori che spesso e volentieri mi rimproverano di essere troppo fuori dal mondo della realtà, troppo seguace di ideali e ideologie che, ahimè, non esistono più!

Poiché non voglio essere accusata di plagio, segnalo anche qui l’intervento su un altro blog sullo stesso argomento. Sono certa che la mia amichetta di blog (e non solo) non mi accuserebbe mai di plagio. Ma non si sa mai…  Non ci sta niente da fare: spesso si finisce per pensare le stesse cose allo stesso momento. Ed è proprio in quel momento che uno deve cominciare – seriamente – a preoccuparsi. 🙂

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