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“La giustizia non è di questo mondo”

Capita, mi capita spesso di pensare, quando va tutto storto, che “la giustizia non è di questo mondo”.

Fino a qualche minuto fa credevo che la frase fosse una invenzione del mio professore di storia. Ricordo ancora la scena.

– “Prof. io credo di meritare il 9 quest’anno in storia. Ho studiato di tutto e sono stata sempre preparata quando mi avete interrogata”

– “In effetti hai ragione. Hai studiato tanto”

– “Bene, sono contenta”

– “Però se a te metto il nove al tuo compagno di classe lì devo mettere 10”

– “E perché? In base a quale criterio?”

– “Perché decido io”

– “Professore, ma non è giusto”

– “Impara: la giustizia non è di questo mondo”

Fu in quell’istante che diventai adulta in un sol colpo. All’istante odiai il professore che mi aveva risposto senza dare una valida spiegazione ai miei dubbi. Odiai quella che per me era una vera e propria ingiustizia. Odiai il tono con cui me lo disse. Odiai la sua faccia compiaciuta da persona adulta che si scontra con l’ideale di giustizia e legalità che un’alunna poco meno che diciottenne può avere. Ora, con il senno di poi, sento di dovergli un “grazie”.  Grazie perché quella frase ha cominciato a farmi aprire gli occhi sulle ingiustizie quotidiane, quelle più banali e quelle di un livello più alto. Grazie perché ogni volta che penso di aver subito un’ingiustizia penso a quella frase, alla scena, e comincio a sorridere di colpo, dimenticando tutto.

Ps: Ho appena scoperto che la frase è una delle citazioni più famose del film “Il marchese del grillo”.

 

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dubbi sull’informazione

L’informazione sembra oramai svuotata di senso. Se ne parla tanto, forse troppo; ma quanto si fa informazione? Quanto si fa giornalismo, nel vero senso della parola? Quanto giornalismo serio esiste nel nostro Paese? E, soprattutto, esiste l’informazione vera, quella con le iniziali maiuscole, quella che troviamo sui manuali?

Io la risposta ce l’ho: è la risposta di chi è oramai scettico sulle potenzialità di un mondo dell’informazione che sembra sempre più alla deriva; un mondo poco libero, poco etico, poco responsabile, sempre più legato ad esigenze diverse e mai rispondente all’ideale del cane da guardia della società. Certo, non bisogna fare un solo fascio di tutta l’erba: su questo sono d’accordo. Ma la mia sensazione è che negli ultimi tempi si faccia solo un grande caos attorno al mondo dell’informazione.

Le parole “giornalismo” ed “informazione” sono sulla bocca di tutti; ma quanto si fa informazione?

E’ un post di domande, più che di considerazioni. Nel frattempo medito; mi ritiro a pensare su una professione sempre più affascinante sulla carta e sempre più difficile e complicata nella realtà. Ma l’ideale di giornalismo esiste davvero? C’è nella realtà?

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