Sì, la vita è tutta un quiz!

L’appuntamento è tra più di due ore. Io, però, sono una tipa puntuale e odio arrivare in ritardo: decido di avviarmi presto. Destinazione: palazzetto dello sport. Come me ci sono sedicimila persone che anelano a diventare uno dei sessanta nuovi dipendenti della provincia. Mica tanti?

In macchina mi diverto a spiegare che per questi cinquanta minuti di prova mi è toccato studiare i concetti di diritto amministrativo, costituzionale, disciplina degli enti locali, leggi, decreti legislativi, decreti legge, direttive comunitarie… Qualcuno deve essersi fatto due risate a vedermi studiare leggi dappertutto; una vera e propria legge del contrappasso per me che fino al mese scorso sostenevo che se avessi studiato giurisprudenza mi sarei trovata meglio nella vita (e – diciamolo pure – dopo la laurea). Quando poi mi viene in mente di dire che sono lì per un part-time, quasi quasi il mio accompagnatore gira la macchina sull’autostrada suggerendomi di tornare a casa. Ma io non demordo. Ho studiato perfino nei dettagli la legge 165/2001 e tutti i relativi aggiornamenti. Dovrò fare sfoggio della mia nuova cultura giuridica, no? 😛

Arriviamo in perfetto orario; anzi, in perfetto anticipo. Mi accingo a guardare quanta gente c’è fuori dai cancelli in attesa (sono parecchi!) mentre la radio intona – guarda caso – “Sì, la vita è tutta un quiz”… Come darle torto: “Noi siamo un popolo di concorrenti”. Scoppio a ridere: sembra fatto apposta. E’ la colonna sonora della giornata. Visto dall’esterno è tutto molto divertente.

Mi sento soddisfatta: i giornali hanno parlato tanto nei giorni scorsi di questo concorso. Io mi sento molto inviata e protagonista del racconto: non sarò il giornalista che intervista gli altri; sarò il giornalista che intervista se stesso alle prese con il megagalattico concorso! 😛

Da notare:

a)      fuori ai cancelli non c’è il solito affollamento di laureati in Scienze della comunicazione. Mi volto alla ricerca di visi conosciuti ma… niente! Eppure è strano. Solitamente i comunicatori del domani si danno appuntamento lì, fuori ai cancelli di ogni concorso superaffollato. Non sarà una considerazione statistica, ma nei miei tre concorsi (tre bastano e avanzano; d’altronde tre è il numero perfetto!) ho sempre trovato minimo una quindicina di miei ex compagni di corso. Questa volta, invece, niente! Due sono le possibili conseguenze: o hanno trovato lavoro; o si sono scocciati di cercarlo!

b)      Il pubblico di con-corsisti è il più eterogeneo possibile: giovani, meno giovani, appena maggiorenni, uomini, donne e bambini (al seguito, non con-corsisti)

c)      Entro, mi faccio autenticare e scopro, con mia grande sorpresa, che sono vietati caffè e pipì: dovevo pensarci prima. Ma come si fa? Ovviamente non posso mangiare: mi ritrovo incollata al primo banco davanti alla commissione con una fame incredibile, un freddo pungente e con l’urgenza di andare al bagno. A proposito, ma perché in tre maledetti concorsi sono capitata sempre al primo banco? Mistero…

d)     Mi guardo intorno alla ricerca di qualcuno con cui parlare: come passa il tempo altrimenti? C’è sempre il saccente di turno che ti ricorda che: tanto-è-inutile-che-siamo-venuti-a-fare-i-raccomandati-ci-sono-secondo-me-sanno-già-chi-prendere. E giù di lì a sciorinare tutti i concorsi fatti, i raccomandati incrociati lungo il percorso, gli imbrogli e tutto il resto appresso… Ora dico io: puoi avere anche ragione, ma se stai incollato su quella sedia a quest’ora, in attesa delle domande, un motivo ci sarà; o no? A che serve presentarsi e lamentarsi? E poi, perché questi discorsi li fanno sempre a me? Ho la faccia da raccomandata? O da ingenua che non capisce queste cose? Mah

e)      Non potevano mancare quelli che ripetono, quelli che ho sempre odiato fin dagli anni dell’università. Tu sei pronto per l’esame, stai per alzarti dal posto e sederti davanti al prof, certo di conoscere le risposte a tutte le sue domande, ti volti, e quelli che ripetono sono ancora all’ultima fila a sgobbare sui libri, a rileggere le note, a farsi domande impossibili che mai nessuno ha sognato di fare. I ripetoni ci sono anche al concorso, forti delle rispettive lauree tecniche e giuridiche, fanno sfoggio di una grande memoria di numeri, decreti, leggi, e chi più ne ha più ne metta.

f)       Le domande del quiz non sembrano impossibili. Piccolo problema: ho studiato diritto amministrativo, sì; ma mica mi ricordo i numeri degli articoli? Come si può chiedere ad un comunicatore, persona dichiaratamente creativa, di ricordare a memoria gli articoli di qualche legge? Lo dico sempre io: ho sbagliato professione; potevo essere giurista ed invece comunico. La differenza? Al posto di scrivere questo post avrei “azzeccato” le risposte di diritto! 😛

Nota a margine.

Terzo ed ultimo concorso megagalattico. Casomai la prossima volta mi candido a chi vuol esser milionario.

Non poteva mancare la colonna sonora di questa giornata:

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1 Commento

Archiviato in ironia

Una risposta a “Sì, la vita è tutta un quiz!

  1. maria siano

    aspetto di vederti in tv!!

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