una domenica particolare (www.paganese.it)

Adesso il discorso esula dalle disquisizioni meramente tattiche e tecniche. Ora si parla per linee generali. E si parla tanto. D’altronde, quando il momento è così difficile e complicato, parlare, sfogarsi con gli altri diventa quasi d’obbligo. Come se parlare all’infinito della Paganese e della complicata situazione in cui versa la squadra servisse a esorcizzare ogni paura. Una paura che si chiama retrocessione diretta, che non lascia scampo quando vedi la tua squadra del cuore desolatamente sola in fondo alla classifica; una parola che ti fa paura solo a pronunciarla. Perché in fondo si sa che, dopo essersi salvati per il rotto della cuffia anche l’anno scorso, quest’anno, se le cose non migliorano, si andrà incontro a un’impresa impossibile.

Ed è così che l’ennesima sconfitta, un due a zero contro un Gubbio rivelazione, passa in secondo piano. Non che non interessi vincere, sia chiaro. Il discorso è diverso: si ragiona per massimi sistemi. Siamo al punto in cui non conta più solo una singola sconfitta, ma l’insieme dei punti e dei risultati negativi fin qui accumulati. E non è bello, specie quando, a inizio torneo, c’era stata l’illusione della partenza sprint. Anche quella, diciamolo, non se l’aspettava nessuno!

Riuscirà questa squadra a rialzarsi e a farci trascorrere con maggiore serenità le vacanze di Natale? C’è chi ci crede e chi no. Chi ci crede fa leva sulle straordinarie capacità di sorprenderci che ha avuto questa Paganese anche negli anni passati. Chi non ci crede si lascia andare a ragionamenti di pessimismo cosmico, che, anche se giusti e lineari, non porteranno da nessuna parte.

Occorre crederci, credere che una rimonta sia ancora possibile, che con due risultati positivi si potrà affrontare un Natale più sereno e un serio calciomercato di riparazione.

Il verdetto, ancora una volta, come sempre nel calcio, lo darà il campo!

 

 

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