master & co.

Era tutto cominciato come un appuntamento settimanale apparentemente noioso. Tutti sconosciuti radunati in un’aula il giovedì pomeriggio con prospettive di noiose serate passate al freddo e al gelo in spasmodica attesa di qualche mezzo di trasporto che ti portasse a casa prima del previsto. Era cominciata così, e pareva quasi che un anno da trascorrere fosse troppo; è finita diversamente: con un gruppo di una decina di persone (diciamolo pure: personaggi, e che personaggi!) quanto mai diverse, incredibilmente affiatate e disposte a studiare sì, ma anche a divertirsi e stare insieme. Forse tutti gli inizi sono un po’ così, sottotono, e forse ogni fine ha una punta di malinconia. Il gruppo di cui mi accingo a parlare la malinconia non sa neppure cosa sia. E’ un gruppo di gente abituata a far casino, a radunarsi una volta a settimana per studiare, apprendere, e per tante risate che cominciano alle 14 (se non prima), al solito appuntamento alla Riviera, e che finiscono dopo le 20, quando ognuno prende la sua strada per tornare a casa. E’ un gruppo di persone capace di far ritardo pur fermandosi a pranzo a cinque passi dall’aula, capace di ironizzare su tutto e tutti.

Adesso che l’avventura si avvia a conclusione e ora che ognuno di noi ha espresso – con i propri mezzi (chi su Facebook e chi da presentatore…) – qualche parola sul master, io non posso esimermi dallo spendere quattro parole sul mio blog, quello che mi ha fatto guadagnare il soprannome di barruggi per quasi tutta la durata del master! 😉

Innanzitutto un grazie. Per le risate soprattutto. Per l’amicizia più stretta con alcuni di voi. Per la spensieratezza. Per le vostre diversità (e lo so che qui si scatenerà un putiferio). Per battute e pomeriggi storici. Per le gite alla ricerca delle torri. Per l’agendina che mi ritrovo completamente scritta per vostri passaparola. E per aver saputo sdrammatizzare anche in momenti particolari. Grazie al president, alle sue battute, al suo umorismo che ti fa sprofondare improvvisamente con la testa nella borsa alla ricerca disperata di non so che. Grazie al comunicattore, a tutta la Napoli dei cinque sensi, alla Napoli culinaria, al corpo della sirena, ai miti napoletani, ai tipi strani o meno strani che abbiamo incontrato lungo il percorso… Grazie ai miei soci di blog, con cui ho intrapreso una fantastica avventura che non manco di pubblicizzare (Fall in love with Napoli), che spero non finirà, e con cui siamo stati in giro a intervistare anche le pietre di Napoli. Grazie alla mia socia, alla sua napoletanità e ai suoi tour improvvisati alla scoperta di luoghi di cui avevo sentito solo parlare. Grazie al mio socio, “l’unico neo del gruppo”, quello che vogliamo a tutti i costi “tagliare” da questo blog ma di cui – anche se non lo ammetteremo mai – non potremmo mai fare a meno; come si farebbe senza di lui?

E chi se lo immaginava che da un gruppo così eterogeneo nascessero tante storie da raccontare?

Una sola raccomandazione, ragazzi: FALL IN LOVE! (Passaparola!)

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Archiviato in diario, ironia, pensieri, ricordi, riflessioni

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