informazione, privacy e diari…

Stiamo toccando il fondo. E non per un solo fatto di cronaca. Delle volte ho la sensazione che, al di là di tutto quello che succede, il livello dell’informazione nel nostro Paese sia troppo basso. E finisco spesso per sentirmi fuori dal mondo. Non mi riferisco alle vicende che stanno occupando in questi giorni le prime pagine dei giornali; oggi la mia attenzione si è fermata su un fatto di cronaca, il delitto di Sarah e sulla brutta storia di Avetrana. Come se non bastasse tutto il caos mediatico che è stato fatto su questa vicenda, oggi, mentre apro internet per leggere le ultime notizie, mi imbatto addirittura nella pubblicazione scannerizzata del diario della povera Sarah. Gli inquirenti bastano e avanzano; perché un giornalista deve pubblicare il diario di una ragazza e farlo leggere a tutti? Ci sarà un minimo diritto alla privacy anche da morti? Vorrei già solo intenderlo come “right to be left alone”, almeno per i defunti. Ma soprattutto mi chiedo con insistenza: ci sarà mai pace per questa ragazzina?

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