calcio d’estate

Ci sta poco da fare, l’uomo è un animale sportivo. Tifoso, più che sportivo.  Tifoso di calcio, per la precisione.

Te ne accorgi in vacanza, quando ti illudi che il calcio sia fermo, in vacanza, visto che i calciatori fino a qualche settimana fa sono stati avvistati a destra e a manca su stupendi yacht dalla grandezza imprecisata con mogli, amanti, findanzate o presunte tali (non sono molto aggiornata sull’argomento, ma se vi interessa, consultando gli ultimi numeri delle riviste di gossip più accreditate, sarà possibile un corso accelerato su tutti gli amori estivi che hanno visto coinvolti calciatori e pseudo veline-showgirl sulle loro tutt’altro che modeste imbarcazioni).

Dicevamo: i calciatori le vacanze se le sono fatte; e che vacanze! Quindi, la donna media non tifosa presente sulla faccia della terra suppone di passare le proprie sacrosante ferie senza il marito/compagno/findanzato/amante (diciamo il proprio uomo in futuro, faremo prima) incollato davanti al televisore per 90 minuti e passa tutte le sere.

Pensate alla soddisfazione della donna media  (per donna media intendo la donna non tifosa, quella che sono anni che sta ancora tentando di capire cosa sia questo misterioso fuorigioco) quando, dopo i mondiali e dopo l’uscita dell’Italia dal torneo anzitempo, ha tirato un sospiro di sollievo. “Che bello – avrà pensato la donna senza avere il coraggio di ammetterlo – Questo Lippi ha fatto proprio bene a farci eliminare subito: adesso non più partite”.

Ma quella della donna media non tifosa era un’illusione, appunto.  La donna media non sa che l’uomo è interessato a tutte le partite, non solo a quelle dell’Italia, gli piacciono perfino i campionati esteri!

Adesso, dico io, immaginatevi la delusione di una che, dopo essersi sorbita l’umiliazione della sconfitta dell’Italia e un mondiale per intero senza i baldanzosi undici fanciulli in divisa azzurra con i visi angelici e familiari, vede a ferragosto il marito già davanti al televisore alle prese con le partite. Partite di tutto il mondo, in tutte le salse, in tutte le coppe.

Il guaio succede quando il tifoso di calcio è in vacanza. E le norme in materia di diritti sportivi, lo sappiamo, hanno cambiato tutto, fino a stravolgere la vita di intere famiglie.

Come si fa se si è in vacanza e la partita la trasmette Sky o Mediaset Premium? Uno normale si accontenterebbe della radio, quando possibile. Il tifoso di calcio italiano non si accontenta; non se la può perdere una partita.

E allora, come fa?

Semplice, si invadono bar, ristoranti e luoghi di ritrovo con il televisore (che deve essere rigorosamente  a schermo piatto o addirittura con telo e proiettore).

Ma l’ipocrisia del tifoso di calcio non ha mai fine. Poiché non ha intenzione di sopportare la donna che si lamenta per le partite anche in vacanza, l’uomo tifoso coinvolge tutta la famiglia con una proposta che, sotto sotto, nasconde un tranello: “che ne direste di andare a mangiare una bella pizza (da notare che, per l’occasione, anche la più schifosa delle pizze diventa bella) tutti assieme?”. E, guarda caso, si finisce sempre nella pizzeria con il maxischermo (ecco perché tanta premura nel prenotare con un giorno di anticipo), con gli uomini faccia e schermo e le donne, disperate e senza parole, con le spalle alla partita. Nei giorni scorsi mi è capitato di vedere un uomo particolarmente contento della proposta che gli aveva appena fatto la moglie: “Domani andiamo a mare?”. Lui ha risposto gridando un sì esagerato. Assieme  a lui mezzo salone si è alzato in piedi unendosi in un urlo sovrumano. Non era la risposta alla donna; era il secondo gol del Napoli. 😀

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11 commenti

Archiviato in ironia, riflessioni, sport

11 risposte a “calcio d’estate

  1. Mogli disperate in silenzio, che hanno come argomento i soliti argomenti casalinghi dove si parla delle stesse cose, e ti assicuro sempre le stesse, di cui sei costretta a subirti tutto nei minimi particolari senza opportunità di dibattere, perchè tu non hai le stesse esperienze.
    Allora provi a capire che cos’è un fuorigioco e pensi, bhe se lo capiscono gli uomini posso farlo anche io, almeno non mi sorbisco sempre e solo gli unici argomenti e mi faccio un pò di cultura.

    • Sarà che io faccio la parte della donna interessata al calcio, Mary, però io ieri sera ho visto generazioni intere di donne disperate ai tavoli con le spalle al maxischermo. 😉

  2. Silvia

    Mi pare che dai tempi di Rita Pavone non sia cambiato molto (“Perché perché, la domenica mi lasci sempre sola …?”, oppure, nella sublime versione di Tony Tammaro: “Perché perché la domenica mi porti a Mondragone …?”: http://www.youtube.com/watch?v=ajj9Zak0TZA), con la differenza che adesso allo stadio ci vanno pure le signore (bellocce, intelligenti, competenti o meno …).
    E allora, visto che bisogna per forza mettersi in pari, ecco un sito adatto a chi desiderasse sfoggiare una invidiabile cultura calcistica: http://www.calciatori.com/magazine1.nsf/0/22E5505809A3FC02C1256CB700685263?OpenDocument
    Un consiglio finale: lasciamo perdere e pensiamo a lavora’!

    • Silvia, hai ragione: alle donne (quelle che non si sono convertite ancora al calcio) non resta che imparare le regole e diventare più competenti degli uomini! 😉

  3. Essendo atipico anche in questo… non posso che provare una profonda comprensione venata di tenerezza per voialtre, suggerendovi (è l’unica cosa che mi viene in mente) di costruirvi impegni e passatempi paralleli quando il consorte/fidanzato/quel-che-è cade nel ben noto stato di trance da pallone.
    C’è così tanto da fare e da pensare. Prendete quei 90 minuti come un’isola tutta vostra. 😉

    • La premessa è che io sono una che si è convertita al calcio (anche se non a tutte le partite). Il guaio, caro CyberLuke, è che ci sono partite ogni giorno, in diverse ore del giorno. E ci sono uomini (ma anche donne, per carità) che non hanno intenzione di perderne una! 😉

  4. Mamma mia… e che saranno mai 90 minuti (+ 15 di intervallo) ogni sette giorni, o ogni tre giorni quando ci sono le coppe europee…
    Per le donne disperate ai tavoli di pub e pizzerie, sono d’accordo che sia un brutto spettacolo.
    Ma siamo sicuri che la colpa sia solo degli uomini?

  5. ho sbagliato sito volevo andare su io canto per scrivere che i loro ballerini fanno schifo ma nn importa se sono su un altro sito ne vale la pena quindi vi scrivo i ballerini di io canto fanno pena cambiate scuola di danza anche il mio cane balla meglio di loro

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