la notizia in diretta

Il caso – a mio avviso – è da manuale di giornalismo. Ti arriva la notizia in diretta, devi verificarla ancora; che fai?

Su Federica Sciarelli, conduttrice di “Chi l’ha visto?” – trasmissione che mercoledì sera era in diretta dalla casa del mostro di Avetrana – si sono sprecati fiumi di inchiostro in questi giorni. I termini dell’etica e della deontologia dell’informazione sono finiti sulla bocca di tutti, anche su quella di chi non ti saresti mai aspettato, magari proprio da chi quotidianamente calpesta ogni morale e poi finisce in tv a fare la “paternata” a una che la giornalista la fa, e anche bene.

Ma torniamo al dubbio di fondo: ti arriva la notizia in diretta, che fai? La dai senza verificarla? Io ho visto tutta la trasmissione. Dopo tre secondi ho ammirato subito l’umanità e allo stesso tempo la professionalità con cui la Sciarelli non ha dato la notizia, chiedendo verifiche, sperando in un contatto dei carabinieri che potesse smentire o confermare le dimensioni di una tragedia che stava affiorando pian piano.

Mettiamoci nei panni del giornalista di una trasmissione – non un talk show, ricordiamolo; una trasmissione che si occupa di scomparsi e di ritrovamenti. Ti hanno autorizzato la diretta dalla casa del mostro, quando la verità non era ancora venuta fuori; hai come ospiti la madre della povera ragazza uccisa, gli amici, la figlia dell’orco. Improvvisamente arrivano le notizie che tu, cronista scrupoloso, non avresti mai voluto dare. Ma sei in diretta. Non puoi dare la notizia in pasto a tutti: c’è la madre in collegamento e il rispetto delle persone viene prima di tutto. Non puoi non dare la notizia: sei in diretta e il fatto è già sui giornali on line, dopo alcuni lanci di agenzia. Resta tutto nelle mani del giornalista e della sua discrezionalità. Chiedere di telefonare ai carabinieri, cercare conferme nei familiari, attendere l’ufficialità. Minuti interminabili. La notizia viene fuori solo con l’inquadratura della prima pagina di un giornale on line che già ha dedicato l’apertura alla news.

Io, ma è un’opinione personalissima, credo che sarebbe stato difficile conciliare meglio le esigenze emerse in diretta nel corso della trasmissione: il rispetto della madre e delle persone coinvolte e il diritto/dovere all’informazione. La faccenda non è semplice, non mette tutti d’accordo. Ma ho sentito tante, troppe critiche nel corso di questi giorni.

Ai fautori del blackout, a quelli che mi hanno detto “sì, però poteva staccare il collegamento” io ricordo che quello non era un salotto televisivo, un talkshow. “Chi l’ha visto?” ha come argomento le scomparse e i ritrovamenti. Che giornalista sarebbe la Sciarelli se avesse deciso di chiudere la trasmissione per evitare problemi? Certamente, per me, sarebbe stata una che non è all’altezza del suo ruolo: sarebbe fuggita dalle responsabilità e dalla missione della sua trasmissione.

Io ho un’idea molto chiara: la colpa di tutto quello che è successo va alle forze dell’ordine. E non è solo per scaricare colpe sugli altri o per fare la morale. Siamo nella società dell’informazione e non si può permettere che una madre sappia la verità sul conto della figlia dai cronisti. Una telefonata alla famiglia di Sarah avrebbe evitato tutto questo caos. O magari maggiore accortezza nel non far trapelare le informazioni. Io sono dell’avviso che o non si fa sapere niente o le prime persone che vanno avvisate sono i familiari, non i cronisti. Come si può avvisare prima un giornalista e poi un familiare?

La mia non è una difesa spietata dell’informazione, sia chiaro. Anzi, segnalerei per “dovere di cronaca” il servizio di ieri pomeriggio di Studio Aperto sempre sullo stesso caso: un servizio basato interamente sul filmato del matrimonio di una delle cugine di Sarah in cui la ragazzina è ritratta in alcune immagini assieme allo zio/orco. Mi chiedo e vi chiedo: dov’è in questo caso l’essenzialità e l’utilità sociale dell’informazione? Questo sì che è un giornalismo che spettacolarizza e rimesta nel torbido pur di fare audience. “Chi l’ha visto?” mercoledì ha solo confermato di essere tv verità.

 

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4 commenti

Archiviato in giornalismo, informazione, notizie, riflessioni

4 risposte a “la notizia in diretta

  1. Sono d’accordo con te e riconosco alla conduttrice della trasmissione di aver avuto un comportamento professionale …… penso che meglio non avrebbe potuto fare.

  2. La iena non è la Sciarelli, che da anni entra nelle case e nel dolore delle persone in punta di piedi e con la piena intenzione di dare una mano a ritrovare gli scomparsi.
    Ieri sera a Porta a Porta e a Matrix si scandagliava la vicenda nei dettagli: questo, e non quello della Sciarelli, è il giornalismo voyeuristico e morboso.

  3. jacopo

    Complimenti per il sito e per il Vr. bellissimo articolo. Siamo molto attenti alla deontolodia… nr.sito. Grazie
    http://notitiae.wordpress.com/2010/10/22/manuale-fotografia/

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