la mia (ex) idea di efficienza :)

A cosa servono i blog delle amiche? Anche a prendere spunto per il proprio blog.

E allora prendo spunto da qui per parlare di una mia idea di quand’ero bambina.

Ci avevo pensato qualche giorno fa, ne avevo discusso con qualcuno, e mi ero detta che prima o poi ci avrei scritto un post. Pensavo con tenerezza a quanto sa essere originale il pensiero di un bambino. A quanto spesso in tenera età si abbia un’idea di efficienza completamente diversa rispetto a quella che poi, ahimè, si matura con il tempo.

Io quando ero piccola avevo un’idea di efficienza tutta particolare, quasi impeccabile:  secondo me neanche in Svizzera i bambini immaginano che le cose vadano così. Da bambina avevo un’idea di funzionamento della posta che mi fa paura solo a pensarci. Credevo che le cose funzionassero come nelle favole, forse anche meglio.

Avete presente la classica buca delle lettere, quella in cui ognuno di noi imbuca, specie nel periodo estivo, milioni di cartoline che chissà se giungeranno mai a destinazione?

Bene, io in tenera età ignoravo che esistesse un addetto pronto a raccogliere tutte le lettere imbucate in un sacco. Non sapevo che poi quelle lettere dovevano manualmente passare per altri uffici, essere timbrate e poi spedite verso le varie destinazioni.

Io ero fermamente convinta che le lettere dalla buca finissero automaticamente con uno scivolo in un ufficio in cui immaginavo ci fosse 24 ore su 24 un impiegato pronto, con un timbro in mano, a timbrare lettere e cartoline. Pensavo che questo povero cristiano non avesse altro da fare se non aspettare che piovesse dall’alto qualche lettera, timbrarla, metterla da parte e indirizzarla verso le varie destinazioni…

L’idea dello scivolo mi piace troppo: ve le immaginate voi le lettere che scivolano piano piano sulla scrivania dell’impiegato (collegata ovviamente allo scivolo per evitare dispendi di tempo e di energia?).

Non chiedetemi quando ho capito che le cose non andavano esattamente così. Credo che l’idillio sia durato fino ai cinque/sei anni. Mi ricordo che una volta, poiché una cartolina non era arrivata a destinazione, pensai che l’impiegato dei timbri fosse in ferie. Ma il mio modello di funzionamento cominciava a non essere poi tanto infallibile. Poi avrò sentito gente che lamentava problemi con la corrispondenza. E in quella fase avrò capito che c’era qualche problema più serio: non poteva essere sempre in ferie l’uomo dei timbri! 🙂

Però ancora oggi quando mi capita di vedere l’impiegato che raccoglie le lettere nel sacco non posso fare a meno di pensare alla grande immaginazione che avevo fin da piccola. E poi penso anche che, per una efficiente come me fin da piccola, deve essere stata dura scontrarmi con la realtà della buca delle lettere! 😀

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Archiviato in diario, ironia, pensieri, riflessioni

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