Archivi del mese: settembre 2011

una domenica particolare (www.paganese.it)

La giornata particolare della Paganese andrebbe vissuta come quel tifoso davvero particolare, quasi singolare, immortalato a sua insaputa dall’obiettivo dell’attento fotografo presente a bordocampo domenica. Andrebbe vissuta con la spensieratezza, l’arguzia e la lungimiranza di chi la partita ha deciso di vederla da una posizione proprio particolare: il tetto della sua macchina. Ma non in  piedi, o sedendocisi sopra; no: lui, quel tifoso, la partita voleva vederla stando comodo. E non ci ha pensato su due volte nel portare la sedia di plastica sul tetto della macchina e a salirci sopra comodamente seduto. Una postazione davvero privilegiata. Ve la immaginate voi una partita vista così? Dall’alto di una delle strade che circonda il campo, con l’occhio vigile non solo sul rettangolo di gioco ma anche su quello che accade in tutto lo stadio, spettatori compresi? Quella sì che è stata una giornata particolare!

Peccato, però, che il particolare tifoso, non abbia potuto avere dalla sua postazione una telecronaca d’eccezione, quella di Gianluca Grassadonia che, squalificato, ha assistito al match dalla sala stampa. Della telecronaca d’eccezione hanno goduto tutti i cronisti presenti allo stadio. Qualcuno si è stupito: Grassadonia, uomo di tipico aplomb inglese, sempre impeccabile davanti a microfoni e taccuini, lontano anni luce dalla veracità e dalle filosofie dell’ex Capuano, nei novanta minuti di gioco si è trasformato: urla, consigli tattici, indicazioni, commenti… E’ piovuto di tutto dal box riservato alla società. Grassadonia sentiva la partita più di tutti, stando alla tensione che ha mostrato nel corso della gara. A un certo punto gli è uscita una frase indirizzata all’undici in campo: “Lo capite che è con partite come queste che si vince il campionato?”. Una riflessione tutta sua, un modo di spronare il gruppo, e un pensiero anche per l’intera sala stampa: sarà il caso di cominciare a crederci?

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in diario, ironia, pensieri, pensieri (forse) ordinati, riflessioni, sport

il principe azzurro è gay?

L’altra sera ho incontrato tantissime ragazze che avevano fatto una scoperta: “Il principe azzurro è gay”.

Vada per la prima: avrà avuto qualche brutta delusione, mi sono detta.

Ok per la seconda: magari il principe azzurro non l’ha incontrato ancora…

Ma poi, a un certo punto, le fanciulle con la graziosa scritta sulla maglia sono diventate troppe.

Possibile che abbiano tutte la stessa convinzione?

Poi ho realizzato e ho capito che non erano magliette personalizzate vedendo uno stand intero di maglie di ogni colore con la stessa frase scritta sopra.

 

E vabbè, c’è da rassegnarsi: queste nuove generazioni non credono più neanche alle favole e decidono di mostrarlo al mondo.

Ma non è che non ci credono e basta, no; offendono anche il mitico principe azzurro!

E poi qualcuna di loro finisce anche per chiedersi: ma una maglia del genere è volgare? Ho cominciato a pensarci anche io, in una sorta di analisi del pensiero dei giovani moderni.

Lo pensavo anche quando ieri sera ho incontrato un’altra ragazza: “Stasera faccio la brava”.

No, non lo ha detto nè a me nè al principe azzurro-gay. Se lo è scritta sulla maglia! 😀

Domanda, forse più che lecita, ma a noi – consentitemi il rafforzativo – che ce ne importa?

Lascia un commento

Archiviato in amore, domande, ironia, moda, pensieri, riflessioni

vecchie carte

Anche le carte hanno un’anima. Senti il profumo, il sapore e l’emozioni delle sensazioni che hai provato quando le hai sfiorate per la prima volta. Le avevi in disparte, affondate tra milioni di carte vecchie, credendo non ti sarebbero servite mai più. E invece arriva il loro momento: la ricerca di un numero, di una informazione e vengono fuori. Vengono fuori assieme al forte carico di emozioni con cui le hai lette per la prima volta. E ti perdi a pensare a quegli istanti, a quelle sensazioni, a quelle aspettative e a quei ricordi che sembravano solo tanto lontani! 😉

Lascia un commento

Archiviato in emozioni, pensieri, ricordi, riflessioni

dieci anni

Dieci anni. Dieci lunghi anni. Eppure sembra quasi ieri. Libro di linguistica alla mano (l’esame era oramai imminente), fui scossa dalla sigla del telegiornale in orario insolito. Edizione straordinaria. Mi avvicino alla tv e comincio ad ascoltare la notizia che oramai è storia; l’evento che ha cambiato la nostra visione del mondo e che ci ha costretto a cambiare tanto. Furono ore frenetiche, passate incredula davanti alla televisione a cercare di capire cosa fosse successo, come il mondo stava cambiando.

Dieci anni: 11 settembre 2001-11 settembre 2011.

Lontano dalla retorica, resta il ricordo di un pezzo di storia e la consapevolezza che nulla sarà più come prima.

Lascia un commento

Archiviato in diario, emozioni, informazione, pensieri, ricordi, riflessioni

l’avranno salvato?

Ne parlavo poco più di un anno fa qui. Poi, ultimo giorno di vacanza, mi guardo intorno e scopro che un telefono pubblico – non uno qualsiasi, uno da cui ho fatto chissà quante telefonate prima dell’avvento del cellulare – potrebbe scomparire. L’avranno “salvato”? Chissà…

Lascia un commento

Archiviato in diario, domande, emozioni, pensieri, ricordi, tecnologia