“A me mi”, noooooo!

Ero alla ricerca di un post da scrivere sul blog. Mi mancava l’ispirazione. E’ bastato poco, una semplice chiacchierata, per trovarla. E’ una questione linguistica, come si sarà capito dal titolo.

Oggi parliamo di “a me mi”. Solo a battere sulla tastiera queste tre paroline consecutive mi sento male. Ebbene sì, perché mi hanno insegnato che “a me mi” non si dice. Poi vado a scoprire che l’Accademia della Crusca ha stabilito che “a me mi”, da sempre l’incubo dei prof di italiano e dei bambini che ne scrivono e ne scrivevano a raffica, si può dire.

Mi vengono i brividi, mi sento quasi male. Io sono una “capa tosta” e non accetto assolutamente di sentir dire, tantomeno di leggere, un “a me mi”, fa niente che lo dice l’Accademia della Crusca. Anzi, non lo scrivo più perché sennò mi sentirò male a fine post…

Però vorrei capire una serie di cose; ci sarebbe da fare un elenco di domande e attendere che qualcuno più acculturato di me dal punto di vista della grammatica italiana mi desse una serie infinita di risposte alle mie infinite domande. Poiché immagino non sia possibile, mi chiedo semplicemente: ma com’è che improvvisamente gli errori cambiano (una cosa prima era errore e adesso non lo è più?). E, soprattutto, chi decide cosa è e cosa non è errore?

E non mi dite che la lingua  evolve. Posso essere anche d’accordo ma poi certe storpiature del nostro italiano proprio non le sopporto. Il prossimo passo quale sarà: legittimare l’uso del “ma però”? O magari se stesso con la “e” accentata? O, peggio ancora, come purtroppo già accade tra msn e Facebook, sostituire la “e” congiunzione alla “è” verbo? L’elenco sarebbe infinito…

Sono convinta da sempre che l’italiano delle nuove generazioni sia incredibilmente scarso, per colpa soprattutto della scuola e degli insegnanti che non insegnano più a scrivere. Avete idea di quanti errori ortografici e grammaticali commettono in media gli alunni delle medie e delle superiori? Senza parlare poi degli universitari, che arrivano alla laurea senza aver mai messo (o quasi) una penna sulla carta…

Non ho una formazione umanistica e, ahimè, sono stata sempre sfortunata nei vari passaggi/pensionamenti dei prof di italiano lungo la mia carriera scolastica; ma quelle poche cose che so, le so grazie a chi – anche se per poco tempo – mi ha insegnato, con grande preparazione, ad amare la nostra lingua. Sono una di quelle che si meraviglia ancora quando sente qualche strafalcione in tv, una che continua a credere che i giornalisti debbano conoscere prima l’italiano e poi il “mestiere”. Ma oramai in pochi la pensano così. Sembro una donna d’altri tempi…

E adesso, oramai che sono adulta e vaccinata, devo scoprire che si può dire anche “a me mi”?

A me proprio non piace: non lo userò mai! 😛

Ps. Per completezza di informazione, vi segnalo qui anche articolo di Beccaria sull’argomento su “La Stampa”

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in domande, ironia, pensieri

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...