cabine telefoniche a rischio estinzione?

Le cabine telefoniche sono a rischio estinzione. Potrebbero diventare merce rara, più di quanto non lo siano già oggi. Quando ho appreso la notizia prima ho stentato a crederci, poi mi sono fermata a pensare. A ricordare, più che altro. Mi è venuta in mente come un flash la gioia di quando, bambina in vacanza, entravo ed uscivo con aria incuriosita dalla cabina telefonica a gettoni; ho ricordato all’improvviso quando i gettoni, specie durante l’estate, andavano a ruba e li scambiavi con le duecento lire; quando si collezionavano i gettoni (quelli più belli, nuovi e luccicanti e quelli vecchi e sporchi che chissà quante e quali telefonate avevano consentito). Mi sono tornati in mente i vecchi telefoni che era possibile trovare ad ogni angolo di strada in città, quelli con la sola pensilina arancione per non bagnarti in caso di pioggia e quelli con la cabina tutta intera, che sembravano una casetta e che chissà in quanti hanno utilizzato, specie nei posti più sperduti e con l’avvento dei cellulari, come dei piccoli ripostigli (ricordo di aver visto un servizio in una tv locale sull’argomento proprio qualche tempo fa). Cabine ripostiglio, rifugio per i senzatetto, opportunità di riparo in occasione di una pioggia improvvisa…  Poi mi sono tornate in mente le cabine telefoniche rosse stile inglese, e le lunghe file che eravamo abituati a sopportare per una semplice telefonata. Ho ricordato l’evolversi della figura del telefono pubblico: dal gettone, alle monete (alla duecento lire per il primo scatto), alle schede telefoniche. Quante giornate perse a contare i pezzi delle collezioni ed a scambiarle con i miei coetanei; quanti pomeriggi passati ad aspettare che gli utenti finissero le telefonate e piombarsi nella cabina sperando che la scheda esaurita fosse proprio quella che mancava alla collezione! Poi mi sono fermata con le riflessioni e ho constatato che da allora non è che sia passato proprio tanto tempo: dai miei ricordi ad oggi c’è la distanza di poco più di quindici anni. Eppure il mondo sembra cambiato: lo osserviamo da una prospettiva diversa. Dalla prospettiva del cellulare, dei milioni di sms, delle chat, delle videochiamate. Il cellulare, si sa, ha cambiato usi e costumi delle persone e ha mandato in pensione chissà quanta tecnologia fino a poco tempo fa considerata indispensabile. E’ proprio cambiato il modo di comunicare, oltre che la “quantità” di comunicazione.

Intanto, stando alle stime pubblicate dai giornali, se nessuno deciderà di “salvarle”, nel 2010 spariranno 30 mila cabine telefoniche su 130 mila. E tutto questo accade a poco più di cinquant’anni dall’installazione della prima cabina telefonica (in piazza San Babila a Milano nell’oramai lontano 1952). Anche i telefoni pubblici fanno parte della nostra storia, della storia sociale del nostro Paese. Le salviamo? O ne facciamo pezzi da museo?

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