Domenica d’agosto

Domenica d’agosto. La temperatura sale vertiginosamente. Ferragosto è oramai alle porte. La spiaggia e il mare restano l’unica via di fuga per tutti. Anche per coloro che restano in città e organizzano una giornata al mare in modalità mordi e fuggi. “Autostrada deserta, ai confini del mare…” – cantava Antonello Venditti qualche anno fa. Mi chiedo io, oggi sempre con maggiore insistenza: ma dove cavolo andava lui visto che le strade verso il mare di domenica sono tutte, quasi tutte off limits? Capita così che la spiaggia diventi un punto di osservazione privilegiato sull’umanità. Avete mai provato a scendere in spiaggia una domenica, mettervi sotto l’ombrellone con la sdraio e anziché fiondarvi a leggere il solito quotidiano, osservare attentamente tutti i vostri vicini? Provateci!

Ci sarebbe da scrivere un post per ogni tipologia di tipo da spiaggia.

A me è capitato un ciccione talmente ciccione che ha dovuto spaparanzarsi al sole su due asciugamano messe vicine. Uno che era talmente grasso che anche da sdraiato metteva ben in vista il suo pancione. E fosse finita qui almeno. A un certo punto l’uomo ciccione ha richiamato con una sorta di urlo della foresta sua moglie – direi più o meno delle sue stesse dimensioni, rigorosamente in un due pezzi succinto che scompariva letteralmente tra il grasso – e i suoi due figli – uno magro magro e un altro iper ciccione. Si sono fiondati tutti e tre sulla battigia ed è cominciato il pranzo. Uno spuntino veloce sulla spiaggia con ogni ben di Dio. A un certo punto, l’uomo-ciccione si avvicina alla borsa frigorifero che – credetemi – assomiglia più a un frigorifero che a una borsa e sfodera una Coca cola da due litri. Ci si incolla con la bocca e beve. A seguire – non mento, lo giuro 🙂 – cominciano a bere dalla stessa bottiglia tutti i membri della famiglia, uno alla volta. Nel giro di cinque minuti, i due litri di Coca cola non esistono più. Ma c’è tempo e spazio nel frigorifero per aprirne un’altra e riprendere a bere di nuovo, con lo stesso metodo. C’è poi la cricca di coloro che credono di assomigliare vagamente all’uomo della pubblicità Light Blue D&G (di cui ho abbondantemente parlato in passato) che si presentano in spiaggia con costumi succinti, pance al vento, pettorali tutt’altro che scolpiti e con tatuaggi di ogni tipo, dimensione e misura.

C’è, poi, il gruppo di quelli che credono di essere finiti in una palestra. Ed è per questo che cominciano subito a giocare a pallone. Prima dalla spiaggia al mare, poi solo a mare e poi sulla spiaggia per la grande gioia di chi è in spiaggia solo per riposare. Ovviamente, sarebbe opportuno precisare che spesso la discendenza di questo tipo di persone viene lasciata a pascolare in acqua tutta la giornata. E non sempre con ottimi risultati. C’è chi rischia di annegare da un momento all’altro, tra le risate grasse dei genitori e chi, invece, allieta il bagno delle persone presenti in spiaggia: a parecchi di loro, infatti, i genitori non hanno ancora spiegato la differenza semantica ed etimologica tra le parole nuo-ta-re e schiz-za-re! 😀

Forse è tutto per ora. Buona estate! 😉

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