lauree maltrattate, riepiloghiamo

Per dovere di cronaca, credo sia giunto il momento di fare il punto della situazione.

Mi rendo conto che gli ultimi due post hanno portato un numero di visitatori su questo blog che non avrei immaginato negli ultimi tempi.

Sto gironzolando on line perchè ho scoperto – grazie alle ricerche con cui molti di voi sono arrivati fin qui e grazie ad alcuni vostri commenti – che non sono l’unica indignata per il trattamento che le nostre lauree ricevono oramai da anni in televisione (e non solo!).

A questo punto credo sia opportuno fare un breve riepilogo della situazione prima di tornare a parlare di altro.

Chi è che parla male di Scienze della comunicazione? Io non sto davanti alla tv 24 ore su 24. E, ahimè, ho assistito dal vivo solo a qualcuna di queste “esibizioni”. Allora ho cercato di fare il punto della situazione on line. Spero di esserci riuscita. Se dimentico qualcuno o qualcosa, abbiate la bontà di farmelo presente.

– Qualche giorno fa ci ha pensato il ministro del welfare, Sacconi, a spendere “una parola buona” per i laureati in Scienze della comunicazione. Lo ha fatto a “Porta a porta”, come riporta questo blog. Ma in realtà ho scoperto che le sue opinioni su questo corso di laurea le aveva espresse già qualche annetto fa in un’intervista a L’Espresso.

– Lo scorso gennaio il ministro Gelmini a “Ballarò” parla di Scienze della comunicazione come laurea inutile. Qui c’è un articolo che spiega come sono andate le cose in trasmissione. Io questa puntata non l’ho vista. Purtroppo.

– La settimana scorsa Giampaolo Pansa fa le condoglianze in studio a “La vita in diretta” a una ragazza che racconta di essersi laureata in Scienze della comunicazione. Posso testimoniare io: questa volta ero davanti alla tv. In ogni caso, si parla di ciò che è accaduto in studio anche su questo forum.

– E’ lo stesso Pansa che in un articolo pubblicato da Libero parla di brividi nel vedere ragazzi che si iscrivono a Scienze della comunicazione per fare i giornalisti o gli addetti stampa (ma chi lo ha detto che questa facoltà serve solo a questo?)

Poi mi imbatto in questo pezzo di Vittorio Zambardino e mi chiedo: ma vuoi vedere che questo scetticismo intorno al nostro percorso di studio è solo colpa nostra? 😦

Credo sia tutto. Mi auguro quantomeno che l’elenco si fermi qui. Sono troppo ottimista? Sì e no.

Sapete come la penso? Facciamo qualcosa di concreto, va bene: tuteliamoci, facciamo in modo che non si parli più male di noi. Ma allo stesso tempo, diamoci da fare e dimostriamo sul campo quanto valiamo.

Nota a margine: i banchi li riscaldi sia se studi Scienze della comunicazione sia Giurisprudenza, Fisica o Matematica. Teniamoci lontano dai luoghi comuni: se si vuole studiare si studia. Ovunque e comunque.

Un ultimo appunto: man mano altre voci si uniscono al nostro sdegno. Una la trovate qui.

 

 

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5 commenti

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5 risposte a “lauree maltrattate, riepiloghiamo

  1. brava barbara…ottimo riepilogo…ma ripeto e magari divento ripetitivo, le opinioni di colleghi, opinionisti, giornalisti, e altri sono solo opinioni. Ma un ministro del lavoro parlando delle poche speranze dei giovani nn può dire che il motivo è che troppo spesso ci si iscrive a sdc senza pensarci bene, perchè sdc esiste perchè qualcuno ha deciso di farla nascere e questo qualcuno non sono certo gli studenti. Se sdc in Italia risulta essere inutile (cosa a cui io non credo) allora qualcosa deve cambiare, o in sdc stesso che non è adatta al mondo del lavoro o nel mondo del lavoro che non sa sfruttare le potenzialità di sdc (e Sacconi è ministro del lavoro).
    Che poi noi studenti dobbiamo saper valorizzare il cdl e prenderlo con serietà, e non come un laureificio solo perchè studiare storia e critica del cinema è più piacevole che studiare analisi, penso (ma forse non la pensano tutti come me o te) che sia una cosa abbastanza normale….ma questo è un altro discorso ed è un problema tutto interno al mondo dell’istruzione

    • Grazie! Sono d’accordo con te sull’argomento. E spero, continuo a sperare e non smetto di dirlo, che la nostra “vocina” prima o poi si farà sentire nel gran calderone del mondo dell’informazione che, a quanto pare, consente l’accesso per esprimere pareri e opinioni a chi detiene il potere senza contraddittorio!

  2. Pingback: La comunicazione non è affare di tutti | Comunicando.zero

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