cronaca di una tranquilla serata di karaoke

Una sera come tante; l’occasione per quattro chiacchiere con un’amica fidata; una serata piovosa, una delle prime giornate invernali tanto che ti viene da non allontanarti troppo da casa. Si finisce in un locale a portata di mano, quasi a quattro passi da casa, nella stessa cittadina, giusto per non dover fare un lungo tragitto sotto la pioggia battente in macchina da sola. Accosto e mi rendo conto che non c’è un posto nel parcheggio, abbastanza capiente per la verità, del locale. Rapida inversione di marcia e mi sposto in una viuzza accanto: mi serve giusto un buco per posteggiare la mia macchinina. Ci guardiamo intorno e non ci rendiamo conto di quello che sta succedendo: è una sera come tutte le altre, per di più nel bel mezzo della settimana; come mai tutti qui? Parcheggio, scendiamo dalla macchina, entriamo nel bar ed un tizio ci viene incontro sorridendo: “Prego, c’è giusto un tavolo accanto allo schermo”.

Come mai lo schermo? Che succede stasera qui?” – chiede la mia amica al tizio sorridente e ristretto (mi chiedo come abbia fatto a respirare per tutta la serata) in un pantalone e camicia tanto aderenti da farlo assomigliare ad una gigantesca X.

Stasera c’è il karaoke” – risponde il tizio sempre più sorridente e soddisfatto per averci dato una notizia che ti cambia la serata.

Stupendo” – esclamo io mentre osservo la mia amica impallidire e sussurrarmi: “Mannaggia, dove ti ho portata…”.

Sarei quasi pronta ad incamminarmi verso il tavolo accanto allo schermo, ma la mia amica suggerisce una postazione defilata per poter scambiare quattro chiacchiere in tutta tranquillità. Ci sediamo e, dopo appena cinque minuti, neppure il tempo di cominciare con le chiacchiere, inizia lo spettacolo. E che spettacolo! Canzoni sparate a volume così alto che puoi parlare ed ascoltare solo con gli occhi. Che ci volete fare: io non sono abituata alla musica ad alto volume, alle discoteche ed ai locali troppo per giovani… Sono una tipa tranquilla, io…. Poi ultimamente mi sento molto sociologa nell’osservare le persone che mi stanno intorno, quando mi trovo a contatto con la gente, immersa nella folla. Mi limito ad osservare la variegata umanità che popola questo posto sorridendo, qualche volta facendomi trascinare dal ritornello di una canzone. Non ne conosco tantissime per la verità. Il repertorio è dei più variegati: si passa da Sal Da Vinci, per Gigi D’Alessio e Nino D’Angelo. Non mancano le eccezioni: Giorgia, i Pooh, i Negramaro con una riedizione spietata di “Nuvole e lenzuola”. 🙂 Mi diverto. E’ rilassante ascoltare canzoni ed avere la certezza di non essere l’unica campana stonata sulla faccia della terra. Mi viene quasi voglia di chiedere il microfono ed esibirmi. In fondo sarebbe bello mettere da parte ogni remora e buttarsi nella mischia per cantare a squarciagola e con la mia voce acuta e stonata uno dei successi di Claudio Baglioni: è sempre stato il mio sogno nel cassetto :-P. Ma, sebbene in quel locale non conosca quasi nessuno, la mia reputazione va ancora minimamente difesa. Mi limito così ad osservare. E’ divertentissimo assistere a vari siparietti.

Memorabile questo:

– “Come ti chiami?”

– “Mario

– “Che fai nella vita?”

– “Sono un dipendente dell’Asl.”

– “Ah, bene: abbiamo anche un dipendente del comune. Di che comune per la precisione?” 😀

O questa (qui stavo per alzarmi ed andarmene; ma poi ha avuto la meglio lo spirito goliardico della serata)

– “Come ti chiami?”

– “Maria”

– “Maria, qui ti invidiamo tutti. Io in particolare perché so già di cosa ti occupi. Ci dici cosa fai nella vita?”

– “Veramente sono disoccupata

– “Che bello, vuoi mettere la disoccupazione con un lavoro normale… Così hai un sacco di tempo a tua disposizione”… 😦

 Sorseggiamo una cioccolata calda, mentre io continuo ad osservare gli stralci di umanità più differenti presenti in quella sala. Poi scappiamo via quando, per la terza volta, uno dei “cantanti” sostiene di essere influenzato. In tempi di influenza A non si sa mai… E’ stata una serata particolarmente divertente. Questa settimana ci ritorno, magari nel frattempo preparo anche una canzone per esibirmi! 😛

Direi di chiudere ascoltando una delle canzoni più gettonate del karaoke.

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1 Commento

Archiviato in diario, ironia, riflessioni

Una risposta a “cronaca di una tranquilla serata di karaoke

  1. Maria

    Ho pianto fino alle lacrime, divertente da morire questo post!

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