l’idiozia ai tempi dei social network

Foto: francescoamato.com

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Era da tempo che non vi annoiavo con acidi commenti sulle mode, sulle tendenze o – peggio ancora – sulle solite attitudini della maggior parte delle persone che popola oggi il mondo reale e virtuale.
Poi stamattina mi sono imbattuta in un post sulla bacheca di un’amica. È un post che mi ha illuminato e mi ha fatto capire che non sono la sola acida-intollerante-antipatica che critica determinati atteggiamenti. E allora ve lo riporto qui, giusto per condividerlo con voi e per fare anche quattro commenti, oltre che altre quattro critiche agli stili di vita moderni, a margine.
La pagina Facebook “Le perle di Pinna” (premetto che non si tratta di pubblicità subliminale: non so chi sia Pinna e fino a cinque minuti fa ignoravo la sua esistenza) pubblica quanto segue.

“Appena vi fidanzate lo annunciate su Facebook e non pubblicate altro che foto assieme, frasi melense e aforismi di Prevert, il tutto condito da cuoricini, bacini e fiorellini.
Poi vi lasciate e pubblicate solo massime su quanto è bello essere single, racconti in cui sputtanate i vostri neo ex e foto recenti di voi in palese coma etilico intitolate “Bella la vita da single” o “Gli amici sono tutto per me, la vodka pure”. Per non parlare degli status-frecciatina in cui narrate di una felicità inesistente perché state morendo di nostalgia ma volete far credere a tutti di essere forti, rinati e tremendamente indipendenti.
Dopo due settimane circa trovate un nuovo “grande amore”, mollate gli amici (che erano tutto fino a ieri) e ricominciate a fracassare le palle con foto, video e cuoricini, seguendo lo stesso identico iter fino allo sfinimento.
Ma tipo non vi sentite idioti?”

Ecco… Io lo chiedo a voi: non si sentono idioti? Io mi sento tale anche solo a leggere ‘ste cose! E queste erano esattamente un paio di cose che avevo sulla punta della penna e della lingua da qualche mesetto. Ma poiché mi spiace essere scambiata per una giovane acidula fanciulla ho tenuto le considerazioni per me e le ho lasciate a poche amiche fidate.
Io, a margine del commento, visto che oramai – come ripeto spesso – i social network erano anche una cosa utile in partenza ma adesso sono andati a finire “man ‘e sciem”, propongo un minuto di silenzio (uno per ognuno) per coloro che:
– ti cancellano da Facebook e Twitter per cancellarti dalla loro vita. Pensano di farlo perché confondono il reale con il virtuale e se tu non sei più on line secondo loro non esisti più;
– lanciano frecciate a destra e a manca a prima mattina, appena scendono dal letto. Mi spiace che appena alzati ce l’abbiano con il mondo intero. Per loro un sincero “stai calm”;
– condividono a raffica le foto delle vacanze e ti mandano saluti da ogni parte del mondo con foto disarmanti. Sono capaci di mandarti i saluti anche da sotto casa loro… Ma se ci troviamo per strada e non mi saluti nemmeno?!;
– condividono status poetici sbagliando, oltre che i testi, anche l’italiano. Spieghiamo agli aspiranti letterati che condividere citazioni – anche sbagliate – sui social network non è simbolo di intelligenza;
– ti avvisano anche quando sono in bagno. Ma non smettono di twittare e postare sull’andamento della situazione…

Adesso basta, mi fermo qui. Ma sono sicura che i minuti di silenzio sarebbero ancora molti.
Perché il silenzio? Perché può essere l’unica risposta davanti a certi atteggiamenti!

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