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il magico mondo del selfie

selfie-cane-638x425Oggi vi parlo del selfie. Sì, lo so, sono arrivata con un anno di ritardo: il Corriere ha decretato il selfie la parola dell’anno 2013. E oggi siamo nel 2014. Proprio per questo io mi/vi chiedo: se è la parola del 2013 perchè oggi – e siamo nel 2014 – non smette nessuno di fotografarsi come un cretino davanti allo specchio e di postare le immagini più assurde e orribili della storia sui social network?
Inizialmente pensavo di aver visto qualcuno troppo masochista: sono brutto, mi fotografo e mi metto sui social network. Ok, forse un po’ troppo masochista; dietro ci sarebbe stata una logica assurda; ma che male c’è?
Poi ho notato che anche personaggi in vista del mondo dello spettacolo adorano il selfie. E poi alcuni brutti non sono.
Poi ho scovato anche la mia vicina di casa: un giorno – tra un cinguettio e l’altro… tadaaaa… noto un suo tweed. Un suo raro tweet. Lei è una che non twitta mai. Appartiene alla categoria di persone che sono sui social network solo per prendere appunti sulla vita degli altri. Quando vedo un suo tweet quasi mi meraviglio. Allora corro a leggerlo. Sarà forse il primo. Mi collego e scopro che il tweet ha degli hashtag e rinvia a Instagram. Che sarà mai? Un suo autoscatto allo specchio!!!
E allora mi sono rassegnata (forse ho solo capito come va il mondo e me ne sono fatta una ragione): va bene, è questione di moda. Ma – dico io – una moda migliore no?
No, ed ecco che poi oramai – dopo i vip e dopo i primi e timidi precursori – tutti hanno cominciato a fotografarsi da soli e a postare le proprie foto on line.
Sono stati avvistati perfino anziani e cani nel fantastico mondo del selfie. E allora, via: tutti davanti allo specchio, con lo smartphone a scattare le foto più strane della storia fotografica italiana. Via alle smorfie più assurde, quelle che involgariscono perfino un dolce visino e quelle che fanno sembrare deficiente anche un novello Einstein. Perché? Perché in fondo il selfie si porta e nessuno più sa farne a meno.

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immagine. stop al resto

A volte c’è bisogno anche di una pausa di immagini, oltre che di quella musicale.
(Sì, ok, lo so: sta diventando un blog di pause. Ma quando ci vuole, ci vuole).
E allora spazio all’immagine.
Aprile
Lunedì
Caldo
Spiaggia
Mare
Bagno
Costume
Sole
Napoli

NAPOLI

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Le foto che non avreste mai scattato in analogico :-)

Cari miei naviganti, vi avviso: oggi ho la vena un po’ polemica. 🙂
Leggevo poco fa il titolo di un pezzo pubblicato su corriere.it intitolato “Le 11 foto che non avremmo mai scattato (se esistesse ancora la pellicola)“.
Confesso: non ho neppure finito a leggere il titolo e già mi sono venute in mente milioni di idee e di critiche. Insomma, è proprio venuta fuori la vena di criticona che c’è in me.
Ma avete idea delle foto inutili che, da quando è cominciata la democratizzazione della fotografia, scattiamo quotidianamente? Io ne ho milioni. E ammetto anche un’altra cosa: sono diventata un’amante della fotografia solo in digitale. Cioè, se avessi dovuto comprare una macchina fotografica da professionista (o quasi) con il rullino probabilmente non lo avrei mai fatto. Con il digitale la bellezza è che non devi necessariamente stampare per vedere quello che hai scattato. E il cestino – direi per fortuna – è sempre a portata di mano. È il fantastico mondo della tecnologia, mi verrebbe da dire. Ma è da questa concezione che partono tutti i mali. Sapete quante foto inutili scattiamo, sapendo di selezionarle poi al pc e di poter gettare quelle che non sono venute bene? Tantissime secondo me! E secondo me il fenomeno digitale ha anche invogliato quegli assurdi scatti via webcam delle persone nelle pose più assurde: quelli che scattano solo foto dal proprio cellulare a se stesse per mostrarsi al mondo intero… È la moda dell’autoscatto che imperversa oramai da tempo sui social network con effetti – fatemelo dire – mostruosi!
E cosa mi dite poi delle foto scattate e postate on line in tempo reale a ogni cena, con tanto di geolocalizzazione? E dei dolci che ognuno di noi prepara e poi posta su Twitter, Facebook e Instagram alla ricerca spasmodica del “mi piace”?
Infine, consentitemi una divagazione e un commento alla mia amica di blog che oramai scrive quotidianamente della saga del principe azzurro (che poi a furia di sbagliare è sempre celeste o tendente al viola, mai azzurro): che ne dici del principe con autoscatto che si spara le pose sui social network? Mai incontrato? 🙂
Ok, per ora mi calmo.
Però una sintesi delle mie foto più assurde scattate solo perché “tanto è gratis” devo postarla!

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S4C e Liberi Rari Nantes, una bella storia di integrazione

Le buone notizie, si sa, sono sempre poche sulle pagine dei giornali. Ecco una bella iniziativa che merita la giusta attenzione perché mette insieme temi importanti, con la speranza di cambiare il mondo!

COMUNICATO STAMPA

Integrazione, sport, volontariato e recupero di aree dismesse. Le quattro tematiche viaggiano insieme nel progetto “S4C ed i Liberi Rari Nantes: verso il XXV Aprile”.

La Associazione Sportiva Liberi Rari Nantes (www.liberinantes.org) nasce nel 2007 per iniziativa di un gruppo di amici e si propone di dare accoglienza sportiva, a Roma, ai rifugiati, garantendo libertà di accesso allo sport per quanti, per motivi diversi, ma sempre e comunque drammatici, sono stati costretti ad abbandonare i propri paesi ed affetti. L’obiettivo è ridare una fetta di normalità alle loro vite perennemente in emergenza  e abbattere ogni possibile barriera. In fondo, giocare è tornare a vivere.

Shoot for Change (www.shoot4change.net) è un network internazionale di volontariato fotografico sociale che, tramite il connubio Internet-fotografia, ed una vasta diffusione internazionale, realizza – gratuitamente – reportage fotografici professionali per non-profit che non se lo possano permettere.

S4C e Liberi Nantes si incontrano, quindi, per raccontare le loro storie.

A cominciare da quanto sta accadendo a Pietralata, nella periferia romana, dove uno storico campo di calcio cade in rovina. Si tratta del famoso campo XXV Aprile utilizzato sin dal 1968 dalla Polisportiva Albarossa ed ora in evidente stato di abbandono.

Le autorità locali concedono ai Liberi Nantes l’uso del campo. Ma non c’è l’agibilità.

I Liberi Nantes raccolgono la sfida: renderlo di nuovo agibile e riportarlo all’antica e gloriosa vita

Il prossimo 25 Aprile sarà, quindi, annunciata al quartiere la decisione di recuperare il campo e di riportarlo in vita. Una vittoria potrebbe garantire non solo all’antico quartiere di mantenere una zolla di sport storica per la città, ma ai calciatori della Liberi Nantes di vincere la partita dell’integrazione.

Shoot for Change ci sarà e lo racconterà.

On line, all’indirizzo http://www.s4c.it/XXVaprile/parteI/, la prima parte delle foto dei Liberi Rari Nantes verso il 25 Aprile.

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