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ma a chi serve un invisible boyfriend?

Hai visto? È uscita un’App a mio avviso geniale con cui puoi praticamente fingere di avere un fidanzato”.
Quando una mia amica l’altro giorno mi ha detto questa frase con non poco entusiasmo, ho pensato di averla persa per sempre (l’amica mia, ovvio). Cioè: con che spirito vieni a dirmi una cosa del genere con entusiasmo? E soprattutto, perché lo dici a me?
A un certo punto mi sono passati milioni di pensieri per la testa. Ma la cosa che non quadra è una soltanto: forse, negli anni, le ho dato modo di credere che avrei avuto bisogno di un fidanzato per finta; uno che rispondesse ai miei messaggi e che potesse essere mostrato all’occorrenza, giusto per non dover rispondere in malo modo al fuoco di domande in quelle poche – rare o forse anche uniche – occasioni in cui amici, parenti e lontani conoscenti ti chiedono: “Ma tu non sei ancora fidanzata?” (primo magico passo nel repertorio delle domande da “Chi vuol essere interrogato”, seguito poi “Ma quando vi sposate?” e “Quando lo fate un figlio?” e ancora “Quando gli fate un fratellino?”).
Eppure con la mia amica pensavo di essere stata chiara. O quanto meno ero certa di averle dimostrato che a me non serve neanche l’appoggio/sostegno di fronte alle domande di chi si scandalizza sapendoti felicemente single alla soglia dei trent’anni.
Poi, che ci volete fare, la curiosità è donna. La notizia c’era. E allora mi sono messa a fare ricerche e ho trovato gli articoli con cui viene presentata la “rivoluzionaria” novità che – bando all’originalità – si chiama Invisible Boyfriend.
E sì, diciamoci la verità: forse avere un invisible boyfriend (un fidanzato invisibile) è un po’ il sogno di tutte le fidanzate disperate, di quelle che trascinano avanti una storia da secoli e che non vedrebbero l’ora di far sparire come per magia il proprio boyfriend e di vederlo apparire solo tramite telefono, forse sempre per non dover dare spiegazioni di tutto a tutti.
Però, scusatemi, ma a che serve un fidanzato invisibile? A ingannare familiari petulanti e amici inopportuni – dice la presentazione. Ma – fatemi capire – io per ingannare familiari e amici devo trovarmi un fidanzato invisibile, mediato da una app e pagare per il servizio (con venti euro al mese ci paghi un ottimo abbonamento per il cellulare!)?
Vi prego: ditemi che è uno scherzo anticipato di San Valentino!

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Saldi, c’è chi fa shopping con il fidanzato

In the shopping mallGennaio tempo di saldi. Periodo di donne assatanate in giro per i negozi sole o in compagnia alla ricerca dello sconto che cambi loro la vita. Perché – diciamocelo chiaro – ognuna di noi ha in mente di acquistare un capo con i saldi; un vestito che magari non avrebbe mai acquistato a prezzo pieno, che magari non indosserà mai; ma un capo che vorrà tenere orgogliosamente in armadio per quell’occasione-che-non-si-sa-mai.
Sulle donne (ma anche uomini a dire il vero) che vanno a fare shopping in periodo di saldi e prendono letteralmente d’assalto i negozi ci sarebbe da scrivere un libro intero. Ce ne sono di varie tipologie. C’è la donna che si muove in branco: sono almeno 4/5 e diventano il terrore dei centri commerciali e delle commesse che sono costrette a veder loro provare il 100% della merce in dotazione prima di passare alla cassa qualche misero capo di abbigliamento. E poi c’è la categoria di donna su cui vorrei concentrare l’attenzione: la donna che fa shopping con il fidanzato. Una coppia reale del tipo che mi appresto a descrivere è capitata davanti ai miei occhi nel weekend. Ma tutte a me capitano?!? 🙂
Scena: negozio di intimo. Donne assatanate a caccia della biancheria al 50%. Fila chilometrica davanti allo stand con in bella mostra la taglia terza. Tra una sgomitata e l’altra la lei della coppia guadagna la prima posizione davanti allo stand e accalappia un paio di reggiseni. Un calcio a destra e una gomitata a sinistra e preleva dallo stesso stand anche una sottoveste. Il lui della coppia se ne sta a braccia conserte a osservare, qualche metro più in là, lo spettacolo. Lei, non contenta del fatto che lui non sia a sgomitare davanti allo stand lo chiama: “Luuuuuuuiiiii, vieni a vedere questo”. Lui non si muove, fa un sorriso e glissa. Lei incalza: “Ma vieni a vedere una cosa?!”. Lui, chiaramente imbarazzato, le dice: “Ma cosa?!”. Lei si incazza proprio. In una frazione di secondo pensa chiaramente: “Brutto stronzo, ora mi fai perdere il posto che ho conquistato con fatica in prima fila se non vieni qui a dirmi cosa te ne pare di questo e di quest’altro”. Poi, forse presa da compassione dopo aver dato un’occhiata a Lui, esce dalla ressa e gli si para innanzi con una cinquantina di stampelle in mano: “Preferisci questo? Questo? O quest’altro?”.
Lui sembra esausto, qualcuno lo ha addirittura scambiato per un manichino: è nella stessa posizione impalato da un bel po’, non ce la fa più, pare di stare sul punto di mandarla a quel paese, di lasciarla in mezzo alla biancheria e andarsene e invece esclama candidamente: “Tesoro, quello che piace a te”. Lei si innervosisce (essì, si innervosisce in quanto le sembra di essere trattata con sufficienza, o magari di essere assecondata), volta le spalle e con una gomitata a destra e un calcio a sinistra torna tra la folla delle donne assatanate di shopping. E Lui resta, a braccia conserte, ancora in attesa di Lei.

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