sulla dormita pubblica

Non credevo che la dormita pubblica fosse uno sport nazionale. Non pensavo che ci si addormentasse così facilmente e così spesso al cinema e al teatro. Io credevo di essere una rara eccezione e tendevo a non parlarne. Mi vergognavo quasi della mia capacità di addormentarmi nel bel mezzo di un film o di una rappresentazione teatrale. In questo periodo, invece, sto scoprendo che la dormita pubblica non è solo un mio difetto, ma appartiene a gran parte delle persone che mi stanno intorno, o che almeno mi sono stati intorno durante gli ultimi film o rappresentazioni teatrali a cui ho assistito.

E non dite che è capitato solo a me di avere un vicino al cinema che russa insistentemente e che viene svegliato (di soprassalto, aggiungo io) dalla gomitata della moglie che, indignata, gli grida in pubblico: “la smetti quantomeno di russare?”. E’ una di quelle occasioni in cui lo spettacolo non è nel grande schermo, ma accanto a te; e la tua attenzione si sposta dal cinema alla scenetta a cui ti trovi ad assistere dal vivo con la risatina malvagia di chi è consapevole di aver vissuto quella stessa situazione tantissime altre volte.

E che dire del teatro? Conosco tantissime persone che dichiarano candidamente di addormentarsi improvvisamente, saltando spezzoni di rappresentazioni. C’è chi ha il barbaro coraggio di dormire per un intero atto. Ovviamente a un certo punto, avendo perso il filo della rappresentazione, si preferisce continuare a recuperare un po’ di sonno arretrato. Ed è così che cinema e teatro si trasformano in veri e propri dormitori. 😀

La palpebra che cade è uno sport diffuso tra tutti i frequentatori di cinema e teatri, a quanto pare. Ma a quante e quali figure si va incontro?

Ma la colpa alla fine di chi è? Di noi che siamo troppo stanchi quando andiamo a cinema e a teatro? Degli spettacoli scadenti? O delle luci soft, della temperatura bella calda e dell’orario tardo?

 

Ps. Vi segnalo che c’è anche chi ha pensato di stilare e far stilare una lista di film soporiferi.

 

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