il calcio da un altro punto di vista

Ma se deve segnare perché quello si mette davanti alla porta e non lo fa segnare?“.

Ci si distrae facilmente nelle gare di Coppa Italia, sul finire dell’estate, quando il caldo la fa ancora da padrone e non meno di ventotto gradi “allietano” una partita in notturna. Ma questa volta il discorso si fa interessante. Non si può non ascoltare.

Dico io: fallo segnare e basta” – asserisce una bambina spazientita. Avrà occhio e croce cinque/sei anni. Discute di calcio con i suoi amichetti in compagnia dei papà che hanno occhi solo per il rettangolo verde.

Non hai capito: quello fa il portiere” – replica scocciato uno dei maschietti, il più grande (avrà massimo sette anni)

Eh, ho capito. Ma se quell’altro deve segnare, perchè non lo fa segnare?” – chiede ancora la dolce bambina alla sua prima discussione calcistica

Perché il portiere di mestiere para, non fa fare gol all’avversario!” – risponde stizzito il bambino più piccolo.

Lei sbuffa, insacca ma proprio non capisce e pensa, glielo si legge in faccia: “Se questo qui non segna chissà a che ora torniamo a casa!“.

La discussione termina qui. I maschietti tornano a gridare all’unisono con il resto dello stadio. La bambina si guarda intorno, osserva per un attimo i calciatori e si volta spalle al campo: si mette a osservare il resto della platea alle sue spalle. In fondo anche questo è uno spettacolo!

 

 

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