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Incontri reali e blocchi virtuali

Ragazzi, stamattina ho incontrato una di quelle persone che credevano di avermi cancellato dal mondo con un blocco sui social (per info e approfondimenti leggete qui).
Uno spasso vedere l’espressione di chi improvvisamente scopre che la cancellazione virtuale non corrisponde all’eliminazione fisica!
Un appello: diamo i social solo nelle mani di chi sa campare! 😀

 

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“Sai che ti dico? Io ti blocco su Facebook”, cronaca di una esecuzione digitale :D

Anzi, sai che ti dico? Io ti blocco proprio pure su Facebook!“.

Voi siete lì, guardate perplessi il vostro interlocutore, in attesa che prima o poi appaia da qualche parte il cartello con la scritta “Sei su scherzi a parte“. Poi il cartello non esce da nessuna parte e la conversazione termina con grande meraviglia da parte vostra. Meraviglia fino a un certo punto. Perché poi continuate a pensare che la storia del “ti blocco pure su Facebook” sia in qualche modo una battuta poco felice che voi magari – sì, proprio voi che su certe cose riflettete all’infinito – non avete saputo cogliere.

Ma no, un momento: quella minaccia era reale. In voi il dubbio oramai si è insinuato un poco. E allora tornando a casa, dubbiosi e curiosi come siete, partite subito con la ricerca e – toh! – “pagina al momento non disponibile“. Un momento. Che significherà mai? Significa che siete stati bloccati. Direttamente, senza passare dal via. Senza giri di parola. E quella non era una battuta e non era neanche una minaccia (di cosa poi?). Esattamente no: quello è il modo di pensare del vostro oramai ex interlocutore.

Benvenuti nell’epoca della democrazia digitale o dell’idiozia dei social network (a voi la scelta!). In tempi di “se mi lasci ti cancello“, esiste anche questo: l’eliminazione digitale. Come per dire: sì, tu esisti; io però vorrei non esistessi. E allora sai che faccio? Ti blocco e fingo che tu non sia mai esistito. Una esecuzione social, la definirei. Una debolezza, a mio avviso. Un sistema di agire che denota chiaramente insicurezza e abuso del potere di blocco (che dovrebbe essere utile per cose serie, non certo per chi non la pensa come voi!).

Poi c’è chi non te lo dice. Ti blocca e basta. E tu magari te ne accorgi dopo mesi, se non addirittura anni. E sai quando te ne accorgi? Quando vi incontrate di persona e dopo una serie di convenevoli e saluti di circostanza, l’interlocutore è talmente stupido da essersi dimenticato del blocco. E allora ti dice: “ma tu non hai letto il mio commento su Facebook?” No, io il tuo commento su Facebook non lo vedo proprio. Come mai? Torni a casa, ricerca rapida e –  toh! – anche in questo caso “pagina al momento non disponibile“. Ma allora tu pure mi hai bloccato? E perché mai? E soprattutto: sei tanto stupido da non ricordarti che mi hai bloccato o tanto stronzo da volere che me ne accorga?

E allora, miei cari lettori, chiudiamo il post con un minuto di raccoglimento per tutti coloro che prima o poi ci hanno bloccato (con o senza preavviso). 😀

Non perdete tempo a pensare “perché”. A volte, più delle spiegazioni, bastano i gesti!

Ps. Il post è ad alto contenuto ironico. Se qualcuno dovesse sentirsi offeso è pregato di non leggere e/o quanto meno di sapere che i fatti non si riferiscono a eventi realmente accaduti.

 

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il blocco del blogger

Non so se esiste il blocco del blogger. Quello dello scrittore sì, almeno così dicono. E allora anche un comune blogger non può essere afflitto dal blocco dello scrittore, che opportunamente diventa blocco del blogger? Il discorso fila. Tanto più se credi da un po’ di essere stato colpito da questa strana sindrome.

Ma come si riconosce il blocco del blogger?

Secondo me un blogger bloccato è colui che:

1. Pensa spesso e freneticamente a cosa scrivere sul proprio blog da mattina a sera, nei momenti più strani, nelle situazioni più assurde, salvo poi realizzare che ogni argomento pensato è:

  • Banale
  • Troppo sulla bocca di tutti
  • Scontato
  • Troppo attuale (io ho la teoria che i fatti recenti vanno fatti riposare un po’ prima di cominciare con i commenti)
  • Personale, magari troppo personale
  • Esagerato
  • Troppo poco divertente (eh sì, io spesso ho la pretesa assurda di voler essere ironica e divertente a tutti i costi)
  • Coperto da un minimo (seppur minimo, sempre esistente) senso del pudore

2. Si sposta da un blog all’altro alla ricerca dell’ispirazione

3. Naviga senza trovare l’ispirazione, senza una meta, come su una barca in balia delle onde: si lascia trasportare dal tag surfer di wordpress con l’intento di scoprire gli altri cosa riescono a pubblicare quotidianamente sul blog

4. Si mette a cercare su google notizie inerenti al blocco del blogger senza riuscire a capire praticamente quali siano i sintomi principali. Risultato? Un’accozzaglia di testi che suggeriscono come superare il blocco del blogger.  Mi chiedo: ma io il presunto blocco del blogger non l’ho già superato scrivendo questo post? 😀

E poi il mio blog è un piacere, non un dovere. Tradotto: scriverò quando voglio quello che voglio.

Addio, blocco del blogger! 😛

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spunti per blog ;)

La mia vena creativa raggiunge livelli molto bassi in questo periodo. La voglia di scrivere, però, e di tenere aggiornato questo spazio è altissima.

E allora cosa si fa quando si è in cerca di argomenti da trattare ma non si ha lo spunto giusto, quello che ti spinge a lasciare ogni cosa e a metterti sola davanti al pc, con le dita che battono freneticamente sulla tastiera, per scrivere qualcosa che hai in mente da tempo ma che non riesci ancora a mettere nero su bianco?

Io non lo sapevo cosa si faceva in questi casi. Con la tipica degenerazione da cronista, sto andando in giro con gli occhi attenti e le orecchie pronte a carpire qualsiasi spunto. Ma niente.

Cosa fare allora se l’ispirazione proprio non arriva? Semplice: si cerca su internet. Come? Digitando a caso in un motore di ricerca “spunti per blog”. Credevo di essere l’unica matta a fare una cosa del genere. Possibile mai? Ma no, io non sono mai la prima (non sono mai arrivata prima finora in tutto; caspita, questo è un ottimo spunto! Ma continuiamo…). Come volevasi dimostrare, quelli che chiedono in giro spunti per il blog sono un bel po’.

Confesso subito: io volevo spunti interessanti, divertenti, comici. Invece finora ho trovato solo spunti seri e scontati: racconta del tuo animale domestico (perché no di quello della giungla?), dei regali che vorresti (e che è una lista di nozze?), di un film/telefilm che ti piace o non ti piace (troppo scolastico), il testo di una canzone (e se in questo momento non mi rappresenta nessuna canzone?), qualcosa di particolare che hai fatto con i tuoi amici (mi sa troppo di diario; io i fatti miei non voglio spiattellarli sul blog!), poesie carine o frasi (decisamente no, fa tanto scuole elementari, massimo medie).

Che faccio allora? Niente: continuo ad andare in cerca dell’ispirazione perduta.

Intanto ho già scritto un post sui suggerimenti per scrivere un post.

Mi auguro che tutti i lettori abbiano una sana dose di autocritica e di coscienza per non seguire i consigli finora elencati. Ma almeno è uno spunto per sapere da dove NON partire quando l’ispirazione non c’è.

Ps. E se avessi il blocco del blogger?

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