giornalismo e crowdfunding

Sto cercando di dare una rapida sfogliata virtuale ai giornali on line a caccia di qualche notizia interessante. Dicono che negli ultimi tempi io sia affetta da deformazione professionale: perennemente a caccia di fatti,  particolarmente attratta dagli inciuci e tutto il resto appresso. Ultimamente, poi, sto sviluppando un sesto senso, quasi da investigatore privato! 🙂

Vabbè, torniamo a noi: ho trovato una serie di informazioni ghiotte e di cui si potrebbe discutere a lungo che hanno come tema l’informazione. Temi di cui non mi stancherei mai di parlare.

Mi salta agli occhi la storia di un reportage pagato dai lettori. Che sia questo il futuro dell’informazione di cui si discute da tempo?

Ecco i fatti: una giornalista statunitense scova un vortice di rifiuti grande due volte la Francia nel bel mezzo dell’Oceano Pacifico. Un gioco di correnti fa sì che i materiali plastici di tutto il mondo si radunino proprio in quella zona. Uno scoop che farebbe gola a chiunque. La giornalista propone un reportage al New York Times che accetta ma ad una sola condizione: le spese di viaggio saranno a carico della “povera” freelance. La cronista non si perde d’animo e chiede aiuto a spot.us, sito di giornalismo investigativo interamente finanziato dai cittadini, un sito non profit che sostiene i giornalisti freelance. Come finisce la storia? Il reportage è stato pubblicato sul New York Times grazie ai finanziamenti dei lettori del sito. Un primo esempio di crowdfunding che contagia il giornalismo – è stato detto.

Una riflessione a questo punto è fondamentale: con il nostro sistema di informazione, ma soprattutto con la nostra mentalità, tutto ciò sarebbe mai stato possibile? Io un’idea ce l’ho: credo proprio di no. Ma mi hanno insegnato che niente è impossibile… Chissà tra quanti anni accadrà una cosa del genere anche da noi!

Ps: della storia parla ampiamente Repubblica al link: http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/esteri/nyt-lettori/nyt-lettori/nyt-lettori.html

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2 commenti

Archiviato in domande, informazione, notizie

2 risposte a “giornalismo e crowdfunding

  1. solitamente

    Ah però!!!Interessante questa cosa!!!!!!!!!!!!
    Si potrebbe finanziare di “tutto” così …anche il lavoro da casa????…vabbè momento di stanchezza di chi vorrebbe essere a casa invece che sbattere la testa su cose lavorative che a lungo andare perdono di valore e/o stimolo!!!

  2. barruggi

    Ho un parere personale sulla faccenda: io con il crowdfunding finanzierei tutte quelle belle iniziative (personali e non) che per svariati motivi (spesso tanti) non si realizzano mai. La storia del reportage finanziato dai lettori è un nobile esempio della mia idea di crowdfunding. Quindi, secondo me, dipende dal lavoro che avresti intenzione di svolgere a casa! 🙂

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